Il teatro nuovo di Verona

Filed under:Veneto — scritto da admin il 18 settembre 2011

Spero mi sarà perdonato l’OT ma non posso fare a meno di segnalare la programmazione del Teatro Nuovo di Verona. Superba.

FaR EasT dal 15 settembre al 28 ottobre a Milano

Filed under:Lombardia — scritto da admin il 25 agosto 2011

FaR EasTCurata da Tiziana Castelluzzo ed Elena Zonca In occasione di START, Zonca e Zonca è lieta di annunciare l’apertura della mostra FaR EasT: Nobuyoshi Araki, Jin Han Lee, Sea Hyun Lee, Kyoko Kanda, Takako Kimura, Shimon Minamikawa, Yulim Song.

Sette artisti, tre giapponesi e quattro coreani offrono, attraverso la contaminazione di generi e discipline, uno scorcio sull’estetica orientale. La mostra si articola su una serie di dicotomie: passato e futuro, oriente ed occidente, tradizione e contemporaneità, interiorità ed esteriorità. Un incontro/scontro di culture, tempi e personalità diverse che attraverso l’arte cercano di esprimere le contraddizioni del proprio mondo interiore.

A Otranto la mostra Dalì, il genio

Filed under:Grandi eventi — scritto da admin il 25 giugno 2011

28 maggio 2011 – Fino al 25 settembre il Castello Aragonese di Otranto (Le) ospita "Dalì, il genio". La mostra, a cura di Alice Devecchi, apre la terza stagione artistica del Castello di Otranto ospita sessanta opere del maestro spagnolo.

DalìDal 28 maggio al 25 settembre  il Castello Aragonese di Otranto (Le) ospita "Dalì, il genio" La mostra, a cura di Alice Devecchi, apre la terza stagione artistica del Castello di Otranto, contenitore culturale gestito dalla Società cooperativa Sistema Museo di Perugia e dall’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie. Dopo il grande successo degli ultimi due anni con le mostre di Joan Mirò e Pablo Picasso, che hanno registrato 90mila presenze complessive, il Castello apre le porte a uno dei più importanti artisti contemporanei del ‘900, affermandosi come punto di riferimento per l’arte e la cultura a livello nazionale e internazionale.

La mostra – che sarà inaugurata il 27 maggio alle ore 18.00 – accoglie sei sculture originali in bronzo, tra le quali “Elefante cosmico” (di grandi dimensioni – h 120 x 90 x 350 cm), e una selezione di cinquantaquattro litografie originali, che spaziano nel mondo del surreale per illustrare temi e testi letterari e che ancora una volta testimoniano la grande capacità grafica del maestro spagnolo. Dal clima gotico travasato in surrealismo bianco/nero del “Castello di Otranto”, ai colori pallidi delle “Fiabe Giapponesi”, al vuoto di colore della carta lasciata nuda in “Tristano e Isotta”, al nero e oro glitterato degli “Amours Jaunes”, Dalì precipita con la sua gamma espressiva multiforme nel vero Castello Aragonese di Otranto. Lo invade, lo trasforma, semina il panico con il suo ingombrante mistero, proprio come il gigantesco elmo che mette in moto la trama del romanzo di Walpole che l’artista spagnolo illustra in una delle serie di incisioni in mostra. Dalì si muove, agile e rapido come un gatto, tra testi completamente diversi per registro, tono, epoca, con l’unico filo rosso che è l’indubbia riconoscibilità delle sue figurette allungate, delle sue fughe vertiginose di linee, della sua irreprensibile indole provocatoria. Le sculture in bronzo paiono la materializzazione dei personaggi che Dalì dirige nella sua opera grafica, attori che si muovono in scena nonostante le loro articolazioni molli, senz’ossa, raccontando ognuna la sua storia più o meno eroica.

Personalità complessa e ricca di fantasia, Salvador Dalì (Figueras, Catalogna, 1904-1989) ha operato con vivace sensibilità e singolare estro creativo in vari campi dell’arte: pittore, scultore, scrittore, illustratore, scenografo, disegnatore di gioielli e di mobili. Le sue molteplici manifestazioni artistiche hanno suscitato da parte della critica giudizi contrastanti che coinvolgono assieme all’opera anche l’uomo, anzi, il personaggio, per taluni atteggiamenti di vistoso gusto eccentrico.

La curatrice Alice Devecchi ha frequentato il liceo classico C. Beccaria di Milano, conseguito la laurea triennale in Scienze dei beni culturali presso l’Università degli Studi di Milano nel 2005 e la laurea specialistica in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Lavora a Urbino, con due architetti, un grafico e una storica dell’arte nel campo della progettazione di allestimenti di mostre e di musei, cura di cataloghi, realizzazione di prodotti multimediali per esposizioni, cura di mostre. Ha ottenuto una menzione speciale per il saggio “Il ventre del pentagono. Geometria magia e salute nel Lazzaretto di luigi Vanvitelli”, nell’ambito del premio Ucare per l’Arte 2009 bandito dalla Fondazione Quarta Onlus di Milano. Ha pubblicato “Ca’ Romanino. Una casa di Giancarlo De Carlo a Urbino”, Argalia editore, Urbino 2010.

Elenco delle opere
- 1 scultura di grandi dimensioni:
Elefante cosmico, bronzo h 120 x 90 x 350 cm
- 5 sculture di medie dimensioni:
Perseo, bronzo h 73 x 36,5 x 29,5 cm
Hombre Sobre Delfin (Uomo sopra un delfino), bronzo h 42,5 x 47,5 x 15 cm
Trajano a Caballo (Traiano a cavallo), bronzo h 65,5 x 52,5 x 42,5 cm
Mujer Desnuda (Nudo femminile), bronzo h 55 x 32,5 x 37,5 cm
Mujer con Faldas – Tersicore (Donna che indossa una gonna), bronzo h 69,5 x 38 x 15 cm
- 13 incisioni all’acquaforte dal Castello di Otranto
- 10 puntesecche colorate dalle Fiabe Giapponesi
- 21 incisioni a puntasecca del Tristano e Isotta
- 10 incisioni in nero e oro de Les amours jaunes

Villa Regina Margherita

Filed under:Piemonte — scritto da admin il 16 maggio 2011

Villa Regina Margherita a Bordighera – tra gli edifici di maggior pregio di tutto il territorio ligure – dopo due anni di attenti e impegnativi restauri, torna al suo splendore ed apre proponendosi come un polo museale e culturale.

La notizia della riapertura della Villa, in coincidenza con i 150 anni dell’unità d’Italia, susciterà interesse anche per la mostra permanente allestita in sede che ospita un enorme numero di opere uniche esposte.

Nelle sale della villa ove, sotto il controllo delle competenti soprintendenze, sono stati recuperati, stucchi, tempere, parquets, vetrate artistiche, ecc. – adeguando nel contempo l’edificio ai più moderni standard museali – si dipana dunque il percorso permanente, con un progetto allestitivo di Michelangelo Lupo, teso a ricostruire l’atmosfera seducente di una dimora d’epoca. Un percorso che, se colpisce già per i numeri della collezione – concessa in comodato trentennale alla Fondazione – impressiona soprattutto per la varietà e la qualità delle opere selezionate.

Simone Fazio: Corpi

Filed under:Personale,Toscana — scritto da admin il 28 agosto 2010

Inaugura a Pietrasanta il 21 Agosto dalle ore 18.30, presso la Gestalt Gallery, la mostra personale di Simone Fazio a cura di Gianluca Marziani. Ospite d’eccezione Pierpaolo Capovilla, che anche se impegnato nel tour estivo de “Il Teatro degli Orrori” trova il tempo di partecipare all’inaugurazione della Gestalt Gallery.

Simone Fazio: corpi
A cura di Gianluca Marziani e con un saggio di presentazione di Pierpaolo Capovilla s’inaugura presso la Gestalt Gallery, la mostra di Simone Fazio, dove saranno esposte tele realizzate ad olio, di medie e grandi dimensioni.
Pierpaolo Capovilla, cantante de “Il Teatro degli Orrori”, è un grande estimatore della pittura di Simone Fazio, infatti scrive di lui: “Il buio è la cifra distintiva della pittura di Simone Fazio, che ci racconta, con corpi mortificati e mortiferi, illuminati soltanto da riflessi di esistenza immersi in una stazionarietà impossibile, ma terribilmente vera, un po’ di queste tenebre in cui viviamo oggi.”
Per chi volesse incontrare Simone Fazio e Pierpaolo Capovilla, l’appuntamento è per sabato 21 agosto, dalle 18:30, presso la Gestalt Gallery di Pietrasanta.

Mostra: Corpi
Artista: Simone Fazio
Data esposizione: 21 Agosto – 30 Settembre 2010
Luogo: Pietrasanta, Gestalt Gallery via S. Stagi 28
Orario: 18.00-20.30 / 21.30-24.00
Ingresso: Libero
Inaugurazione: Sabato 21 Agosto, ore 18.30

ART in LOVE a Cesena

Filed under:Collettiva,Emilia Romagna — scritto da admin il 4 marzo 2010

ART in LOVE OPERE IN COLLETTIVA

PERIODO: dal 14 febbraio fino al 8 marzo 2010

SEDE ESPOSITIVA: L’IMMAGINE – Cesena Galleria d’Arte Contemporanea
Piazza Aguselli, 42 – Tel e fax. 0547.612981

ORARI: 10 – 13 e 16 – 19.30 Chiuso Lunedì e martedì
aperto ogni domenica

La Mostra:

E’ l’ultima settimana nella quale è possibile vedere l’esposizione “ART in LOVE” opere dedicate all’amore e alla figura femminile nell’arte.
Dal giorno di San Valentino è aperta alla Galleria L’IMMAGINE di Cesena, la collettiva con opere di Grandi Maestri internazionali, contemporanei e giovani, che col loro personale linguaggio hanno interpretato e celebrato tale tema
Eugenio Carmi, Luciano Deliberato, Riccardo Licata, Enrico Baj, Virgilio Guidi, Domenico Grenci, Giorgio Villa, Alma’ Ch, Robert Indiana, uno degli artisti contemporanei americani della Pop Art fra i più famosi al mondo, esposto un grande LOVE in bianco e nero, ed eccezionalmente, alcune opere fotografiche di Man Ray, i cui negativi risalgono al 1930, pieno periodo parigino.

Man Ray, una delle figure più geniali, brillanti, anticonvenzionali ed eclettiche della storia dell’arte del Novecento, passa e indaga lungo tutta la sua vita, fin dall’inizio, il Cubismo, il Dadaismo, il Surrealismo, anticipando, a volte in modo inconsapevole, i Movimenti, con intuizioni tanto lucide quanto occasionali, senza mai perdere di vista l’unico vero obbiettivo del suo essere artista: la libertà di pensiero e la completa indipendenza espressiva.
Le opere esposte sono della serie “femmes”, cui è dedicato un catalogo.
Il grande artista americano muore a Parigi nel 1976.

Direzione: Maria Grazia Melandri

GIOVANNI LO PRESTI Metaphorá

Filed under:Lombardia,Personale — scritto da admin il 17 febbraio 2010

ARIANNA SARTORI
ARTE & OBJECT DESIGN
Via Ippolito Nievo, 10 – 46100 MANTOVA
Tel e Fax: 0376 32.42.60 – info@sartoriarianna.191.it

Lo prestiGIOVANNI LO PRESTI
Metaphorá

dal 20 febbraio al 4 marzo 2010

Nome della Galleria: Galleria "Arianna Sartori"
Indirizzo: Mantova – via Ippolito Nievo, 10 – tel. 0376.324260
Titolo della mostra: Giovanni Lo Presti. Metaphorá
Date: dal 20 febbraio al 4 marzo 2010
Inaugurazione: Sabato 20 febbraio, ore 17.00. Sarà presente l’artista
Orario di apertura: 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi

Dal 20 febbraio al 4 marzo 2010, la Galleria “Arianna Sartori Arte & object design” di Mantova, in via Ippolito Nievo 10, ospita la mostra personale di Giovanni Lo Presti, intitolata “Metaphorá”. L’inaugurazione si terrà il 20 febbraio alle ore 17.00 alla presenza dell’artista.
Giovanni Lo Presti è nato a Vittoria (Ragusa) nel 1952. Trasferito a Milano dove vive e insegna ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera.

…Quella che si contempla, sembra sottintendere l’autore,è soltanto una faccia della drammatica trappola speculare dell’esistenza. Ed anche se in qualche quadro si avverte, immediato,un senso di libertà strangolata, i corpi appaiono come imbalsamati in una sorta di folgorata agonia: talvolta immobili e inerti come dei “Marat” assassinati, talaltra congelati nel delirante galoppo di una istintualità sbranata nel suo vano tentativo di realizzarsi… Più li guardiamo questi dipinti-lastre di ghiaccio, più avvertiamo che a un tratto potrebbero creparsi, frantumarsi, decomponendosi in un’uniforme chiazza di cadaverina, discoprendo il nostro non essere nel mondo contemporaneo, emanando tutti i fetori dei nostri irrisolti conflitti, delle nostre perversioni, dei nostri egoismi, in una parola: della nostra disumanità.
… quella di Giovanni Lo Presti è ancora una pittura che si muove ed articola nell’esistenziale, ma in “un’esistenziale” che possiede tutte le premesse per portarsi nel territorio di una più vasta e penetrante disamina dell’oggettività.
Gianni Pre

…Giovanni Lo Presti colloca la sua poetica in quel grande filone che dal realismo arriva a Milano ad una singolare versione dell’oggettività: una versione che trova riscontri e radici nello sviluppo di quelle ricerche, definite poi di “ realismo esistenziale”, così attive, proprio nella nostra città, negli anni sessanta.
Si tratta di una testimonianza poetica ed emozionale ancor prima che semplice scelta stilistica. Testimonianza allucinata e sbalordita, muta e silenziosa; fatta di quella qualità di “silenzio” che solo la disperata coscienza di un dramma compiuto o che sta per compiersi può dare.
I quadri allarmati e silenziosi di Lo Presti ci parlano proprio di questo: del dramma nostro di ogni giorno, fatto di città disumananti, di alienazioni e contraddizioni inaudite, di ambienti e gesti umani svuotati di ogni concretezza, di ogni reale significato umano.
Sono quadri perentori e asciutti, inequivocabili. Lucidi, di quella lucidità che solo proviene dalla coscienza diretta, dalla consapevolezza dell’esperienza in prima persona. E’ proprio per questa verità priva di filtri letterari, priva di artificiosi spessori che essi investono l’attenzione dello spettatore con la forza di uno schiaffo.
Giorgio Seveso

…C’è un modo per cogliere il significato profondo della realtà oltre la lente d’ingrandimento del lirismo; certo, bisogna rovesciare completamente la visione, bisogna invertire le lenti del cannocchiale: estraniarsi, allontanarsi fino a che il gioco delle suggestioni e dell’incantesimo emanato dagli oggetti svanisca. Solo allora la realtà senza più gli specchi della magia ci restituirà l’altra faccia nascosta.
Giovanni Lo Presti insegue questa seconda faccia. Lo fa con una tecnica di pittura precisa, attenta, spietatamente realistica, lontana da tutte le suggestioni incantatorie dell’astrattismo colorista. Lo fa con estrema perizia e con sottile crudeltà.
Il bisturi scarnisce ogni “aura” letteraria che imprigiona l’oggetto, ne recide ogni legamento superfluo, ogni compiacimento, fino a restituirci una nuova immagine che possa competere con la luce…
…Non resta allora che avventurarci nei labirinti della mente. Ripercorrere i mille fili colorati delle mappe del quotidiano … nei miliardi di strade che si incrociano e s’intersecano per riportarci sempre a capo, allo stesso punto di partenza.
Cercare un’uscita, o forse negarci un’uscita per non perderci nei campiti sfondi metallici, nel bianco terrore, dove immobili pareti riflettono il freddo silenzio…
Antonio Dalla Nora

…Esplicata fino alla minuzia, la figurazione di Giovanni Lo Presti è bensì perentoria e determinata, nondimeno la sua gelida evidenza adombra i sintomi di una viscerale afflizione, di un pensare ricorrente e ossessivo. Giovanni Lo Presti intende l’arte come un modo o, per meglio dire, un sistema attraverso il quale forzare il rapporto con la realtà, fissando, in una dimensione spaziale univoca, l’istante ultimo, il momento esaustivo del confronto.
Quello di Giovanni Lo Presti è uno spazio solidificato, che non ammette intrusioni. Uno spazio dove le istanze impregnano le idee, dove i moventi provocano la forma e la struttura.. Perciò credo sia opportuno soffermarvisi.
Non visionarie attraenze, come detto, ne avventurose sperimentazioni, e tantomeno un comodo divagare sui sedimenti della memoria. Pur riconducibile ad un comune dettato etico, ogni singola opera è, di per se, un evento esauriente, un compendio definitivo. La pittura è il mezzo per creare entità conchiuse, criticamente organizzate come luoghi di convivenza di cause ed effetti. ..
La luce fredda che avvolge cose e figure non è genericamente allusiva, bensì mediata dall’analisi e dalla riflessione. La limpida, serica linearità dei soggetti richiama ed afferma il codice morale che ne anima l’essere ed esistere.
Mi sembra , in conclusione, che l’arte di Giovanni Lo Presti, attraverso la meticolosa chiarezza delle sue trame suggestive, miri ad aggredire l’anima nascosta dell’uomo d’oggi: quella più vulnerabile alle ansie, alle incertezze, alle paure; quella più debole, colpevole e inconfessata. Affiora così il messaggio profondo di una ricerca che si compie nella coscienza oggettiva e obiettiva della realtà, delle sue implicazioni e degenerazioni e nel presagio di un momento decisivo, imminente, non altrimenti dispensabile.
Preludio alla fine o, forse, all’espiazione.
Alberto Rovida

Angelo Balduzzi “ e se la vita non ha sogni io li ho”

Filed under:Lombardia,Personale — scritto da admin il 12 dicembre 2009

Angelo BalduzziAngelo Balduzzi
mostra personale
“ e se la vita non ha sogni io li ho”
Clusone, museo della basilica
19 dicembre 2009 – 6 gennaio 2010
orario 10.00 – 12.00 / 16.00 – 19.00 / 20.30 – 22.00
martedì 5 gennaio ore 21.00 concerto musicale con i Sushi Cornucopia
(Luca Balduzzi, Mauro Ghilardini, Giorgio Sala, Alberto Bigoni, Alberto Gritti)
inaugurazione sabato 19 dicembre alle ore 17.00
Piazza Orologio, 24 – Clusone – tel. 0346/24948 -

http://www.angelobalduzzi.it

con il patrocinio del Comune di Clusone Parrocchia di Clusone
assessorato alla cultura

Mimmo Paladino. Sculture

Filed under:Personale,Piemonte — scritto da admin il 14 luglio 2009

Un grande evento d’arte che coniuga l’importanza delle opere esposte e la suggestione del luogo che le ospita si inaugurerà tra poche settimane a Orta San Giulio (Novara).
Dal 18 luglio al 9 novembre 2009, infatti, le vie e le piazze dell’antico borgo che si affaccia sul lago d’Orta, ospiteranno dieci sculture monumentali di Mimmo Paladino (Paduli, Benevento, 1948), uno degli artisti italiani più noti e apprezzati a livello internazionale, protagonista nei primi anni Ottanta del movimento della Transavanguardia.
L’iniziativa è il terzo appuntamento del progetto ORTISSIMA percorsidorta nata da un’idea dell’Associazione Culturale OPERAPRIMA con lo scopo di presentare ogni anno appuntamenti d’arte di alta qualità grazie a una rigorosa scelta delle opere esposte, testimonianza dei momenti più rappresentativi della ricerca di un protagonista della scultura e a un accurato allestimento finalizzato a creare dialoghisempre nuovi con il territorio.
L’edizione 2009 dedicata a Mimmo Paladino e curata da Flavio Arensi, ha ricevuto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con l’importante contributo della Fondazione CRT e della Fondazione Banca Popolare di Novara per il territorio.
Da sottolineare il ruolo strategico nell’operazione avuto dalla Regione Piemonte che attraverso l’ufficio di Presidenza e gli assessorati alla Cultura e al Turismo ha da subito appoggiato e sostenuto il progetto sia con il proprio patrocinio, che con un fondamentale contributo.
“Dopo Manzù e Arnaldo Pomodoro – sottolinea il sindaco di Orta San Giulio, Cesare Natale – il nostro paese accoglie le opere di un grande protagonista dell’arte internazionale, Mimmo Paladino, ricreando quel magico dialogo tra un borgo così suggestivo e la bellezza delle sculture monumentali. Un singolare progetto che permetterà di valorizzare non solo Orta San Giulio, che ne è la perla, ma tutto il bacino lacustre,offrendo ai numerosissimi visitatori, nazionali e internazionali, uno spettacolo di straordinaria armonia tra arte, paesaggio, storia e cultura”.
“Le sculture monumentali a Orta San Giulio – afferma Valeria Greppi, vicepresidente di OPERAPRIMA – sono per la nostra Associazione una sfida continua e arrivare alla terza edizione di ‘Ortissima percorsidorta’, presentando un nome di così alto prestigio come quello di Mimmo Paladino, è senza dubbio un traguardo importante. Grandi Opere ma soprattutto grandi nomi dell’arte per un evento di altrettanto impatto scenografico che speriamo possa crescere ogni anno di più e contribuire a rilanciare lo splendido territorio che lo ospita”.
L’arte di Mimmo Paladino affonda le sue radici negli anni Settanta, quando l’artista muoveva i primi passi nell’ambito di una figurazione ricca di elementi simbolici. Da tale atteggiamento discende l’attitudine, riscontrabile in tutta la successiva produzione, a lavorare sul linguaggio artistico e sulle suearticolazioni concettuali ed espressive. Paladino intraprende percorsi sorprendenti, sperimentando le diverse tecniche tradizionali: dal disegno alla pittura, alla scultura, al mosaico, all’incisione, all’immagine filmica che gli permettono di rappresentare il proprio "mondo interiore", primordiale e magico.
L’approccio di Paladino al mondo della scultura è databile intorno al 1985 quando si cimenta con grandi sculture in bronzo e con installazioni, sperimentando così la contaminazione tra diverse forme espressive. Da queste opere di forte impatto, decide poi di asciugare la sua arte per spingersi verso un rigore sempre più evidente ed una semplificazione delle strutture.
Accanto alla pittura, la scultura è parte fondamentale del lavoro di Paladino, come dimostrano le opere inserite nel percorso espositivo a Orta, realizzate in bronzo, ferro e terracotta.
Il catalogo Allemandi, con testi di Flavio Arensi e Goffredo Fofi, è arricchito dalle fotografie eseguite da Gianni BerengoGardin a Paladino e alle opere ambientate a Orta.
Il progetto ORTISSIMA percorsidorta nasce nel 2007 da un’idea dell’Associazione Culturale OPERAPRIMA con la volontà di garantire, già nel titolo e nella presentazione, una sequenza di eventi dedicati alla scultura monumentale all’aperto che porteranno ad Orta San Giulio i più grandi nomi dell’arte del Novecento italiano e internazionale, come testimonia l’edizione del 2007, con l’esposizione dedicata a Giacomo Manzù.
Note biografiche
Mimmo Paladino nasce a Paduli (Benevento) il 18 dicembre 1948. Dal 1964 frequenta il Liceo Artistico di Benevento, nel periodo in cui la scena internazionale era dominata dal Minimalismo e dal Concettualismo. Nella sua prima fase s’incentra principalmente sulla fotografia, continuando a coltivare tuttavia le sue eccezionali doti di disegnatore. Nel 1977 infatti realizza un grande pastello sul muro dellagalleria di Lucio Amelio a Napoli e partecipa inoltre alla rassegna "Internationale Triennale für Zeichnung" organizzata a Breslavia. Dal 1978 al 1980 vive un periodo transitorio tra le iniziali posizioni concettuali e la rinnovata attenzione per la pittura figurativa. Di questa fase sono i dipinti monocromatici dalle tinte decise sui quali campeggiano strutture geometriche, ma anche oggetti ritrovati quali rami o maschere. Gli inizi degli anni ottanta sono caratterizzati dall’affermazione delle potenzialità di una pittura referenziale. Ad "Aperto ’80", nell’ambito della Biennale di Venezia, il critico d’arte Achille Bonito Oliva propone la corrente della Transavanguardia, di cui fanno parte Chia, Clemente, Cucchi e lo stesso Paladino. Attraverso la rivisitazione dell’allegoria e del simbolismo, questo gruppo aveva puntato a ripristinare il mito, il mistero e il magico nell’arte contemporanea. Si susseguono da allora le presenze in importanti rassegne internazionali (Biennale diVenezia, Biennale di San Paolo del Brasile, Biennale di Lubiana, Tate Gallery di Londra, Fondazione Mirò di Barcellona, Biennale di Parigi, Kunsthaus di Basilea, National Museum di Pechino, Forte Belvedere di Firenze, Musée Royale des Beaux Arts di Bruxelles, etc…) grazie alle quali la sua arte viene conosciuta all’estero e riscuote immediatamente larghi consensi. Paladino si dedica anche all’attività incisoria: l’acquaforte, l’acquatinta, la linoleografia, la xilografia che interpretano magistralmente il carattere spettrale delle sue figure primordiali.
Nelle sue opere l’artista immortala figure e forme ossessive talvolta ispirate all’arte ed ai manufatti provenienti da culture del passato e del presente. Il linguaggio visivo di Paladino non è né narrativo né essenziale: è fluido ed ambiguo perché l’arte, nel suo modo di esprimerla, non deve dare risposte ma formulare domande.
Le sue numerose mostre personali sono state allestite in musei pubblici e gallerie private in tuttoil mondo. Sue opere di pittura e di scultura si trovano in importanti spazi pubblici ed in prestigiose collezioni istituzionali e private.
Attualmente vive e lavora a Benevento e a Milano.

Sentire l’arte

Filed under:Toscana — scritto da admin il 2 giugno 2009

Il gruppo A.R.F. ad artnest

Sentire l’arte

Dall’11 al 30 Giugno 2009
Inaugurazione giovedì 11 Giugno alle ore 17,00
Orario: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 17,30 alle 19,30
Info: http://www.artnest.it/expo/centri/arf/artnest.html

In occasione della inaugurazione della associazione culturale artnest creatività e benessere, ho il piacere di presentare la mostra degli artisti che, dal 1992 al 1995, si sono esibiti come Gruppo A.R.F. (Arte Ricerca Firenze).Durante la loro ricerca comune, i pittori Dino Castelvecchi e Alberto Morelli e lo scultore Ivano Vitali individuarono un proprio linguaggio espressivo originalissimo legato soprattutto all’utilizzo dei materiali di scarto. Prevalentemente lamiere, trucioli e plastica per Alberto, sabbie, sassi e carboni per Dino e giornali per Ivano. L’incontro sulla ricerca di nuovi materiali permise loro di superare ostacoli e difficoltà di comunicazione e di trovare invece un’unità nel sentire l’arte e nell’esprimerla con i propri mezzi.

L’estate scorsa, il gruppo si è riunito con la mostra alla Limonaia di Villa Vogel a Firenze a cura dell’Associazione Culturale La Bezuga. Per i tre artisti l’incontro ha costituito una importante verifica, dando nuovi stimoli e rinnovate energie e mettendo le premesse per una rinata volontà di confronto con il pubblico.

Artnest, come associazione culturale finalizzata alla creatività ed al benessere e quindi alla promozione di un’arte contemporanea rispettosa dell’ambiente, non può non trovare nei tre artisti un’espressione delle proprie finalità ad un livello di grande sensibilità e qualità.

Maddalena Ghini

Presidente Associazione Culturale

artnest creatività e benessere


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