Gherardo delle Notti Quadri bizzarrissimi e cene allegre

Filed under:Pittura,Toscana — scritto da Mostre in Italia il 21 febbraio 2015

Quadri bizzarrissimi e cene allegre10 febbraio – 24 maggio 2015 Galleria degli Uffizi

La Galleria degli Uffizi apre la stagione espositiva di Firenze 2015. Un anno ad arte con la prima mostra monografica dedicata al pittore caravaggesco di origine olandese Gerrit van Honthorst, più noto al pubblico italiano come Gherardo delle Notti per la particolarità di ritrarre scene a lume di notte, con suggestivi effetti luministici, generati dall’intenso chiarore della luce di candela, contrapposti alle ombre.

Quando Gerrit van Honthorst se ne andò improvvisamente da Roma nella tarda primavera del 1620 per fare definitivamente ritorno nella natìa Utrecht, dovevano essere circa dieci anni che risiedeva in Italia. Probabilmente infatti era giunto a Roma all’inizio del secondo decennio del XVII secolo (1610-1611 circa).

Il periodo dell’attività italiana del pittore è quello qualitativamente più ricco e denso di novità stilistiche. Il suo accostamento alla rivoluzione caravaggesca fu pressoché immediato e i suoi primi dipinti attestano la forza e la crudezza dell’arte di un giovane pittore nordico folgorato dal naturalismo del Merisi.

Honthorst diventò in poco tempo un grande protagonista e le sue prove ebbero l’onore di occupare altari importanti delle chiese romane e genovesi, successo non così comune per un maestro di forte impronta naturalistica. Ben presto fu ricercato da prestigiosi collezionisti, come il marchese Vincenzo Giustiniani e il Granduca di Toscana Cosimo II.

È proprio anche grazie alla passione di Cosimo II per Gherardo se oggi Firenze, e nella fattispecie la Galleria degli Uffizi,  possiede sue cinque bellissime tele: fra queste, tre sono dedicate a soggetti conviviali, decisive per lo sviluppo di questa tipologia d’immagini in ambito italiano e nordico. Anche l’ambasciatore mediceo a Roma, Piero Guicciardini, commissionò a Gherardo nel 1619 la pala per l’altare della sua cappella (la maggiore) in Santa Felicita: quella grande Adorazione dei pastori dipinta a lume di notte, che fu vittima dell’attentato mafioso degli Uffizi nel 1993.

Firenze è dunque una sede significativa per ambientare una mostra sull’attività italiana di Gherardo delle Notti, che è pittore ormai di assoluta rilevanza e d’interesse internazionale, al quale non era stata ancora riservata un’esposizione monografica, né in Italia né all’estero. Per l’occasione sono giunti prestiti da prestigiosi musei internazionali quali la National Gallery di Londra, gli Staatliche Museen di Berlino, l’Ermitage di San Pietroburgo, l’Alte Pinakothek di Monaco, il Rijksmuseum di Amsterdam, l’Ashmolean Museum di         Oxford, il Cleveland Museum of Art, il Los Angeles County Museum of Art, il Minneapolis Institute of Arts.

“Da quando gli Uffizi sono stati investiti dalla furia criminale dell’attentato mafioso, nel 1993, l’Adorazione dei pastori di Gherardo delle Notti s’è fatta memoria di quella stagione buia, assurgendo però nel contempo a simbolo anche d’una rinascita orgogliosa. Ma se gli Uffizi dedicano a Gherardo una rassegna ragguardevole è specialmente per via del pregio che vanta il nucleo d’opere di lui esibite nelle sale di Galleria. Nucleo che, oltre tutto, è anche il più cospicuo, nei numeri, d’ogni museo d’Italia. ” (A. Natali).

La mostra documenta accuratamente sia la fase iniziale di attività (più nordica con opere come il Cristo morto con due angeli del Palazzo Reale di Genova o la nuova Preghiera di Giuditta prima di decapitare Oloferne, di collezione privata), sia quella più famosa e matura. A questa seconda fase appartengono i risultati che hanno reso celebre il pittore, come le tele conviviali fiorentine Cena con sponsali, Buona ventura, Cena con suonatore di liuto o quelle appartenute a Vincenzo Giustiniani con l’eccezionale prestito del Cristo dinanzi a Caifa della National Gallery di Londra. Particolarmente importante la presenza di tre pale d’altare: quella genovese per la chiesa di Sant’Anna Santa Teresa incoronata da Cristo, quella per Santa Maria della Scala a Roma Decollazione del Battista e la grande tela della chiesa dei Cappuccini di Albano, del 1618, Madonna in gloria con i santi Francesco e Bonaventura.

Oltre ai quadri eseguiti in Italia è esposto anche un florilegio di dipinti realizzati da Honthorst in Olanda, nei primi anni dopo la partenza dalla penisola, per documentare come la sua tavolozza andò gradualmente schiarendosi: fra essi, il celeberrimo Violinista allegro del Rijksmuseum di Amsterdam.

Un’ampia sezione documenta la grande influenza avuta da Gherardo sullo sviluppo del filone della pittura a lume di notte, presentando opere di Trophime Bigot, del Maestro del lume di candela, di Giovan Francesco Guerrieri, di Francesco Rustici, di Rutilio Manetti, di Adam de Coster, di Mathias Stomer, di Domenico Fiasella e di Paolo Guidotti. Due dipinti di Abraham Bloemaert, maestro di Honthorst, dimostrano la sua evoluzione stilistica dalla fase tardo manierista della fine del XVI secolo a quella dei primi anni venti del XVII (con il lirico Flautista del Centraal Museum di Utrecht), condizionata  anche dal ritorno dell’allievo nella città d’origine nel 1620.

Completa l’esposizione il confronto con alcuni pittori attivi sulla scena romana insieme a Gherardo, che mostrano evidenti tangenze con la sua arte, in uno scambio vivace e fecondo: i suoi concittadini Dirck van Baburen e Hendrick Terbrugghen, entrambi di Utrecht; lo Spadarino (il cui Convito degli dei degli Uffizi era stato riferito a Honthorst); Bartolomeo Manfredi, autore, come Gherardo, di fondamentali scene conviviali.

In mostra Caravaggio è presente col Cavadenti  della Galleria Palatina, eseguito nel 1609 e ben presto giunto alla corte granducale. Il quadro dovette essere decisivo per la messa a punto dei temi prediletti dal pittore olandese, che lo citerà in almeno tre dipinti. Considerata tale circostanza e l’evidente passione di Cosimo II e di Piero Guicciardini per l’opera di Honthorst, pare lecito ipotizzare in questa sede – pur senza il conforto di carte d’archivio – che il pittore abbia soggiornato anche a Firenze.

La mostra, a cura di Gianni Papi come il catalogo edito da Giunti, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze,  la Galleria degli Uffizi, Firenze Musei e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Simone Fazio: Corpi

Filed under:Personale,Toscana — scritto da Mostre in Italia il 28 agosto 2010

Inaugura a Pietrasanta il 21 Agosto dalle ore 18.30, presso la Gestalt Gallery, la mostra personale di Simone Fazio a cura di Gianluca Marziani. Ospite d’eccezione Pierpaolo Capovilla, che anche se impegnato nel tour estivo de “Il Teatro degli Orrori” trova il tempo di partecipare all’inaugurazione della Gestalt Gallery.

Simone Fazio: corpi
A cura di Gianluca Marziani e con un saggio di presentazione di Pierpaolo Capovilla s’inaugura presso la Gestalt Gallery, la mostra di Simone Fazio, dove saranno esposte tele realizzate ad olio, di medie e grandi dimensioni.
Pierpaolo Capovilla, cantante de “Il Teatro degli Orrori”, è un grande estimatore della pittura di Simone Fazio, infatti scrive di lui: “Il buio è la cifra distintiva della pittura di Simone Fazio, che ci racconta, con corpi mortificati e mortiferi, illuminati soltanto da riflessi di esistenza immersi in una stazionarietà impossibile, ma terribilmente vera, un po’ di queste tenebre in cui viviamo oggi.”
Per chi volesse incontrare Simone Fazio e Pierpaolo Capovilla, l’appuntamento è per sabato 21 agosto, dalle 18:30, presso la Gestalt Gallery di Pietrasanta.

Mostra: Corpi
Artista: Simone Fazio
Data esposizione: 21 Agosto – 30 Settembre 2010
Luogo: Pietrasanta, Gestalt Gallery via S. Stagi 28
Orario: 18.00-20.30 / 21.30-24.00
Ingresso: Libero
Inaugurazione: Sabato 21 Agosto, ore 18.30

Sentire l’arte

Filed under:Toscana — scritto da Mostre in Italia il 2 giugno 2009

Il gruppo A.R.F. ad artnest

Sentire l’arte

Dall’11 al 30 Giugno 2009
Inaugurazione giovedì 11 Giugno alle ore 17,00
Orario: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 17,30 alle 19,30
Info: http://www.artnest.it/expo/centri/arf/artnest.html

In occasione della inaugurazione della associazione culturale artnest creatività e benessere, ho il piacere di presentare la mostra degli artisti che, dal 1992 al 1995, si sono esibiti come Gruppo A.R.F. (Arte Ricerca Firenze).Durante la loro ricerca comune, i pittori Dino Castelvecchi e Alberto Morelli e lo scultore Ivano Vitali individuarono un proprio linguaggio espressivo originalissimo legato soprattutto all’utilizzo dei materiali di scarto. Prevalentemente lamiere, trucioli e plastica per Alberto, sabbie, sassi e carboni per Dino e giornali per Ivano. L’incontro sulla ricerca di nuovi materiali permise loro di superare ostacoli e difficoltà di comunicazione e di trovare invece un’unità nel sentire l’arte e nell’esprimerla con i propri mezzi.

L’estate scorsa, il gruppo si è riunito con la mostra alla Limonaia di Villa Vogel a Firenze a cura dell’Associazione Culturale La Bezuga. Per i tre artisti l’incontro ha costituito una importante verifica, dando nuovi stimoli e rinnovate energie e mettendo le premesse per una rinata volontà di confronto con il pubblico.

Artnest, come associazione culturale finalizzata alla creatività ed al benessere e quindi alla promozione di un’arte contemporanea rispettosa dell’ambiente, non può non trovare nei tre artisti un’espressione delle proprie finalità ad un livello di grande sensibilità e qualità.

Maddalena Ghini

Presidente Associazione Culturale

artnest creatività e benessere

Sei mostre a Pisa, Stazione Leopolda, 24/31 maggio 2008

Filed under:Architettura e Design,Toscana — scritto da Mostre in Italia il 28 aprile 2008

LABORATORIO DI ARCHITETTURA

LABORATORIO DI ARCHITETTURA

FRA RICERCA ACCADEMICA E PROFESSIONALE

Pisa, Stazione Leopolda, Piazza Guerrazzi n°2

24-31 maggio 2008 dalle 16.00 alle 22.00

INGRESSO GRATUITO

Tel. 050 21531 info@leopolda.it

Tel. 0584 388657 segreteria@paoloriani.com

Dal 24 al 31 maggio 2008, la Stazione Leopolda di Pisa ospita uno straordinario evento che vede protagonista l’Architettura nella duplice dimensione di ricerca e produzione, svolte in ambito accademico e in ambito professionale, in contesti differenti e distanti tra loro sia geograficamente che culturalmente. Sei mostre, sei incontri tematici e un convegno internazionale qualificano lo spazio storico della Leopolda come contenitore di un laboratorio di architettura, animato dal dialogo tra architetti e critici giapponesi, italiani, albanesi intorno ai quesiti piu’ urgenti e significativi del fare architettura nella realtà contemporanea, in una linea di pensiero che non trascura il rapporto tra architettura, arti e psicologia e torna a interrogarsi sul valore magistrale del nesso classico tra etica ed estetica. L’intento di ICFA (Fondazione Onlus per la cultura italiana), che promuove e realizza l’evento con il patrocinio dell’Università di Pisa e dell’Università Cattolica di Milano, è soprattutto quello di fare emergere l’arricchimento che può venire dallo scambio di conoscenza e dall’interazione tra professionisti e docenti, così nel cantiere dei propri studi professionali come in quello formativo della didattica universitaria.

Dalla mostra Sensai, dove i progetti di dieci architetti giapponesi offrono allo sguardo la dimensione spaziale, raffinata e seducente, più tipica della cultura giapponese, nel suo raro equilibrio tra il costruito e il paesaggio, si passa a cogliere nei lavori di Nobutaka Ashihara lo sforzo creativo richiesto ad un architetto giapponese, attivo nel cuore degli Stati Uniti, per non rinnegare le proprie radici.

L’intreccio poetico di diverse componenti culturali acquisite in tempi e spazi diversi è il segno distintivo della mostra uncharted territories PAOLO RIANI per territori sconosciuti, riproposta in questa sede per la sua capacità di enunciare il forte valore didattico e formativo di un percorso professionale singolare.

Per il valore indicativo dei buoni esiti di una proficua rete di contatti tra i saperi scientifici e culturali di Albania e Italia, si propongono al visitatore i Progetti di valorizzazione del Castello di Elbasan (Albania), eseguiti nell’ambito della ricerca internazionale Italia-Albania Pilot scheme for knowledge, conservation and improvement of Elbasan Kala Fortress.

Può suggerire le potenzialità dell’università come luogo di produzione scientifica, la mostra dei progetti realizzati dagli allievi del Corso di Studi in Ingegneria Edile e Architettura dell’Università di Pisa, che indica il livello di qualità progettuale raggiunto a cinque anni dall’istituzione del Corso omonimo di Laurea Magistrale.

La mostra formata da due installazioni degli artisti Mariella Bettineschi e Giorgio Vicentini, curata da Cecilia De Carli e proveniente dall’Università Cattolica di Milano, rilancia invece attraverso il linguaggio dell’arte l’invito all’università a riconoscere la realtà circostante e ad aprirsi su di essa.

Nella nutrita sequenza degli appuntamenti tematici dentro e intorno all’architettura, si distingue l’incontro dedicato al nesso tra Giustizia e Bellezza, a partire dalla presentazione del libro omonimo ad esso dedicato dallo psicanalista Luigi Zoia, sintomo dell’urgenza di una riflessione strategica da parte di chi, come l’architetto, ha il potere e la responsabilità di incidere fortemente nel presente e nel futuro della vita umana.

L’evento merita attenzione per il suo respiro internazionale e la ricchezza del suo programma, che segnalano e nello stesso tempo apportano fermenti innovativi nel panorama attuale dell’architettura e della cultura contemporanee.

Ufficio stampa Daniela Bonanni – cell. 335 5705807 danielabonanni@interspeed.it

Michael Snow – Lucca

Filed under:Installazione,Toscana — scritto da claudia il 28 agosto 2007

Michael SnowMICHAEL SNOW
Cinema, installazioni video e arti visuali
Lucca, Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti
Dal 29 settembre al 4 novembre 2007

Michael Snow, esponente di spicco dei rapporti tra arte, cinema e nuove tecnologie, è il protagonista di una rassegna, originalmente concepita per la Fondazione Ragghianti, che ne documenta e attualizza il fondamentale lavoro creativo nel divenire rivoluzionario delle arti della seconda metà del XX secolo.
Considerato uno degli autori di maggior rilievo del cinema sperimentale mondiale, Snow ha anche svolto ai massimi livelli l’attività di pittore, scultore, fotografo e musicista jazz qualificandosi come uno dei più eclettici e versatili artisti contemporanei.
Attivo a Toronto, sua città di origine, e trasferitosi successivamente negli Stati Uniti, ha allestito a New York mostre personali presso il Moma e messo in opera il concetto della serialità della “Walking Woman”, la silhouette di donna elaborata in una moltitudine di varianti tecniche con cui ricoprì i muri della città.
L’attività di video-artista e più in generale di artista visivo gli ha valso i massimi riconoscimenti del settore; nel 2004 gli è stato conferito il dottorato ad honorem dalla Sorbona (l’ultimo artista a riceverlo era stato Pablo Picasso).
La mostra realizzata dalla Fondazione Ragghianti sarà inaugurata sabato 29 settembre in concomitanza e collaborazione con l’apertura del Lucca Film Festival 2007 che presenterà una retrospettiva filmica dell’ autore.

L’esposizione riunisce 13 tra le più importanti proiezioni e video-installazioni della  produzione di Michael Snow tra cui la sua prima “Film Installation”, “Little Walk” del 1964.

1) Solar Breath (Northern Caryatids), 2002 – video installazione
2) Couple, 2001 – DVD, proiezione continua 2’5”
3) SSHTOORRTY, 2005 – DVD
4) Triage – April 22, 2005, 2005 – DVD
5) WVLNT. Wavelenght  (For Those Who Don’t Have The Time. Originally 45 minutes – Now 
    15!!), 2003
6) Little Walk , 1964 – DVD
7) Observer, 1974 – video installazione
8) Slidelenght, 1969/71 – diapositive
9) Sink, 1969 – diapositive
10) Sheeploop, 2000 – DVD, 15′
11) Line drawing with Synapse, 2003 – 2 fotografie elettroluminescenti
12) La Ferme, 1998 – Fotografia a colori 50×700 cm.
13) W in the D – solo sonoro
L’esposizione resterà aperta dal 29 settembre al 4 novembre 2007 con il seguente orario:
10-13; 15-19 – lunedì chiuso
Catalogo in mostra con testi di Vittorio Fagone, Antonio Bisaccia, Jacinto Lageira, Martha Langford.
Come per tutte le altre manifestazioni dedicate all’arte ed alla cultura visuale contemporanea realizzate dalla Fondazione Ragghianti l’ingresso è gratuito, offerto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Park Eun Sun – Parco della Versiliana, Marina di Pietrasanta

Filed under:Scultura,Toscana — scritto da claudia il 2 luglio 2007

Park Eun Sun operaPark, Eun – Sun
8 luglio – 26 agosto 2007
Marina di Pietrasanta, Parco della Versiliana

Un dialogo ardito e sublime tra la colonna e la sfera. Nell’ampio Parco della Versiliana, tra le fresche ombre dei pini di dannunziana memoria, Park Eun Sun, giovane artista coreano, presenta dieci opere monumentali della sua più recente stagione espressiva, in marmo e granito. Opere di grandi dimensioni, dai due ai sette metri di altezza. Pensieri, documenti, simboli sul tema della vita che si genera e si diffonde. Un’iniziativa dell’Assessorato alla Cultura in collaborazione con la Fondazione Festival La Versiliana.

Le sculture di Park sono armoniose costruzioni interamente basate sulla colonna e sulla sfera in combinazioni strutturali e cromatiche. Simbolo di purezza e di ordine, la sfera è allegoria della nascita che secondo natura si genera in tutta la sua perfezione. La colonna, costruita da lamelle sovrapposte di marmo, riassume il significato della crescita. Sulle superfici sferiche assolutamente levigate si allungano fenditure scabre: anche la più armoniosa esistenza può essere percorsa da ombre piccole e grandi, da rabbia e sofferenza che talvolta la vita presenta.
Le colonne di Park, nella loro essenzialità costruttiva, non hanno nessuna funzione portante, ma costituiscono veri e propri percorsi sensibili, documenti della storia umana, vetrine sul fluire del tempo.

“Osservando i bambini mentre, nel gioco, costruivano forme con la sabbia – spiega lo stesso Park – mi sono detto: ecco che cosa deve fare uno scultore, costruire. La mia ricerca è partita proprio dall’infanzia, perché essere bambino significa naturalezza nel divertimento e serietà, restare sempre nel giusto, a contatto con la propria umanità”.
“Con grande piacere ospitiamo nello splendido parco della Versiliana – afferma l’assessore alla cultura Daniele Spina – la mostra di Park Eun-Sun. Giunto quattordici anni fa a Pietrasanta, Park ha stretto un forte legame affettivo ed artistico con la città da cui era stato richiamato dalla passione per il marmo. Una mostra di grande suggestione, di intenso significato e poesia”.
 
Biografia
Park Eun-Sun è nato in Corea del Sud nel 1965.
Ha conseguito la laurea in scultura presso il Dipartimento di Belle Arti dell’ Università di Kyung-Hee a Seoul. Diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara, da quattordici anni risiede a Pietrasanta e lavora allo Studio Sem. Sue opere si trovano in collezioni e spazi pubblici a Seoul, San Francisco, Zurigo, Milano.
           
Artista:                                   Park Eun Sun
Mostra:                                  Park Eun Sun
Date esposizione:               8 luglio –  26 agosto 2007
Luogo:                                   Parco della Versiliana – Marina di Pietrasanta (LU)
Orario:                                   ore 10.00-13.00 e 16.30-23.00, tutti i giorni, ingresso libero
Catalogo:                              Bandecchi e Vivaldi

Ferruccio Gard. La Venezia Dipinta

Filed under:Pittura,Toscana — scritto da claudia il 18 aprile 2007

Venezia dipinta Ferruccio Gard
La Venezia dipinta. Opere dal 1973

12 maggio – 3 giugno 2007
Pietrasanta, Chiostro di Sant’Agostino

Un viaggio lirico nel colore e nelle sfolgoranti profondità dell’essere. Una musicalità cromatica intensa che cattura e coinvolge. Ferruccio Gard, già protagonista dell’arte cinetica, è uno degli esponenti più significativi dell’astrattismo europeo. A Pietrasanta l’artista proporrà una grande antologica per ripercorrere le tappe salienti dei suoi oltre trent’anni di pittura. In mostra saranno presenti circa quaranta opere, dagli anni Settanta alle fasi geometriche e astratto-informali, sino alle attuali esplosioni cromatiche definite dal critico Renato Barilli “la fissione del colore”.

Da un iniziale periodo surrealista e metafisico, Ferruccio Gard esplora la percezione visiva sviluppando numerose ricerche che lo conducono nel 1987 all’astrattismo della nuova geometria. L’astrattismo è definito da Gard la ricerca dell’assoluto, dunque mai completamente raggiungibile e decifrabile dall’uomo. Nelle sue opere è presente l’assente, ovvero l’uomo, ed è visibile l’invisibile, i sentimenti. Gioie e dolori, il più intimo sentire dell’uomo, sono resi attraverso combinazioni di colori, figure geometriche e simboli. Un universo luminoso che cattura la sensibilità dell’osservatore. Un fascino magnetico che coinvolge in un’esplosione di colori e di forme.

La mostra presenta oltre quaranta opere tra le quali anche una serie di quadri cinetici di grandi dimensioni raffiguranti il Palazzo Ducale di Venezia, realizzati in collaborazione con il noto architetto Maurizio Rosa. Lo splendido edificio storico viene dipinto con i colori e le forme astratte proprie dell’artista. Una provocazione per lanciare la proposta di recuperare architetture non di pregio e del tutto impersonali che si trovano in ogni piccola o grande città, con pannelli cromatici e interventi pittorici coraggiosi.

L’ampia antologica offrirà anche l’occasione per ammirare alcune opere in bianco e nero, realizzate, per la prima volta, dopo anni ed anni di pittura caratterizzata da intensa varietà cromatica.

Dopo Torino, Padova e Venezia – afferma l�assessore alla cultura Daniele Spina – quest’importante percorso espositivo arriva a Pietrasanta. La poesia cromatica di Ferruccio Gard trova nelle sale del Chiostro di Sant’Agostino le sue più compiute espressioni. Un respiro esistenziale che si traduce in tocchi di colore e di simboli. Un seducente percorso nell’io più profondo. Gard ci introduce nel suo mondo pittorico i cui esiti sono certamente considerati fra i più interessanti ed originali del panorama italiano ed internazionale.

Cenni biografici:
Ferruccio Gard, già fra i protagonisti dell’arte cinetica, è uno degli esponenti più noti dell’astrattismo. Considerato un maestro del colore, è stato invitato a tre Biennali di Venezia (1982, 1986, 1995) e all’XI Quadriennale di Roma. Ha tenuto oltre 130 mostre personali in Musei e Gallerie di tutto il mondo. La sua recente operazione estetica è fra le più stimolanti dell’attuale panorama, sia per la personale ricerca cromatica, sia per l’originale fusione di due esperienze fondamentali dell’arte contemporanea quali l’astrattismo e l’informale, che si risolvono nel segno di una esplosione di colori disseminati sulla spazialità della tela. E’ nato a Vestignè (Torino) nel 1941. Dal 1973 vive e lavora a Venezia, con studio nell’isola del Lido. Determinante, per la sua attività artistica, è stato l’incontro con il critico Giuseppe Marchiori, fondatore a Venezia, nel 1946, dello storico Fronte Nuovo delle Arti. Fu proprio Marchiori ad incoraggiare Gard verso il neocostruttivismo e la pittura cinetica. Fra gli ultimi importanti riconoscimenti la vasta antologica che la Regione Piemonte gli ha dedicato a Torino, nella Sala Bolaffi (dicembre 2004-gennaio 2005) per il ciclo “I maestri piemontesi viventi”. Mostra trasferita poi a Treviso, nella pure prestigiosa Casa dei Carraresi, allestita dalla Fondazione Cassamarca dopo il quinquennale ciclo di mostre dedicate agli Impressionisti. Nel 2006 la Città di Padova gli ha dedicato la mostra antologica “Emozioni Cromatiche” nel Palazzo del Monte di Pietà, poi trasferita a Venezia nella Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, con la collaborazione della Regione Veneto. Sull’arte di Gard hanno scritto notissimi critici, da Pierre Restany ad Achille Bonito Oliva.

Mostra: La Venezia dipinta

Artista: Ferruccio Gard

Date esposizione: 12 maggio –  3 giugno 2007

Orario:   16.00-19.00; lun. chiuso

Ingresso: libero

Rinaldo Bigi. I sogni di Gorky.

Filed under:Pittura,Scultura,Toscana — scritto da claudia il 11 aprile 2007

Opera Rinald BigiSeravezza , 5 MAGGIO- 3 GIUGNO 2007
Palazzo Mediceo

INAUGURAZIONE
sabato 5 maggio ore 17,30

Seravezza (Lucca) – Sarà inaugurata sabato 5 maggio la mostra antologica di Rinaldo Bigi, intitolata “I sogni di Gorky, opere dal 2000 al 2006” Le sale espositive di Palazzo Mediceo ospiteranno le opere del pittore e scultore toscano, conosciuto in tutto il mondo per le sue figure dal forte temperamento ludico ed emotivo. 15 sculture e 50 dipinti di grande formato che segnano le  tappe evolutive della carriera del maestro, divisa tra l’umorismo plastico delle figure scolpite e la drammaticità inquietante dei paesaggi su tela.
Un doveroso tributo che l’Amministrazione Comunale di Seravezza rende ad uno dei pochi artisti capaci di coinvolgere i sensi, l’intelligenza e le emozioni con un sapiente accostamento di materiali e colori in continuo, apparente, contrasto.

Nato a Pietrasanta, Bigi ben conosce la bellezza e le difficoltà del denso marmo e del rigido bronzo, che tratta con grande rispetto e straordinaria familiarità. Consapevole della forza che si sprigiona dall’accostamento di due materiali così diversi, realizza sculture che, nonostante la loro ieratica staticità,  sembrano pronte a cambiare posa e azione ad ogni girar d’occhio. Come i personaggi dei cantastorie, le figure di Bigi – solari e astuti assemblaggi di forme disparate – trasmettono con vigoroso umorismo ed esuberante fantasia, un candore soltanto apparente: l’inganno e lo stratagemma fuorviante sono spesso usati da Bigi per ricordare che nella vita niente è mai come appare e che dietro la favola più bella si può nascondere la tragedia più amara, nella vita e nell’arte. Da qui la necessità per lo scultore di calare le sue grandi opere nell’esperienza, collocandole negli spazi urbani, con i quali quotidianamente interagiamo, ci confrontiamo, e ci orientiamo.
Di tono opposto le opere di Rinaldo Bigi pittore. I grandi pastelli, pur mantenendo il suo inconfondibile stile, sorprendono per l’inquietante visione notturna dell’esperienza umana. Tele cariche di angoscia in cui le figure, collocate in paesaggi lontani dalla nostra esperienza, sembrano dare voce alle incertezze e alle paure. I pastelli sono introspettivi, richiamano i momenti di solitudine, ed interrogano sulle misteriose ragioni della mente.
Il passaggio dai pastelli alle sculture è liberatorio per lo spettatore, che si sente liberato dalle angosce e rafforzato dal vigore di un ottimismo che non è risultato di una battaglia interiore vinta, ma di una nuova e pacata visione dell’uomo nel suo mondo.

La mostra antologica di Rinaldo Bigi, curata da Nicola Micieli, autore dell’introduzione al catalogo edito da Bandecchi e Vivaldi, sarà visitabile a Palazzo Mediceo fino al 3 giugno prossimo, tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 15.00 alle 19.30.

Rinaldo Bigi
I sogni di Gorky, opere dal 2000 al 2006
Seravezza, Palazzo Mediceo
Via del Palazzo

5 maggio – 3 giugno 2007
Ore  15.00 -19.30 (lunedì chiuso)
ingresso: intero € 5,00 – ridotto € 3,00



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