Toulouse-Lautrec La Belle Époque

Filed under:Disegni,Grandi eventi,Piemonte — scritto da Mostre in Italia il 22 ottobre 2016

divan japonais

Manifesti pubblicitari, disegni, litografie, illustrazioni di libri e riviste, raccolte di stampe, diventati emblema di un’epoca e tratti distintivi del grande Henri de Toulouse-Lautrec. L’artista interpreta e illustra la Parigi di fine Ottocento con lo sguardo disincantato di un grande aristocratico dal fisico infelice ma dal talento straordinario. Lontanissimo dalla solarità degli impressionisti, il suo è un mondo illuminato dalla cruda luce elettrica e dai fari della ribalta: ci appare sempre equivoco nei colori troppi accesi, nel trucco pesante, nelle grazie esibite, nei gesti eccessivi; eppure intensamente umano, capace di offrire, nonostante tutto, l’emozione pura della bellezza, i sentimenti sotto il cerone, il desiderio della tenerezza.

L’eccezionale sperimentalismo tecnico ed espressivo di Toulouse Lautrec trova applicazione nei temi più diversi, con soluzioni sorprendenti.

Il volume si dipana fra le luci dei cafés-chantants, i locali notturni, i protagonisti degli spettacoli popolari, demi-monde delle case chiuse, ma anche gli sviluppi più impegnati e consapevoli della cultura artistica e letteraria dall’impressionismo al simbolismo.

Pubblicato in occasione della mostra torinese, il volume riunisce circa 170 opere provenienti dalla collezione dell’Herakleidon Museum di Atene: litografie a colori (come Jane Avril del 1893 e Troupe de Mlle Églantine del 1896), manifesti pubblicitari (come Divan Japonais ed Eldorado: Aristide Bruant nel suo cabaret del 1893), grafiche promozionali e illustrazioni per giornali (come in La revue blanche del 1895), diventati emblema di un’epoca e tratti distintivi del grande artista e aristocratico visconte Henri de Toulouse-Lautrec.

Corredato dei testi di Stefano Zuffi e Simona Bartonena, il volume è suddiviso in dieci capitoli che documentano nel dettaglio l’ambiente e i soggetti preferiti della pittura di Toulouse- Lautrec: i protagonisti delle notti parigine (Aristide Bruant, Yvette Guilbert, Jane Avril); Locali, personaggi, situazioni; Cavalli e cavalieri; I disegni; La collaborazione con le riviste satiriche; Lavori editoriali: libri e musiche; “La revue blanche” e l’impegno intellettuale; Henri e le donne.

La mostra in corso a Torino permetterà di conoscere anche attraverso i manifesti il rapporto tra l’artista e le donne.

Fatto in Italia. Dal Medioevo al Made in Italy

Filed under:Antichità,Piemonte — scritto da Mostre in Italia il 16 aprile 2016

Coppa del miseroniFato in… nella butega de…”, impresso sul retro delle maioliche realizzate in Italia, è il marchio, il segno forte che fin dal Medioevo identificava la qualità artistica e artigianale del prodotto fatto in Italia.

Prende inizio proprio dal Duecento la straordinaria avventura del “Made in Italy”, che la Reggia di Venaria presenta in una mostra dedicata alle eccezionali creazioni artigianali tra il Medioevo e la prima metà del Seicento con alcune riflessioni sul contemporaneo.

La mostra si propone di rintracciare nella storia della produzione artistica italiana quei momenti straordinari in cui la qualità artistica, la capacità di innovazione e l’eccellenza tecnica si sono uniti per produrre beni che, riconoscibili per il loro stile e diventati di moda, sono stati esportati nel resto d’Europa.

Dai tessuti lucchesi a quelli veneziani e genovesi, dagli avori medievali degli Embriachi alle invenzioni dell’oreficeria milanese del Cinquecento, dalle armature lombarde ai bronzetti che diffusero il gusto per l’antico, fino alle maioliche di Faenza poi note in Francia come faïences: sono alcuni dei momenti della produzione artistica italiana in cui vennero creati oggetti di straordinaria qualità tecnica e decorativa. Creazioni che, ispirandosi al rapporto con l’antico che connotava l’arte italiana, attinsero alle più avanzate invenzioni delle arti cosiddette maggiori e costituirono il tramite più rapido della diffusione nel mondo dei modelli iconografici e stilistici elaborati in Italia.

La straordinaria mostra Fatto in Italia sarà visitabile alla Venaria Reale di Torino fino al 10 luglio 2016

Monet dalle collezioni del Musée d’Orsay

Filed under:Piemonte,Pittura — scritto da Mostre in Italia il 13 ottobre 2015

02_ MONET_ RégatesMercoledì 14 ottobre, ore 16.30

LA RIVOLUZIONE DEL PAESAGGIO. Quando la natura diventa protagonista

GAM – Attività per il pubblico in occasione della mostra “Monet dalle collezioni del Musée d’Orsay”

Mercoledì 14 ottobre alle 16.30 la GAM propone un percorso tematico dedicato alla mostra “Monet dalle collezioni del Musée d’Orsay”.

L’appuntamento è un’occasione per soffermarsi su alcuni dei capolavori esposti quali La pie, Régates à l’Argenteuil e la Seine à Vétheuil effet de soleil après la pluie.

A seguire, in Educational Area, sarà possibile approfondire il tema del paesaggio mettendo a confronto l’opera di Monet con artisti della collezione permanente quali Giuseppe Camino, Antonio Fontanesi, Giorgio Morandi  fino al paesaggio futurista di Fortunato Depero e all’astrattismo lirico di Renato Birolli.

 

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea

via Magenta 31, Torino

orario: martedì – domenica 10.00-19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima). chiuso il lunedì

Ingresso: secondo regolamento mostra. Percorso e approfondimento: € 7

Info e prenotazioni Dipartimento Educazione GAM (lun-ven ore 9-13 e 14-16): t. 011 4436999 email didattica@fondazionetorinomusei.it

Tamara de Lempicka

Filed under:Piemonte,Pittura — scritto da Mostre in Italia il 9 maggio 2015

Tamara de LempickaLa mostra dedicata a Tamara de Lempicka, allestita a Torino a Palazzo Chiablese (con una seconda tappa a Budapest, Hungarian National Gallery), presenta circa 100 opere di questa artista dal tratto davvero unico, donna dalla natura ambivalente e dalla condotta trasgressiva.
Suddivisa in diverse sezioni, la mostra apre col genere che procurò alla de Lempicka  maggiore successo: la ritrattistica, con i ritratti dedicati alle “amazones”, all’amica Ira Perrot e ai bambini (in particolare alla figlia Kizette).

Un’altra sezione dell’esposizione racconta la sua realtà di artista vissuta tra due mondi, l’Europa e l’America, esplorata in un percorso che presenta le sue case e i quadri che si ispirano ai loro interni.

Alla pittura “devozionale” (un genere che può sembrare anomalo per una personalità come quella della Lempicka), è invece dedicata la terza sezione.

In mostra anche alcune sue nature morte (il primo genere a cui l’artista si dedicò), spettacolari nudi, illustrazioni per riviste di moda databili al 1921 e fotografie dell’ artista scattate dai massimi fotografi di moda dell’epoca 1930-1950

Data Inizio: 19 marzo 2015
Data Fine: 30 agosto 2015
Prenotazione:Nessuna
Palazzo Chiablese
Città: Torino
Indirizzo: Piazza San Giovanni, 2
Provincia: TO
Telefono: 011 5220450
E-mail: sr-pie@beniculturali.it
Sito web: http://www.piemonte.beniculturali.it

Il silenzio dei corpi

Filed under:Piemonte,Pittura — scritto da Mostre in Italia il 21 febbraio 2015

Capriola nel nulla - H70xL50 - grafite su carta 2013Il percorso su cui da tempo la ricerca artistica di Elena Monaco si viene articolando sembra svilupparsi lungo un tragitto figurativo particolarmente impegnativo e di fatto sostanzialmente autonomo e, verrebbe da aggiungere, anche piuttosto solitario.

Esso, infatti, non è facilmente incasellabile tra le correnti e i movimenti artistici recenti e contemporanei: non rientra tal quale, ad esempio, nell’astrattismo, né nell’informale e nei successivi esiti concettuali, non è post-concettuale, né, che so, optical, né, diciamo, genericamente “ecologico”, non è nemmeno pienamente figurativo, perché lo è solo apparentemente.

Ciò non significa, però, che esso avanzi come una avventura senza metri di orientamento nella complessità del panorama artistico, che anzi, essi sono presenti, ma rielaborati con la dovuta discrezione e, soprattutto, sottoposti preliminarmente ad un processo di interiorizzazione e di reinterpretazione, fino a celarne l’eventuale sostanza di modelli, che, a ben vedere, è culturalmente, sovente alta e molto ben radicata.

Poiché non c’è qui spazio per una analisi particolareggiata, mi limito ad un duplice livello di suggerimenti: nelle sue opere si alternano e si integrano suggestioni provenienti da alcuni maestri piemontesi della seconda metà del secolo scorso, accanto a riferimenti – che, sia chiaro, non sono da intendersi come citazioni esteriori – anche più lontani nel tempo, fino a quelli pertinenti con la tradizione “classica”.

Nel processo di composizione dell’immagine, o di “costituzione dell’immagine”, secondo la storica definizione di Cesare Brandi, essi operano a distanza, appunto con “discrezione”, come un tenue sostrato entro cui si viene costruendo l’immagine vera e propria, quella che prende forma a conclusione di ogni suo lavoro di ricerca, nella cui densa e paziente elaborazione vengono prendendo corpo, accanto a valori volutamente e consapevolmente espressi, istanze emotive e pulsioni, che paiono sfuggire ad ogni controllo.

In quella fitta congerie e convivenza di immagine e di segni, di figurazione, da una parte, affidata alla pura e semplice “costituzione d’immagine” e, dall’altra, di affioramenti di segni, che per loro intrinseca natura alludono a paradigmi e codici non visivi, in quel conflitto di opposti, si deve rintracciare la condizione inesorabilmente contraddittoria in cui versa e si fonda l’arte contemporanea.

E da cui, ovviamente, nemmeno Elena Monaco può rifuggire, ma che ci sa mostrare con altrettanta severa padronanza.

Paolo Nesta

Titolo mostra: Il silenzio dei corpi

Luogo:  Galleria “Arte per Voi” Piazza Conte Rosso, 3 – 10051 Avigliana (To)
Tipologia: Dipinti e disegni
Artista: Elena MONACO
Organizzazione: Associazione culturale “Arte per Voi” – Avigliana (To)
Patrocinio: Città di Avigliana
Vernissage: sabato 6 dicembre 2014 ore 16:00
Durata: da sabato 7 a domenica 29 marzo 2015
Orario di apertura: sabato e domenica dalle 15:00 alle 19:00
A cura di: Luigi Castagna e-mail: lcastagna@artepervoi.it e Paolo Nesta     e-mail: paolnest@tin.it
Testo critico di: Paolo Nesta
Sito web: http://artepervoi.it/

Villa Regina Margherita

Filed under:Piemonte — scritto da Mostre in Italia il 16 maggio 2011

Villa Regina Margherita a Bordighera – tra gli edifici di maggior pregio di tutto il territorio ligure – dopo due anni di attenti e impegnativi restauri, torna al suo splendore ed apre proponendosi come un polo museale e culturale.

La notizia della riapertura della Villa, in coincidenza con i 150 anni dell’unità d’Italia, susciterà interesse anche per la mostra permanente allestita in sede che ospita un enorme numero di opere uniche esposte.

Nelle sale della villa ove, sotto il controllo delle competenti soprintendenze, sono stati recuperati, stucchi, tempere, parquets, vetrate artistiche, ecc. – adeguando nel contempo l’edificio ai più moderni standard museali – si dipana dunque il percorso permanente, con un progetto allestitivo di Michelangelo Lupo, teso a ricostruire l’atmosfera seducente di una dimora d’epoca. Un percorso che, se colpisce già per i numeri della collezione – concessa in comodato trentennale alla Fondazione – impressiona soprattutto per la varietà e la qualità delle opere selezionate.

Mimmo Paladino. Sculture

Filed under:Personale,Piemonte — scritto da Mostre in Italia il 14 luglio 2009

Un grande evento d’arte che coniuga l’importanza delle opere esposte e la suggestione del luogo che le ospita si inaugurerà tra poche settimane a Orta San Giulio (Novara).
Dal 18 luglio al 9 novembre 2009, infatti, le vie e le piazze dell’antico borgo che si affaccia sul lago d’Orta, ospiteranno dieci sculture monumentali di Mimmo Paladino (Paduli, Benevento, 1948), uno degli artisti italiani più noti e apprezzati a livello internazionale, protagonista nei primi anni Ottanta del movimento della Transavanguardia.
L’iniziativa è il terzo appuntamento del progetto ORTISSIMA percorsidorta nata da un’idea dell’Associazione Culturale OPERAPRIMA con lo scopo di presentare ogni anno appuntamenti d’arte di alta qualità grazie a una rigorosa scelta delle opere esposte, testimonianza dei momenti più rappresentativi della ricerca di un protagonista della scultura e a un accurato allestimento finalizzato a creare dialoghisempre nuovi con il territorio.
L’edizione 2009 dedicata a Mimmo Paladino e curata da Flavio Arensi, ha ricevuto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con l’importante contributo della Fondazione CRT e della Fondazione Banca Popolare di Novara per il territorio.
Da sottolineare il ruolo strategico nell’operazione avuto dalla Regione Piemonte che attraverso l’ufficio di Presidenza e gli assessorati alla Cultura e al Turismo ha da subito appoggiato e sostenuto il progetto sia con il proprio patrocinio, che con un fondamentale contributo.
“Dopo Manzù e Arnaldo Pomodoro – sottolinea il sindaco di Orta San Giulio, Cesare Natale – il nostro paese accoglie le opere di un grande protagonista dell’arte internazionale, Mimmo Paladino, ricreando quel magico dialogo tra un borgo così suggestivo e la bellezza delle sculture monumentali. Un singolare progetto che permetterà di valorizzare non solo Orta San Giulio, che ne è la perla, ma tutto il bacino lacustre,offrendo ai numerosissimi visitatori, nazionali e internazionali, uno spettacolo di straordinaria armonia tra arte, paesaggio, storia e cultura”.
“Le sculture monumentali a Orta San Giulio – afferma Valeria Greppi, vicepresidente di OPERAPRIMA – sono per la nostra Associazione una sfida continua e arrivare alla terza edizione di ‘Ortissima percorsidorta’, presentando un nome di così alto prestigio come quello di Mimmo Paladino, è senza dubbio un traguardo importante. Grandi Opere ma soprattutto grandi nomi dell’arte per un evento di altrettanto impatto scenografico che speriamo possa crescere ogni anno di più e contribuire a rilanciare lo splendido territorio che lo ospita”.
L’arte di Mimmo Paladino affonda le sue radici negli anni Settanta, quando l’artista muoveva i primi passi nell’ambito di una figurazione ricca di elementi simbolici. Da tale atteggiamento discende l’attitudine, riscontrabile in tutta la successiva produzione, a lavorare sul linguaggio artistico e sulle suearticolazioni concettuali ed espressive. Paladino intraprende percorsi sorprendenti, sperimentando le diverse tecniche tradizionali: dal disegno alla pittura, alla scultura, al mosaico, all’incisione, all’immagine filmica che gli permettono di rappresentare il proprio "mondo interiore", primordiale e magico.
L’approccio di Paladino al mondo della scultura è databile intorno al 1985 quando si cimenta con grandi sculture in bronzo e con installazioni, sperimentando così la contaminazione tra diverse forme espressive. Da queste opere di forte impatto, decide poi di asciugare la sua arte per spingersi verso un rigore sempre più evidente ed una semplificazione delle strutture.
Accanto alla pittura, la scultura è parte fondamentale del lavoro di Paladino, come dimostrano le opere inserite nel percorso espositivo a Orta, realizzate in bronzo, ferro e terracotta.
Il catalogo Allemandi, con testi di Flavio Arensi e Goffredo Fofi, è arricchito dalle fotografie eseguite da Gianni BerengoGardin a Paladino e alle opere ambientate a Orta.
Il progetto ORTISSIMA percorsidorta nasce nel 2007 da un’idea dell’Associazione Culturale OPERAPRIMA con la volontà di garantire, già nel titolo e nella presentazione, una sequenza di eventi dedicati alla scultura monumentale all’aperto che porteranno ad Orta San Giulio i più grandi nomi dell’arte del Novecento italiano e internazionale, come testimonia l’edizione del 2007, con l’esposizione dedicata a Giacomo Manzù.
Note biografiche
Mimmo Paladino nasce a Paduli (Benevento) il 18 dicembre 1948. Dal 1964 frequenta il Liceo Artistico di Benevento, nel periodo in cui la scena internazionale era dominata dal Minimalismo e dal Concettualismo. Nella sua prima fase s’incentra principalmente sulla fotografia, continuando a coltivare tuttavia le sue eccezionali doti di disegnatore. Nel 1977 infatti realizza un grande pastello sul muro dellagalleria di Lucio Amelio a Napoli e partecipa inoltre alla rassegna "Internationale Triennale für Zeichnung" organizzata a Breslavia. Dal 1978 al 1980 vive un periodo transitorio tra le iniziali posizioni concettuali e la rinnovata attenzione per la pittura figurativa. Di questa fase sono i dipinti monocromatici dalle tinte decise sui quali campeggiano strutture geometriche, ma anche oggetti ritrovati quali rami o maschere. Gli inizi degli anni ottanta sono caratterizzati dall’affermazione delle potenzialità di una pittura referenziale. Ad "Aperto ’80", nell’ambito della Biennale di Venezia, il critico d’arte Achille Bonito Oliva propone la corrente della Transavanguardia, di cui fanno parte Chia, Clemente, Cucchi e lo stesso Paladino. Attraverso la rivisitazione dell’allegoria e del simbolismo, questo gruppo aveva puntato a ripristinare il mito, il mistero e il magico nell’arte contemporanea. Si susseguono da allora le presenze in importanti rassegne internazionali (Biennale diVenezia, Biennale di San Paolo del Brasile, Biennale di Lubiana, Tate Gallery di Londra, Fondazione Mirò di Barcellona, Biennale di Parigi, Kunsthaus di Basilea, National Museum di Pechino, Forte Belvedere di Firenze, Musée Royale des Beaux Arts di Bruxelles, etc…) grazie alle quali la sua arte viene conosciuta all’estero e riscuote immediatamente larghi consensi. Paladino si dedica anche all’attività incisoria: l’acquaforte, l’acquatinta, la linoleografia, la xilografia che interpretano magistralmente il carattere spettrale delle sue figure primordiali.
Nelle sue opere l’artista immortala figure e forme ossessive talvolta ispirate all’arte ed ai manufatti provenienti da culture del passato e del presente. Il linguaggio visivo di Paladino non è né narrativo né essenziale: è fluido ed ambiguo perché l’arte, nel suo modo di esprimerla, non deve dare risposte ma formulare domande.
Le sue numerose mostre personali sono state allestite in musei pubblici e gallerie private in tuttoil mondo. Sue opere di pittura e di scultura si trovano in importanti spazi pubblici ed in prestigiose collezioni istituzionali e private.
Attualmente vive e lavora a Benevento e a Milano.

Il Presepio nel Mondo nell’Arte e nella Tradizione

Filed under:Natale,Piemonte — scritto da claudia il 13 novembre 2007
Il Presepio nel Mondo nell’Arte e nella Tradizione
“…come tutti i popoli del mondo interpretano  l’evento della Natività”
Ricordando Papa Giovanni Paolo II
Castello di Govone (CN), 25 novembre 2007- 13 gennaio 2008

Dal 25 novembre prossimo sino al 13 gennaio 2008, si svolgerà, presso il Castello di Govone, (Cuneo), la 1^ edizione della mostra “Il Presepio nel Mondo nell’Arte e nella Tradizione – “…come tutti i popoli del mondo interpretano l’evento della Natività” Ricordando Papa Giovanni Paolo II. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Culturale “Generazione” con la collaborazione del Comune di Govone, della Regione Piemonte e della Provincia di Cuneo.

La rassegna, vedrà esposte, nella suggestiva ambientazione del Castello appartenuto a Carlo Felice di Savoia e Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, un centinaio di presepi  provenienti da tutti i Paesi del mondo: Francia, Spagna, Slovenia, Polonia, Svizzera, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Portogallo, Perù, Africa, America Latina, Cuba, Corea, Cina e Giappone.
    La Rassegna suscita nel visitatore una particolare suggestione ed emozione. I presepi, realizzati con diversi materiali quali la madreperla, il legno d’ulivo, la terracotta, il cartongesso, la stoffa, ecc. sono di notevole valore artistico e provengono da alcuni dei Musei più importanti e da collezioni private. Le dimensioni variano dai grandi presepi (2-3 metri di larghezza, con 2-3 metri di profondità), ai medi (fino a 2 metri di larghezza e 2 metri di profondità), ai piccoli presepi.
  
    Gli oggetti esposti fanno parte di due mondi in un certo senso integrati: quello dello spettacolo – i presepi si possono infatti assimilare a delle sacre rappresentazioni fisse – e quello museografico – per certe caratteristiche scultoree di pregio e per la dimensione di alcuni personaggi scolpiti e modellati nei secoli passati. Il primo richiede luci ed ombre, suoni e colori tipici dello spettacolo, il secondo spazi ampi e luci ben dosate. In virtù di tali caratteristiche l’allestimento è realizzato valorizzando i singoli interventi (presepi di varie provenienze) e dando giusto rilievo ai singoli pezzi, presentati al di fuori del loro contesto originario. Nasce così una mostra-spettacolo in cui musica e luci contribuiscono a creare un’atmosfera correlata con gli oggetti esposti, che siamo sicuri trasformeranno ciascun visitatore da semplice spettatore ad attore.
    Una sezione speciale della rassegna di quest’anno sarà dedicata a Papa Giovanni Paolo II con dei pannelli fotografici (3mt x2) che ricordano tutte le principali tappe della sua vita.  Papa Giovanni Paolo II infatti, aveva avuto più volte parole di profonda considerazione nei confronti del presepio.
Rivolto ai giovani, in un Suo discorso in Piazza S. Pietro lo aveva definito un elemento della cultura e dell’arte, ma soprattutto un segno di Fede.

Durante la mostra avranno luogo una serie di eventi collaterali che animeranno le strade di Govone, tra questi ricordiamo il “Paese di Natale” del 9 e 16 dicembre. Durante le due giornate sarà possibile assistere, nelle vie del Centro Storico, ad una vera e propria rappresentazione del paese di Babbo Natale, un tuffo al Polo Nord con il tipico spirito che ci porta oltre i confini della magia…!! Folletti e fatine accompagneranno i visitatori tra presepi napoletani, cori natalizi, oggettistica natalizia, storie magiche, sottofondi musicali, ed enogastronomia. Babbo Natale accoglierà tutti i piccoli visitatori nella Piazza del Polo Nord pronto a smistare doni a tutti i bambini che scriveranno le loro letterine e le faranno pervenire entro il 1° dicembre  all’indirizzo : La Casa di Babbo Natale, Via Umberto I,n°29 cap. 12040 Govone – CN-.

Aperta tutti i giorni, compresi i festivi, dal 25 novembre 2007 al 13 gennaio 2007.
Biglietto:  euro 5 intero,  euro 4  ridotto per le comitive e le parrocchie, 3  euro speciale scuole.
Orari: da lunedì a venerdì: la mattina su prenotazione per le scuole, il pomeriggio dalle 15 alle 21.
Sabato e domenica orario continuato dalle 10 alle 22.

Isabella Bona. Metamorfosi.

Filed under:Fotografia,Piemonte — scritto da claudia il 4 aprile 2007

Isabella Bona operaDal 5 aprile al 5 maggio 2007
Cenacolo Felice Casorati in Campidoglio
Via Balme 20 – Torino

Il Cenacolo Felice Casorati prosegue la sua indagine intorno alle dimensioni che
il corpo assume, grazie alle infinite possibilità dell’arte, ospitando la personale di Isabella
Bona, un’artista che in questo percorso ha messo proprio il corpo al centro di una
ricerca dove la convivenza di ideale e reale si configura in nuove ed originali
“metamorfosi”.
lsabella Bona, di origini bellunesi, approda a Torino dopo una biografia artistica
che la vede diplomarsi all’accademia di Belle Arti di Venezia, con una tesi sul tema del
restauro dell’arte contemporanea. Un’articolata serie di esposizioni collettive e personali
– tra cui spicca la personale nella prestigiosa cornice di Palazzo Crepadona a Belluno, la
conducono da Venezia e dal Veneto fino a Genova, all’Emilia e infine a Roma, dove
all’inizio del 2007 è stata premiata nell’ambito della manifestazione Open Art ed ha
esposto nella Sala del Bramante: attraverso questo percorso l’artista affina
progressivamente la sua ricerca approdando all’uso di Photoshop quale potentissimo
mezzo per dare forma ad un’ispirazione creativa sempre più spericolata.
Nel 2000 ha conseguito un importante riconoscimento per questa sua scelta
espressiva con il Premio Mondadori nella sezione Computer graphic, mentre del 2002 è
la partecipazione al workshop veneziano del Maestro giapponese Nobuyoshi Araki,
genio mondiale della fotografia d’avanguardia. Il tratto distintivo dell’opera di Isabella
Bona è la continua ricerca per fondere le possibilità del mezzo tecnologico spinta
all’estremo, con un’espressività che non rinnega la tradizione della storia dell’arte, ma
anzi la ingloba in sé rinnovandola e trasformandola. Ecco che nelle opere di questa
prima esposizione torinese il motivo letterario delle metamorfosi, con il quale artisti di
ogni epoca si sono confrontati, viene rinnovato attraverso l’utilizzo di audaci
contaminazioni materiche artificialmente riprodotte grazie a Photoshop, novello
incantesimo in grado di mescolare reale ed immaginario, un dualismo da sempre al
centro del vissuto umano.
Le “Metamorfosi” in mostra nelle sale del Cenacolo sono autoritratti in divenire
dove è il corpo dell’artista ad essere contaminato con quello di creature che si
potrebbero dire appartenenti al mondo animale, ma che pure stanno perdendo la
connotazione naturale per farsi materia artificiale e fantastica. Questa mostra ha anche il
pregio di essere una felice unione di femminilità diverse – oltre all’artista intervengono
infatti la curatrice Delia Gianti e Sara Bona per il profilo critico- che vogliono proporre al
pubblico una parentesi d’arte e di immaginazione.



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