Mise en Abyme

Filed under:Friuli Venezia Giulia — scritto da claudia il 30 ottobre 2007
“Mise en Abyme”
   
Artisti: Marya Kazoun, Debora Vrizzi
Curatrice: Rosetta Gozzini
Durata: 27 ottobre – 13 dicembre 2007
Catalogo: testo critico di Rosetta Gozzini

La galleria 3g arte contemporanea di Udine ospita, presso i suoi spazi espositivi, in via della Rosta 44, la mostra “Mise en Abyme” in collaborazione con la Galleria Michela Rizzo di Venezia, una doppia personale delle artiste Marya Kazoun e Debora Vrizzi.
 
Come dice la curatrice Rosetta Gozzini “due artiste la cui tensione creativa è mossa da principi opposti e complementari: Marya Kazoun e Debora Vrizzi. La prima, trova nella imperativa manifestazione dell’interiorità il luogo di appartenenza della sua opera; la seconda, al contrario, riconosce nell’esteriorità del fenomeno storico il punto di incontro del senso dell’esistenza e della sua, per quanto creativamente intenzionata, ineludibile simbolicità”. La mostra si compone di un’istallazione articolata dell’artista libano-canadase Marya Kazoun e di una serie fotografica da performance e video dell’artista friulana Debora Vrizzi.

Marya Kazoun, artista dalla riconosciuta fama internazionale, propone “InGest”, un’installazione dal notevole impatto visivo composta di tele, sculture di vetro e di cinque grandi figure, gli Amos, che, come dice l’artista, “…sono creature pelose di natura incerta…essi sono stanchi del pesante carico dell’umanità, e questo si riflette sui loro corpi”  secondo la curatrice “Il suo mondo è sostanzialmente psichico, in cui lo sprone della vita dà corpo ad esseri formalmente irreali ma che acquistano valenza esistenziale proprio perché nella loro apparente inconsistenza rimandano ad un sistema di riconoscimento che fa capo al pauroso ricordo dell’abisso della nostra anima. La Kazoun sembra ammettere con disarmata sincerità che i nostri luoghi interiori siano animati da presenze non definibili, ma probabilmente temibili. Marya tesse con le sue mani di maga creature che poi prendono forma e vita, esseri che affiorano dalla sua immaginazione. Creature multiformi e multi materiche che alimenta meticolosamente con rammendi di stoffa, fili, perline e vetro”. Marya Kazoun ha esposto in numerose mostre internazionali fra cui la 51a Biennale d’arte di Venezia e l’8a Biennale di Sharjah.

Debora Vrizzi, con l’opera “Un-happy ending”, rappresenta in modo fotografico le sue performance relative alla tragica morte di otto personaggi femminili storici: Lady Diana (1997), Francesca Woodman (1982), Madre Teresa di Calcutta (1997), Maria Antonietta (1793), Marylin Monroe (1962), Mata Hari (1917), Nico (1988), Sissi (1898). Come dice la curatrice “L’artista pur prendendo spunto dalla realtà storica rielabora i tratti dell’evento in cui la vita di queste donne si è fermata a partire, sembra, da una duplice immaginazione che congiunge l’idea del fenomeno, dell’evento improvviso, a quella del destino, sottolineando il momento critico del passaggio da una condizione a un’altra”. L’idea di partenza è quella delle news del telegiornale che possono essere interpretate come delle fiabe a puntate, delle fiabe senza lieto fine: delle storie (notizie ambigue) di “Principesse”, come dice l’artista, “di donne le cui vite/morti sono soggette ad interpretazione continua e cangiante”. La Vrizzi si è travestita e truccata come queste donne nel momento del passaggio al fine di interpretare le loro morti rendendole pop attraverso degli elementi utili ad identificarle per il loro passato da vive. Debora Vrizzi ha partecipato a Stazione di Topolò, Hic et Nunc e ha esposto in collettiva presso la Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bondeno (Ferrara) e la Galleria comunale d’arte contemporanea di Monfalcone.

Galleria 3g arte contemporanea
Via della Rosta, 44 – 33100 Udine
Tel./Fax. +39 0432 507097
www.3garte.com info@3garte.com
Orario: da martedì a sabato 16.00 – 20.00

Il Volto Interiore. Raphaelle de Groot

Filed under:Lazio — scritto da claudia il 26 ottobre 2007

Raphäelle De Groot, Portraits de clients,Raphaëlle de Groot
IL VOLTO INTERIORE
a cura di Cecilia Casorati
6 novembre 2007 – 29 dicembre 2007
Galleria z2o – Roma

La z2o Galleria – Sara Zanin è lieta di presentare l’artista Raphaëlle de Groot con la mostra Il volto interiore.

Il volto interiore è il titolo del progetto inedito che l’artista canadese Raphaëlle de Groot presenta nella sua prima personale italiana. Seguendo una pratica già a lungo sperimentata, l’artista coniuga linguaggi diversi – performance, fotografia, disegno – realizzando un’azione con la partecipazione del pubblico che si svilupperà lungo tutto il periodo della mostra. Il volto interiore è una raccolta di tracce – l’artista, con il volto coperto da una maschera di carta che le impedisce di vedere, realizza un ritratto con le persone che desiderano mettersi in relazione con lei –, di segni, il cui significato si estende oltre l’evidente interesse nei confronti della relazione con lo spettatore. Raphaëlle de Groot ha orientato la propria ricerca verso una ridefinizione del ruolo dell’artista.

Le sue mostre sono dei cantieri nei quali il pensiero, il progetto e la pratica artistica sono “in esercizio” – En exercice è il titolo scelto dall’artista per la sua prima retrospettiva alla Galleria dell’UQAM, di Montréal, nel 2006 – , sono continuamente messi alla prova dalle circostanze e dalle relazione che si stabiliscono, di volta in volta, con il pubblico. In tal modo, l’artista spezza le consuetudini interpretative, aprendosi all’instabilità e alla pluralità del quotidiano di cui il pubblico è l’interprete principale.
“Essere artista, secondo tale spirito, vuol dire sperimentare i propri limiti, intaccare l’idea di una realtà statica, rompere gli schemi rigidi e lavorare in un movimento che persegue il disorientamento e accetta il disagio.”
La mostra alla z2o Galleria l Sara Zanin presenta inoltre una selezione di opere precedenti.
La scelta dei lavori si articola attorno all’interesse dell’artista nei confronti dell’altro, e in particolar modo dei progetti legati al ritratto.

Gli incontri con l’artista si terranno su appuntamento per tutto il periodo della mostra. Per informazioni rivolgersi alla galleria. A conclusione dell’esperienza artistica svolta a Roma sara’ presentato il catalogo a cura di Cecilia Casorati.

Raphaëlle de Groot è nata il 21 ottobre 1974 a Montréal, Quebec, Canada dove vive e lavora. Ha conseguito il diploma di laurea presso l’Università del Québec a Montréal. Dal 1996 opera nel campo dell’arte visiva, sia in Canada sia all’estero.

SCHEDA INFORMATIVA:
Galleria Z2O
Raphaëlle De Groot, Il volto interiore
Inaugurazione: martedì 6 novembre 2007 alle ore 18.00
Sede: via dei Querceti 6, 00184 Roma
Orari: martedì a sabato 14.30 – 19.30 (lunedì chiuso) o su appuntamento
Ingresso libero
Per ulteriori informazioni:  Tel.: +39 06 704 522 61; Fax: +39 06 770 776 16
info@z2ogalleria.it; www.z2ogalleria.it

Elegantia

Filed under:Antichità,Veneto — scritto da claudia il 19 ottobre 2007

scalote laccateSpeciale collezione Elegantia
Straordinaria antologica di arredi, dipinti e oggetti d’arte del XVIII secolo

Dal 10 al 25 novembre 2007
Galleria Cecchetto Antiquariato, Castelfranco Veneto (TV)

Una straordinaria raccolta antologica celebra l’arredo del Settecento veneziano e veneto.
In un appuntamento speciale Cecchetto Antiquariato riunisce la collezione di Elegantia e presenta un percorso espositivo di oltre duecento opere, tra importanti mobili, preziosi dipinti e oggetti d’arte, pezzi unici, frutto di un’ accurata ricerca e rappresentativi di un’epoca eccezionale.
Proposta a Castelfranco Veneto (TV) dal 10 al 25 novembre, la rassegna, da sempre sinonimo di garanzia e trasparenza, è un’opportunità da non perdere per collezionisti ed esperti alla ricerca del pezzo unico tra una raccolta d’eccezione che abbraccia l’intera produzione del Settecento. 

Come in una prestigiosa bottega veneziana, tra le sale della Galleria Cecchetto i mobili sono protagonisti: in questo periodo che tralascia grandiosità e sfarzo per concentrarsi su funzionalità ed equilibrio, i mobili sfoggiano linee curve e leggere, sinuosi sostegni en cabriole ed eleganti motivi decorativi, cartigli e riccioli, volute e fiori a ghirlande. Tra gli oltre cento esemplari raccolti da Cecchetto, spiccano poltrone rivestite da pregiate tappezzerie, regine dei salotti veneziani, un gruppo di deliziosi tavolini da gioco e da toilette, importanti cassettoni e un’attenta selezione di scrivanie e credenze.

Una raccolta che comprende più di venti esemplari è dedicata al Barocchetto. E’ in questa fase di transizione dal Barocco al Rococò che i mobili, direttamente ispirati alla moda francese, assumono dimensioni più intime e vengono lavorati con impiallacciature in noce e radica di noce, radica di ulivo, amaranto, bois de violette e bois de rose . Si afferma il cassettone a ribalta, compare il trumeau e le consoles trionfano nei saloni dell’epoca: tra gli esemplari in esposizione segnaliamo un prezioso bureau trumeau lastronato in noce, un tavolo da centro ovale con chinoiserie decorato da raffinati intarsi in legno di mandorlo e una preziosa diplomatica in radica di noce filettata in legno di acero.

Durante il Settecento Venezia conosce notorietà anche per la vasta produzione di oggetti d’arte, vassoi e vasi, cofanetti e sculture, curiose opere ornamentali in legno sapientemente intagliate e magistralmente dipinte in policromia. Grande attenzione si presta alle tendenze di provenienza orientale, ecco un importante gruppo di porcellane Imari dipinte nei caratteristici toni del blu e del rosso, mentre l’arte dei doratori diviene indispensabile nelle scintillanti specchiere.

Il catalogo di questa particolare edizione di Elegantia raccoglie in quattro sezioni l’intera collezione, tra mobili, oggetti d’arte, specchiere e dipinti. Più di trenta le tele a firma di autorevoli esponenti veneziani e veneti del XVIII secolo, da Pietro Liberi ad Antonio Bellucci, da Gaspare Dizioni a Gabriel Bella.

Visionabili durante l’intera rassegna, tutti gli esemplari in esposizione sono presentati all’interno del volume che illustra in modo preciso ogni opera, così come le esclusive condizioni di vendita, appositamente ideate per Elegantia. E’ possibile richiedere il catalogo cartaceo direttamente in Galleria o dal sito web.

Informazioni
Galleria Cecchetto Antiquariato
Via San Pio X 17, Castelfranco Veneto (TV)
tel. 0423 721332  www.cecchettoantiquariato.com
Orari feriali 10-13 e 15-20 / festivi e prefestivi 10-20

Spafice. Fondazione Morra Greco, Napoli

Filed under:Campania — scritto da claudia il 12 ottobre 2007

installazione eric wesleyEric Wesley. Spafice

SPAFICE ITALIA è il titolo del progetto di Eric Wesley, disegnato e realizzato ad hoc per la Fondazione Morra Greco di Napoli.

L’origine dell’opera deriva dall’interesse dell’artista per le relazioni simboliche suscitate dai due poli opposti di attività lavorativa e riposo, otium e negotium, due topos della civiltà occidentale in ambivalenza tra loro sin dalle origini. La volontà di trovare una possibile sintesi architettonica tra questi due momenti, armonizzandoli in uno spazio nuovo, più mentale che reale, ha dato vita a SPAFICE, progetto teorico a metà strada tra performance, scultura e installazione. Concepito su ispirazione degli spazi aperti e dinamici degli internet-caffè berlinesi, dove convivono in sintonia lavoro individuale assieme a momenti di relax e convivialità, SPAFICE è un’ipotesi di spazio culturalmente sostenibile in uno scenario globale. Tale modello sorge indissolubilmente legato all’idea di franchising, intesa come prospettiva filosofica, quale potenziale riproposizione, geograficamente illimitata, del progetto e delle sue suggestioni.

L’intervento napoletano di Wesley ha ridisegnato il piano interrato della Fondazione in tre sale indipendenti, ciascuna destinata a ospitare una rappresentazione metaforica di momenti chiave nel procedere della fluidità del pensiero umano, in una dialettica complessiva di tradizione e tecnologia, tra elementi simbolicamente ancestrali, come l’acqua e il fuoco, e la modernità telematica avanzata.

Nelle diverse sale in cui si suddivide il progetto si susseguono uno scaldabagno a  gas, una piscina e un ufficio privato dotato di comfort tecnologici, in una dialettica articolata tra esigenze professionali e aspettative di intrattenimento. In ogni spazio è presente, inoltre, la struttura metallica di una trivella. Come una sorta di aristotelico motore immobile, questo oggetto è un’immagine di avviamento e di propulsività, un’ideale connessione tra le varie fasi della mostra, che provano a ricalcare il procedere comune di libera creatività e determinazione concettuale

Come in altri progetti dell’artista, anche in SPAFICE Eric Wesley è interessato a scomporre e rendere visibile un movimento processuale piuttosto che perseguire una finalità, instaurando un dialogo innovativo con le strutture del pensiero occidentale. Cassa di risonanza delle diverse attitudini del pubblico, a metà strada tra labirinto e percorso iniziatico, SPAFICE rifugge ogni sistematizzazione conchiusa, privilegiando prospettive aperte, costruite sull’imprevedibilità di ciò che Edmund Husserl, il padre della fenomenologia contemporanea, chiamava Lebenswelt, il mondo della vita.   

Eric Wesley  (Los Angeles 1973, vive e lavora tra Los Angeles e Berlino)

Principali mostre personali: Galleria Fonti, Napoli,Italia,2006;Museum of Contemporary Art, Los Angeles, CA,2006; Bowie Van Valen, Amsterdam, Olanda; Meyer-Riegger Galerie,Karlsruhe,Germania,2005; Pico Youth Center, China Art Objects Galleries, Los Angeles, CA, 2004; Metro Pictures, New York; Meyer-Reigger Galerie,Karlsruhe, Germania; Galleria Franco Noero, Torino, Italia, 2002; CalTech,Pasadena,CA,2001;China Art Objects Galleries, Los Angeles, CA 2000; China Art Objects Galleries, Los Angeles, CA,1999.

Principali mostre collettive: Palazzo Bricherasio,Torino,Italia,2007; Craft and Folk Art Museum at the Luckman Gallery,a cura di Malik Gaines,2004; Transmission Gallery,Glasgow Scozia; Galleria Franco Noero, Torino; OPA: Oficina Para Proyectos de Arte,Guadelajara,Mexico,2003; Reynolds Gallery, Virginia, a cura di Katie Brennan,2002; Studio Museum,Harlem, New York, Santa Monica Museum of Art,a cura di Thelma Golden; UCLA Hammer Museum, Los Angeles, CA; Museum of Contemporary Art,Miami, Florida; Artists Space, New York,a cura di Christine Y. Kim;, Zentrum Fur Kunst und Mediatechnologie, Karlsruhe, Germania,a cura di Christoph Keller; Govett Brewster Art Gallery, New Plymouth, New Zealand, a cura di Gregory Burke,2001; ACME,Los Angeles,a cura di Pentti Monkkonen,2000.

NOTIZIE UTILI:
Fondazione Morra Greco
tel. +39 081 210690 (fino alle 14)
fax +39 081 5520171
info@fondazionemorragreco.com            
www.fondazionemorragreco.com

Orario visite:   
lunedì-venerdì ore 10-14
Ingresso libero

Giovanni Fattori. Incisioni e disegni

Filed under:Disegni,Lazio — scritto da claudia il 5 ottobre 2007

La rivoluzione del segno inciso di Giovanni Fattori, per scavare nei territori della fatica di vivere: dal 19 ottobre al 25 novembre 2007, negli spazi della Calcografia dell’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma è allestita, a cura di Fabio Fiorani e Maria Cristina Rodeschini, la mostra che presenta 124 acqueforti e 23 litografie di Giovanni Fattori della collezione donata da Luigi Franconi all’Accademia Carrara di Bergamo, dove oggi è conservata, una delle raccolte più ricche di incisioni del grande maestro macchiaiolo.

A dialogare con questo nucleo sono 19 disegni  e, per la prima volta esposto al pubblico, un prezioso taccuino di schizzi raffiguranti studi d’animali, figure di butteri, soldati e piccoli scorci di paesaggio, provenienti dalle collezioni dell’Istituto Nazionale per la Grafica.

Ben nota agli studiosi per il suo carattere di sistematicità, la raccolta Franconi dell’Accademia Carrara di Bergamo, comprende ben 124 delle oltre 200 acqueforti note di Fattori. Non mancano fogli eccezionali, come alcuni esemplari unici e una serie tirata da Fattori con il suo piccolo torchio a mano.

La presenza in mostra anche di alcune stampe custodite dall’Istituto Nazionale per la Grafica, che documentano stati  diversi da quelli presenti nella raccolta Franconi, testimoniano ulteriormente l’approfondita e appassionata ricerca svolta da Fattori in questo ambito espressivo.

L’esposizione consente quindi al pubblico di leggere il percorso grafico dell’artista che, per originalità e modernità, è considerato tra i maggiori incisori dell’Ottocento italiano.

Cenni biografici

Giovanni Fattori (Livorno 1825 – Firenze 1908) si dedicò con particolare interesse all’ incisione solo nella maturità, a partire dagli anni ’80 del XIX secolo, diventando tuttavia un punto di riferimento per la ricerca grafica italiana del Novecento, da Bartolini a Morandi.
Fattori infatti scopre nell’acquaforte la possibilità di sperimentare nuove soluzioni espressive e, rompendo apertamente con la tradizione incisoria, inventa una nuova grafia che, mai uguale a se stessa, asseconda in modo puro, forte e istintivo il mutare dell’ispirazione, ora poetica e malinconica, ora  aspra e dirompente. Arrivando fino alla noncuranza per il dettaglio e per le finezze tecniche, con l’unico obiettivo di tradurre nel segnare deciso e forte quel rapporto diretto e immediato con le cose che contraddistinse il suo essere artista.

Ricorrono nelle vere e proprie intuizioni grafiche del maestro macchiaiolo tanti motivi frequentati nella pittura: vivide “impressioni” campestri, scorci quasi fotografici di stradine riarse dal sole, figure affaticate e impolverate di militari a cavallo e di anti-eroi, contadini al lavoro, cavalli solitari al pascolo, buoi spossati dal peso del giogo, paesaggi boschivi, maremmani e marini. Tutte immagini catturate agli scenari dell’amata Toscana.

Ma nei fogli incisi la “macchia” lascia il posto alla sintesi potente di un segno vigoroso ed essenziale, che scava e corrode la superficie dell’immagine per distillare la cruda e semplice verità del mondo ambientale e umano caro all’artista, incentrato sulla fatica dell’esistenza e sui brani di vita quotidiana degli umili e degli emarginati: “un documento straordinario della scoperta di un’Italia sommersa, osservata con l’impassibile obiettività di chi non ha la mente alterata dai veli classicheggianti”, scrisse Federico Zeri nella prefazione al Catalogo della Donazione Franconi (Ed. Pananti, Firenze, 1987).

Curato da Andrea Baboni, il volume, che è anche catalogo generale dell’opera incisa di Fattori, accompagnerà la mostra romana, completato per questa occasione da un catalogo coordinato delle opere dell’artista conservate dall’Istituto Nazionale per la Grafica.
La mostra è organizzata dall’Istituto Nazionale per la Grafica e dall’Accademia Carrara di Bergamo.
L’Istituto Nazionale per la Grafica dedica la mostra alla studiosa dell’opera grafica di Fattori, Anna Maria Bonagura.

La mostra di Roma inaugura un programma espositivo itinerante dedicato alle opere della Collezione Franconi dell’Accademia Carrara di Bergamo che, dalla fine di maggio 2008, saranno esposte alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia.

Roma – Istituto Nazionale per la Grafica
Calcografia, via della Stamperia 6
Orari: 10.00 -19.00. Chiuso lunedì
Ingresso gratuito
Info al pubblico:  tel. 06.699801 o  06.69980242
Sito internet: www.accademiacarrara.bergamo.it



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