OFF China

Filed under:Fotografia,Liguria — scritto da claudia il 2 novembre 2007
Filippo Romano_OFF CHINAOFF China
Fotografie di Filippo Romano

Fnac Genova, via XX Settembre 46/R
Dal 30 ottobre al 3 dicembre 2007
Lun-sab: 9.30 – 20.00
Domenica: 10 – 20.00
Info: 010 290111 – Ingresso libero e gratuito

Con il progetto OFF China Filippo Romano ha vinto il premio Pesaresi\Contrasto 2007, nell’ambito del Festival di Savignano.

“We are proud to give this prize for the excellent work on the transition of China, one of the most important subjects in the world today. Filippo Romano has captured with a touch of surrealism the promentous changes.” Philip Jones Griffiths

La Cina è al centro di un enorme gorgo comunicativo. Da una parte raccoglie il flusso di informazioni che proviene da Occidente contribuendo in misura sostanziale a ridisegnare il proprio orizzonte culturale, dall’altra è il soggetto di un autentico diluvio di dati, racconti e rappresentazioni che ricade sul resto del pianeta. Il volume di quest’ultimo è tale che l’immaginario delle principali città cinesi sta ormai acquisendo una diffusa riconoscibilità, per cui a tutti è data l’impressione di averne attraversati i quartieri e scalati gli alti edifici come accade per Los Angeles oppure New York, tuttavia senza il potente supporto dell’industria di Hollywood ma contando soprattutto sulla corrispondenza giornalistica e sul lavoro degli artisti.
Nel processo di formazione di questo immaginario le fotografie di Filippo Romano costituiscono una brusca lacerazione e una serie di intermittenze. Pure con un tono riflessivo piuttosto che dichiarativo, opposto alle disposizioni del resoconto reportagistico (Romano è un fotografo “gestuale”, le cui immagini appaiono come riflessi di un movimento generato da un improvviso scatto interiore), queste evidenziano alcune fondamentali discontinuità con lo stereotipo della rappresentazione di questo paese.
Primo: mancano le folle. Le metropoli d’Oriente appaiono come luoghi d’isolamento, solitudine e smarrimento. Milioni di abitanti sono dispersi uno ad uno contro fondali smisurati (che siano strade, autostrade, parchi o hall d’albergo), incapaci di trovare un punto d’incontro. Non c’è condivisione, non ci sono rapporti né riferimenti comuni, ma soltanto uno spaventoso senso di svuotamento: del contesto e della sua sfinita umanità.
 Secondo: manca il passato. I numerosi cantieri che si succedono con insistenza nelle immagini di Romano testimoniano il sistematico processo di sostituzione del vecchio con il nuovo. Si applica una sorta di rifiuto della Storia (corollario dell’impulso di morte che il lessico freudiano definisce come Todestrieb). A qualsiasi programma di recupero architettonico viene anteposto il binomio distruzione + riedificazione. Le case e il tessuto urbano non possono ormai raccontare storie antiche, e la memoria di ciò che è stato rimane custodita nei racconti degli anziani, nelle immagini dei viaggiatori e in alcune pagine di letteratura (La condition humaine di André Malraux ambienta nei vicoli della Cina post-coloniale la tragedia dell’impossibilità della comunicazione fra individui e dell’asfissia delle relazioni sociali).
Terzo: manca il futuro. Muovendo qualche passo (il fotografo lo fa per noi) verso le architetture più recenti si vedono già sulla loro pelle i segni di un repentino degrado, con la ruggine tutt’intorno alle parti metalliche e i muri che si sfogliano. Nel luogo designato a prefigurare quello che verrà, si assiste ad un ulteriore segnale di incertezza. Enormi costruzioni viriloidi penetrate nel suolo non svolgono alcuna funzione di rassicurazione. Cosa accadrà ai loro piedi? Quale sarà il destino di individui che paiono animati da una pura vitalità biologica? Come evolveranno le dinamiche sociali? E la questione ecologica (la nuova rivoluzione industriale è causa di contaminazioni e avvelenamenti senza precedenti)? Le fotografie di Filippo Romano non danno nessuna risposta a queste domande, ma stabiliscono il proprio contributo nello scongiurare qualsiasi possibilità di fare chiarezza.

Biografia
Filippo Romano nasce a Messina nel 1968. Si è formato all’International Center of Photography di New York, dove ha frequentato il full time documentary program nel 1998\99. Dopo un lungo periodo trascorso negli Stati nel 2003 è tornato a vivere a Milano, città dove è cresciuto. Nel 2003 è entrato a fare parte del collettivo francese Tangophoto e nel 2005 è entrato a fare parte dell’ Agenzia GraziaNeri Le sue immagini sono state pubblicate su Courier International, Io Donna, Vanity Fair, Abitare, Dwell Magazine, Flair. Nel 2005 ha partecipato alla Biennale di fotografia di Guanzhou (Canton Cina e nel 2006 al festival di Lianzou (Cina).
Dal 2005 ha iniziato un progetto sulla transizione della Cina contemporanea dal comunismo al capitalismo e con tale progetto dal titolo OFF China ha recentemente vinto il premio Pesaresi\Contrasto 2007.

AULA DEI -Icone della spiritualità

Filed under:Fotografia,Liguria — scritto da claudia il 25 aprile 2007

flying bible - 1998 - mauro fioreseLe Gallerie Fotografiche FNAC presentano:

AULA DEI -Icone della spiritualità
fotografie di Mauro Fiorese

C/O Fnac GENOVA
Via XX Settembre, 46/R

Vernice: Martedì 22 Maggio, ore 18,30
Durata: 2 Maggio –  27 Giugno 2007
Orari: Lunedì –Sabato : 09.30 – 20.00;  Domenica:  10.00 – 20.00
Informazioni
: Tel. 010-290111
Ingresso libero


Un progetto di lettura dei luoghi, non solamente fisici, dello spirito. Dei loro simboli e degli atteggiamenti di chi li frequenta alla ricerca di una sua intimita’ o di un contatto con lo spirito di un Dio in cui credere. Una ricerca fotografica, durata 12 anni, sulla simbologia religiosa cristiana in ambienti urbani ed extra-urbani iniziata nel 1992 nel Maine in USA e poi sviluppatasi in diverse nazioni tra le quali Spagna, Francia e Scozia per terminare nel 2004 in Italia.
La mostra itinerante è partita dalla sede di Milano il 18 Gennaio ’07  dove ha riscontrato un ottimo interesse e una cospicua affluenza di pubblico. Esposta presso la sede di Napoli fino al 25 Aprile,  verrà ospitata nelle altre Gallerie fotografiche FNAC italiane (Genova e Torino) e terminerà il suo percorso espositivo a Verona l’8 Gennaio 2008.

“Sarebbe forse riduttivo dire che Mauro Fiorese sia andato a cercare (e quindi a ritrarre) madonne, angeli e santi, dispersi nel mondo della quotidianità, in tutti quei luoghi, cioè, dove spesso non li notiamo o non penseremmo di trovarli: in un crocicchio in mezzo al traffico, alle spalle di un medico che sta operando, graffiti sui muri delle periferie cittadine… No, non è stato lui a cercare intenzionalmente le tracce del sacro nella vita di tutti i giorni, in un incontro di famiglia, o durante una delle sue peregrinazioni per il mondo. E’ il sacro invece ad aver incrociato e catturato lo sguardo di Fiorese: ed ora questo stesso sacro sembra osservare anche noi, sembra baluginare o emergere dall’oscurità, dal brusio indistinto e caotico della realtà, tra folle che camminano lungo anonime strade cittadine.”
(Estratto dal testo Da un’altra luce di Gigliola Foschi,  Ottobre 2006)
“Mauro Fiorese potrebbe essere chiamato “il mistico inaspettato”.
Pochi fotografi capiscono che i grandi drammi spirituali si svolgono su piccoli palcoscenici in luoghi inaspettati,  ma i luoghi di Fiorese lo sono più che mai.”
(Estratto dal testo I fotografi di Myst di John Wood,  Marzo 2002)

Cenni biografici:
Mauro Fiorese nasce a Verona nel 1970.
È autore e docente impegnato da diversi anni nel settore della fotografia di ricerca artistica.
Le sue immagini sono state pubblicate in diversi libri tra cui Twospirits (Electa) e HUMANA (Art&). Alla seconda ristampa il suo saggio Fotografia a sua immagine e somiglianza (Ibiskos Editore).
È docente ordinario del corso di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Verona e insegna Laboratorio di Linguaggio Fotografico al corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali all’Università scaligera.
La sua ricerca pubblicata nel libro corpolibero, relativa ad un progetto a lungo termine sul modo dell’ handicap, è stato inserita nella classifica TOP 100 World Photographers’ list del Golden Light Award nel 1997.
Le sue fotografie fanno parte di collezioni private e pubbliche tra le quali il Museum of Fine Arts di Houston, il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona, la Bibliothèque nationale de France di Parigi e la Dancing Bear – W. Hunt Collection di  New York.
Nel 2003 una sua immagine è stata battuta all’asta di Sotheby’s- Milano e nel 2004 è stato citato tra i giovani autori italiani di rilievo da Il Sole 24 ore – Guida Investimenti nell’ambito dell’articolo “La difficile arte di investire”.
Nel 2006 è stato invitato come Portfolio Reviewer al Fotofest di Houston, Texas.
I suoi lavori sono stati esposti in Europa, Giappone, Canada e Stati Uniti.
Il suo sito web è: www.maurofiorese.it



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