Giornate Europee del Patrimonio 2007 – Le Mostre

Filed under:Grandi eventi — scritto da claudia il 27 settembre 2007

Giornate Europee del Patrimonio 2007: oltre mille eventi straordinari e  gratuiti  in tutta Italia. Aperture di luoghi d’arte, convegni, percorsi storici, concerti, mostre. Ecco alcune mostre che verranno inaugurate per l’occasione.

L’Aquila
“Michelangelo Antonioni: le montagne incantate”
Museo Nazionale d’Abruzzo
via Ottavi Solecchi
29 -30 settembre ore 8.30 – 19.30

La Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico dell’Abruzzo, negli spazi del Museo Nazionale d’Abruzzo, aveva da tempo programmato la realizzazione della mostra sull’opera pittorica del grande regista Michelangelo Antonioni, dedicata alle “montagne incantate”, progetto che assume un significato particolare dopo la recente scomparsa del Maestro.
La mostra,160 opere fra dipinti a tempera, per lo più inediti, e ingrandimenti fotografici d’autore, i cosiddetti “blow up”, provenienti dal Museo Antonioni di Ferrara, è realizzata in collaborazione con le Gallerie Civiche di Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara e con l’Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica” di L’Aquila.
Il tema è la montagna, nelle sue molteplici “apparizioni”; si tratta dunque non di luoghi geograficamente definiti, ma paesaggi interiori, dell’anima, che richiamano le immagini e la fascinazione di luoghi visti con l’occhio del cineasta.
Alla mostra sarà affiancata la proiezione dei film e dei documentari più significativi del Maestro e maggiormente legati al tema dell’esposizione; il catalogo, bilingue ed edito dall’editore Gangemi di Roma, è corredato da un’ampia antologia critica con le testimonianze storiche, tra le altre, di Giulio Carlo Argan, Maurizio Calvesi, ed Alberto Boatto.
Lo stesso Antonioni spiegava così la sua personale esperienza artistica: “[…] Per me regista si è trattato di una interessantissima sperimentazione. Non mi ha mai sfiorato il pensiero di toccare il mondo dell’arte, anche perché non saprei a quale forma d’arte assegnare questi oggetti. Se è vero che scarabocchiando quei pezzi di carta sono evaso dal cinema, è anche vero che attraverso l’ingrandimento fotografico in qualche modo al cinema mi sono riavvicinato”.

Vibo Valentia
Presa di possesso dello stato di Mileto, Francavilla e Pizzo. Da alcuni documenti d’archivio del 1676
Sala Conferenze
J. Pallach, 46
Inaugurazione: 29 settembre ore 9.30. Aperta fino al 15 ottobre

La mostra racconta, attraverso alcuni documenti conservati presso l’Archivio di Stato e in particolare un “istrumento, datato 29 marzo 1676”, la presa di possesso dei feudi di Mileto, Francavilla e Pizzo, che dopo la morte del principe Rodrigo de Silva erano passati al figlio ed erede Gregorio. L’obiettivo è quello di mostrare la grande influenza esercitata da alcuni paesi europei nella formazione culturale del nostro paese, con particolare riferimento agli usi, ai costumi e alle tradizioni. Nel caso della Calabria nel periodo in questione la chiara derivazione è spagnola soprattutto in tutti gli apparati scenografici e pirotecnici utilizzati per cerimonie pubbliche, come appunto quella della presa di possesso dei feudi di Gregorio de Silva, ma anche molte cerimonie religiose, come ad esempio quelle della Settimana Santa, in particolare la domenica di Pasqua.

Cagliari
Gli ori di Sant’Efisio a Cagliari
Municipio di Cagliari, sala Figari
Via Roma, 153
28 settembre ore 18.00 inaugurazione

Per la prima volta saranno esposti i gioielli che costituiscono il prezioso “tesoro di Sant’Efisio”, raccolti nel corso dei secoli grazie alle donazioni dei numerosissimi devoti al Santo martire cagliaritano, in segno di gratitudine e di riconoscenza, per aver ottenuto le grazie richieste.
In questa occasione verranno esposti, in apposite vetrine, i pezzi più preziosi e significativi, corredati da esaustive didascalie, che illustreranno le tecniche di lavorazione, i materiali utilizzati, le caratteristiche stilistiche e la loro storia. Tra questi, ricordiamo il secentesco Toson d’Oro che l’Alternos porta in occasione della processione del 1° maggio, la “ganza” tempestata di pietre preziose offerta al Santo Patrono dalla regina Maria Teresa d’Austria d’Este durante il suo esilio in Sardegna, la “corona d’oro” realizzata dalla città di Cagliari in occasione della trecentesima sagra di maggio, l’elmo, la spada e la palma, che costituiscono gli attributi iconografici del simulacro ligneo.
Far conoscere questo patrimonio significa non solo avere una testimonianza della continua e costante fede dei sardi verso il Santo, ma consente di stabilire, con una precisa ricostruzione cronologica, attraverso documenti inediti, le origini della produzione orafa che negli ultimi secoli è stata realizzata in Sardegna o importata dal Continente.
Nelle teche troveranno spazio anche i numerosi anelli, orecchini, bracciali e spille che documentano la profonda religiosità dei fedeli verso Sant’Efisio e il gusto del momento. Completeranno e integreranno l’esposizione alcuni inventari inediti, conservati nell’archivio storico dell’Arciconfraternita, relativi ad alcune opere esposte.

Ancona
"Augusto capite velato".

Dal 29/09/2007 al 31/12/2007
Costo del biglietto: gratuito
Museo Tattile Statale Omero
Via Tiziano 50

Orario: Martedì – sabato 9-13/15-19 Domenica e festivi 16-19.30 Chiuso il 25/12/2007
Telefono: 071/2811935
Fax: 071/2818358
E-mail: info@museoomero.it
Sito Web: http://info@museoomero.it
E’ nella natura del Museo Tattile Statale Omero rendere fruibile al tatto opere d’arte soprattutto se originali, e, grazie alla sensibilità della Soprintendenza per i beni archeologici delle Marche, sarà accessibile il ritratto velato di Augusto pregevole scultura e reperto archeologico di grande rilievo segno di un’epoca, quella romana, in cui si andava formando l’identità europea.

Matera
Prima della città: Matera dall’età del ferro alla romanizzazione
Dal 29/09/2007 al 31/12/2007
Costo del biglietto: € 2.50 – Gratuito durante le Giornate Europee del Patrimonio
Museo Archeologico Nazionale "Domenico Ridola"
Via Domenico Ridola, 24

Orario: 9.00-20.00
Telefono: 0835.310058
E-mail: museoarcheologicomatera@virgilio.it
Prima della città: Matera dall’età del ferro alla romanizzazione
Sarà esposta una selezione dei materiali archeologici provenienti dai contesti urbani di Matera finalizzato alla redazione della carta archeologica della città tra età antica e medioevo

Bologna
Dagli Appennini ai Pirenei. Pietro Bubani: un botanico nel Risorgimento
Dal 29/09/2007 al 17/11/2007
Museo civico del Risorgimento
Piazza Carducci 5

Orario: 29 settembre: inaugurazione ore 17.00 – 30 settembre: apertura dalle 9.00 alle 13.00 – Dal 2 ottobre al 17 novembre: apertura da martedì a sabato e le domeniche 7 ottobre e 4 novembre dalle 9.00 alle 13.00 – Chiuso lunedì, le restanti domeniche e l’1 novembre
Telefono: 051.347592
E-mail: museorisorgimento@comune.bologna.it
Pietro Bubani (1806-1888) fu uno dei più attivi botanici dell’Ottocento italiano, eppure egli è assai più noto all’estero. Giovane studioso di scienze naturali, partecipò ai moti risorgimentali del 1831 e fu costretto all’esilio. Qui maturò la decisione di dedicarsi allo studio delle vegetazione dei Pirenei e nel 1836 intraprese il primo viaggio. Su quelle montagne l’ardito ricercatore trascorse, in diverse spedizioni, quasi 26 anni, legandosi profondamente a quella regione. Rischiando la vita in più occasioni egli riuscì a classificare oltre 2.800 specie botaniche. La mostra, corredata di ampio catalogo, costituisce il punto d’arrivo di un’ampia ricerca, condotta presso istituti culturali italiani e stranieri e presso privati, che ha permesso di ricostruire la complessa figura di Pietro Bubani e del suo itinerario scientifico ed umano “Dagli Appennini ai Pirenei”.

Rimini
Le ore e i giorni delle donne. Dalla quotidianità alla sacralità tra VIII e VII secolo a.C.
Aperta fino al 06/01/2008
Costo del biglietto: (mostra + museo): Interi 5,50 – Ridotti 4,00 – Scuole 3,00 (con percorso guidato)
Riduzioni: (mostra + museo): Ridotti 4,00 – Scuole 3,00 (con percorso guidato)
Ex chiesa di Sant’Agostino e Museo Civico Archeologico
Via S. Agostino 55
Verucchio (Rimini)

Orario: Fino 30 Settembre 2007, aperto tutti i giorni (festivi inclusi) dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30
Telefono: 0541 670222
E-mail: iat.verucchio@iper.net
La mostra rappresenta una tappa fondamentale del più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio archeologico di Verucchio. L’allestimento è incentrato sul tema delle donne di alto rango vissute nel contesto verucchiese ed italico in genere, illustrandone le attività quotidiane, i ruoli, fino agli aspetti rituali.

Divinità, scimmie e segni zodiacali

Filed under:Lombardia — scritto da claudia il 26 settembre 2007

Divinità, scimmie e segni zodiacali

8 – 30 Novembre 2007

La mostra “Divinità, scimmie e segni zodiacali”  nasce dal desiderio della galleria Moshe Tabibnia di proseguire e portare in Italia le celebrazioni attualmente in corso in Francia (12 maggio – 30 settembre 2007 : "Les Gobelins 1607-2007, Trésors dévoilés – Quatre  siècles de création"), volute dal Mobilier National e dalla Galerie des Gobelins, per festeggiare i 400 anni d’insediamento della Galerie des Gobelins al 42 di avenue des Gobelins a Parigi.
La manifattura vera e propria era stata in realtà voluta qualche anno prima del 1607, per la precisione nel 1601, da Enrico IV, re di Francia (1553 – 1610), consigliato dall’allora Ministro dell’Economia Barthélemy de Laffemas (1545 -1612), ma la Galerie des Gobelins, chiusa al pubblico dal 1972, ha deciso di festeggiare l’importante anniversario nel 2007, in occasione della sua riapertura al pubblico con rinnovati e più ampi spazi espositivi, dopo un silenzio durato 35 anni.

La Mostra
La galleria Moshe Tabibnia, molto attenta al panorama internazionale, desidera fornire un’analisi di tale manifattura, attraverso l’esposizione di una suite di 12 arazzi in seta, con dettagli in lana, del 1710-30 circa, rappresentanti i 12 mesi dell’anno, serie altresì nota come “Les douze mois grotesques” o “Mois grotesque par bandes”.

La galleria Moshe Tabibnia, con l’esposizione “Divinità, scimmie e segni zodiacali”, crea una tappa importante a Milano, inserendo la città in un circuito internazionale.
Appassionati e studiosi di arazzi antichi, ritornati dalle celebrazioni parigine (in chiusura il 30 settembre),  dall’inaugurazione del 17 ottobre di “Tapestry in the Baroque: Threads of Splendor ” al Metropolitan Museum di New York (mostra che rimarrà al Metropolitan fino a gennaio 2008) e dal simposio internazionale che avrà luogo sempre a New York il 20 e 21 ottobre, avranno proprio a Milano l’opportunità di osservare, studiare, dialogare su una serie di arazzi Gobelins, estremamente importante da un punto di vista storico e antiquario.

Si tratta di una rara ri-edizione di una serie di arazzi commissionata da Re Sole (Luigi XIV) per il Gran Delfino nel 1709, per il castello di Meudon, realizzata su disegno di Claude Audran il Giovane, forse coadiuvato da Antoine Watteau e Alexandre – François Desportes. In realtà il Gran Delfino morì poco dopo, nel 1711, ed insieme a lui il figlio Luigi, Duca di Borgogna (nipote di Luigi XIV), dunque alla morte di Luigi XIV (avvenuta nel 1715), l’erede divenne il bisnipote Luigi, Duca d’Angiò (nato nel 1710), che diverrà re col nome di Luigi XV e rimarrà sul trono fino al 1774.

L’editio princeps e la serie Moshe Tabibnia
Nell’editio princeps, precedentemente menzionata, voluta da Re Sole, la sequenza dei 12 mesi era suddivisa su tre panelli, comprendenti rispettivamente tre, sei, e tre mesi, a racchiudere l’alcova reale, nella stanza da letto del Gran Delfino. L’ultimo pannello, con i mesi di ottobre, novembre e dicembre risulta scomparso già nel 1830 (cfr. Histoire et Description des Tapisseries du Garde – Meuble, p. 115).
Negli anni successivi, dagli ateliers dei Gobelins uscirono diverse edizioni di questo ciclo, nessuno di questi accuratamente documentato, in quanto non destinato alla Corona, ma a privati.
In queste riedizioni le “bande” dei mesi vennero separate, ciascuna serie comprendeva dunque 12 pannelli, ed i disegni subirono leggere modifiche, le stesse che si riscontrano su un ciclo di incisioni di Jean Audran (fratello del Claude Audran vedi sopra), risalenti al 1726, probabilmente copiato dai cartoni degli arazzi o da “modelletti” preparatori.
Di queste edizioni la serie Tabibnia è una delle quattro che si pensa siano sopravvissute complete (una è in esposizione nella Sala Gialla, presso il Palazzo Doria Pamphilj a Roma, un’altra, ora in una collezione privata, proveniva dal Palazzo del Principe Giovannelli a Venezia, della quarta, nota ai primi del ‘900, si sono al momento perse le tracce). Altri gruppi di arazzi appartenenti ad altre edizioni, incomplete o ulteriormente modificate, sono conservate in collezioni pubbliche e private, tra cui risultano l’Art Institute di Chicago e la Wernher Collection in Ranger’s House in Gran Bretagna.
La serie Tabibnia è fra le più importanti perché comprendente tutti i 12 mesi, è eseguita con estrema raffinatezza e si trova in un eccezionale stato di conservazione.
La trama degli arazzi è in seta, con qualche dettaglio in lana; è verosimile pensare che sia stata eseguita per destinatari importanti e facoltosi, da ricercarsi verosimilmente entro la cerchia della nobiltà che la Corona, nell’età di Luigi XIV, aveva asservito, e che facilmente avrebbe potuto trarre ispirazione, per il proprio arredo, dagli appartamenti reali.

“Divinità, scimmie e segni zodiacali” 
Questo il titolo ideato per far emergere i personaggi che abitano questi 12 esemplari: le divinità a cui sono stati consacrati i mesi; le scimmie, tipiche del Rococò francese, nella sezione grottesca; i segni zodiacali, posizionati in alto a fornire una guida astrologica e astronomica.
Dà il titolo all’esposizione questa particolare “imagerie” degli arazzi, nei quali i “mesi” sono rappresentati con immagini allegoriche, che rinviano ad una tradizione secolare, radicata nell’antichità classica e nel Rinascimento, ma rivisitata secondo il gusto laico e leggero del primo ‘700.
Ogni mese è descritto con una divinità pagana, collocata in un fragile padiglione centrale, che ricorda il repertorio delle “cineserie” Rococò; a sottolinearne il ruolo e gli attributi appartenenti ad ogni divinità olimpica vi è una miriade di dettagli, animali, soprattutto scimmie, che personificano le attività umane connesse alla venerazione di Giunone, Nettuno, Marte, Venere, Minerva, Vulcano, e così via. Nello spirito del primo ‘700, laico e giocoso, la serie volge le spalle alle tematiche eroiche e militaresche degli arazzi del XVIII secolo, e scopre i valori della leggerezza e della grazia: gli stessi di Mozart e Fragonard.

Le iniziative
La mostra occuperà parte del I piano della galleria Moshe Tabibnia, al 3 di via Brera, per tre settimane: dall’8 al 30 novembre.
Durante l’esposizione la galleria ospiterà un ciclo di conferenze con oggetto la manifattura Gobelins e il ciclo dei 12 mesi. Fra i relatori siamo già in grado di menzionare autorità nel campo degli arazzi, quali il Professor Nello Forti Grazzini di Milano, ed il Professor Pascal – François Bertrand dell’Università di Bordeaux, che hanno già accettato di partecipare all’iniziativa.
In occasione della mostra, uscirà una pubblicazione , edita per i tipi della Moshe Tabibnia e curata dal gruppo di ricerca della galleria con interventi dei relatori delle conferenze, e una descrizione dettagliata di tutti i 12 arazzi del ciclo esposto.
Sono previsti anche intermezzi musicali, ad apertura o chiusura della mostra, con musiche del ‘700 francese, al fine di ricercare e ricreare l’atmosfera più congeniale alla visione e all’apprezzamento degli arazzi esposti.
L’ingresso all’esposizione sarà gratuito, come altresì alle conferenze e agli intermezzi musicali, previa conferma, che, per ovvi motivi organizzativi sarà necessaria per arrecare meno disagio possibile ai visitatori.

La galleria
La mostra “Divinità, scimmie e segni zodiacali” del prossimo autunno sottolinea ancora una volta:
Il contesto di una galleria – museo
la ricchezza della collezione della galleria Moshe Tabibnia, che può disporre di esemplari significativi di qualsiasi tipologia, epoca e provenienza;
il fermento intellettuale, che anima la galleria ed il gruppo di ricerca, voluto da Moshe Tabibnia;
il rigore accademico con cui il centro di ricerca opera;
l’attenzione ad eventi e manifestazioni nazionali ed internazionali, affinché nella pianificazione di mostre ed eventi si possa lavorare in sinergia con altre istituzioni, così da amplificare i risultati e le iniziative delle singole istituzioni che operano e progrediscono nell’ambito del tessile antico
Questa, dunque, l’impostazione che con lungimiranza e generosità Moshe Tabibnia ha voluto conferire alla galleria, rinnovata nel 2006, ed ampliata così da disporre di nuove sale espositive, di una moderna biblioteca altamente specializzata, che annovera già più di 4000 volumi, una fototeca con più di 20.000 immagini, uffici specializzati dediti alla ricerca.

Arte contemporanea a Villa Pisani

Filed under:Collettiva,Veneto — scritto da claudia il 19 settembre 2007

Arte Contemporanea a Villa Pisani
  coordinatore del progetto: Luca Massimo Barbero
Mostra: Nelio Sonego  Michel Verjux
   a cura di: Francesca Pola

Inaugurazione: sabato 29 settembre 2007  ore 18
Periodo espositivo: 29 settembre – 4 novembre 2007
  organizzazione: Associazione Culturale Villa Pisani Contemporary Art
Sede: Villa Pisani Bonetti
         Via Risaie 1  36045 Bagnolo di Lonigo (Vicenza)
         Tel. 0444 831104  Fax 0444 835517
         villapisani.mostre@alice.it  www.villapisani.net
Orari: da lunedì a venerdì 15-18 o su appuntamento

Villa Pisani a Bagnolo di Lonigo, progettata da Andrea Palladio a partire dal 1541 e realizzata tra il 1544 e il 1545, avvia con questa mostra la realizzazione di una serie di progetti artistici specificamente concepiti per i suoi spazi da artisti contemporanei, attraverso i quali intende arricchire la propria identità di monumento di eccezionale valore storico-artistico anche di una relazione positiva e propositiva con il presente della creatività.
Nelio Sonego e Michel Verjux sono stati invitati a realizzare una serie di interventi, in mutuo dialogo tra loro, in una relazione diretta e attiva con gli spazi architettonici e la memoria storica dello splendido edificio palladiano. Le opere che Sonego e Verjux hanno ideato per questa occasione, segnano infatti una modalità fortemente innovativa di mettere in relazione presente, passato e futuro della creazione artistica, in una prospettiva che non è né retoricamente celebrativa né freddamente citazionistica, ma intende ripercorrere, attraverso nuove immagini di senso, caratteri e significati propri di questo luogo.
La parte centrale della mostra è costituita dal grande salone principale, per il quale i due artisti hanno ideato due serie interventi tra loro incrociati. Per una delle controfacciate, Nelio Sonego ha realizzato una grande opera appartente al ciclo "Orizzontaleverticale", una tela lunga cinque metri, nella quale rettangoli sovrapposti e interferenti di diversi colori dialogano intenzionalmente, nella loro espansione spaziale, al contempo con le vedute della corte esterna e con gli affreschi rinascimentali del soffitto. Sulle due pareti laterali, Michel Verjux si è invece messo in relazione con la morfologia architettonica stessa della struttura, realizzando due proiezioni circolari il cui diametro e la cui collocazione coincidono con quelli della volta a botte che costituisce la copertura della sala.
Altri due "éclairages" di Verjux sono poi realizzati all’esterno, ai due angoli diagonalmente opposti dei corpi laterali della villa, che vengono illuminati da due semicerchi luminosi che ne sottolineano la relazione aperta con la natura all’esterno: il rapporto storico con il fiume che lambiva un tempo il contesto ambientale in cui è collocato l’edificio e con il viale di platani, piantati per virtuale sostituzione del portico dorico progettato originariamente da Palladio. In questa stessa prospettiva di stretto legame con la dimensione naturale è concepito anche l’altro intervento di Sonego, nei locali dei due spazi sottostanti il corpo principale dell’edificio, aperte sulla corte interna: l’artista ha qui dipinto una serie di opere collocate al suolo, con rettangoli che riducono la gamma cromatica all’alternanza di bianchi e neri, a sottolineare la dimensione imprescindibile di uno scambio continuo tra interno ed esterno della villa, il suo costituirsi come luogo nel quale struttura e natura non sono che due aspetti della medesima realtà.
Coordinatore del progetto "Arte Contemporanea a Villa Pisani" è Luca Massimo Barbero, che con questa prima occasione intende avviare una serie di interventi specifici per questo particolare spazio e un piano di commissioni che faranno di questo tesoro architettonico palladiano un luogo centrale nel contesto del dibattito e della progettazione in merito a una nuova modalità di committenza sul territorio.
In occasione della mostra, sarà pubblicato un catalogo bilingue, con testi di Luca Massimo Barbero, Francesca Pola, Nelio Sonego e Michel Verjux, una serie di immagini che documentano la mostra e un apparato bio-bibliografico.

Stefan Hoenerloh – Galleria Rubin

Filed under:Lombardia,Pittura — scritto da claudia il 12 settembre 2007

Stefan Hoenerloh, Rue Abigail et Brittany Hensel, 2006, olio su tela, 171 x 126 cmStefan Hoenerloh
22 settembre – 22 ottobre 2007

Inaugurazione venerdì 21 settembre 2007 ore 19.00
Galleria Rubin è lieta di annunciare la nuova personale del pittore tedesco Stefan Hoenerloh.

Stefan Hoenerloh dipinge città immaginarie che non hanno riscontri nel reale e lo fa con grande abilità tecnica, descrivendo ogni minimo dettaglio con una perizia degna degli antichi maestri.
L’artista tedesco ci offre vedute di panorami cittadini, con inquadrature limitate a pochi edifici monumentali accostati uno all’altro, a sviluppo verticale. Le opere dell’artista conducono l’osservatore attraverso vicoli e strade nascoste introducendolo in uno spazio scenico fittizio, dai caratteri neutri e indecifrabili per questo avvolti da un’aura di mistero. Il colore è steso in modo che la superficie della tela resti liscia, così che il pigmento pittorico non prenda corpo e non sottragga attenzione alla scena dipinta.
Hoenerloh ritrae città immaginarie che nascono da reminiscenze architettoniche che mescolano la maestosità delle rovine romane con gli antichi e austeri palazzi di una Germania sospesa nel tempo. I suoi panorami urbani sembrano rimandare ad una civiltà europea e occidentale, che in questo inizio secolo si vede minacciata a divenire sempre di più la periferica provincia di un impero che ha spostato il suo baricentro geopolitico.

Nasce a Karlsruhe nel 1960, tra 1980 e il 1986 studia Filosofia e Storia dell’Arte presso la Libera Accademia di Berlino. Vive e lavora a Berlino

Esposizioni personali (selezione):
2007  Galleria Rubin, Milano
2006  Galleria Jean-Luc & Takako Richard, Parigi
2005  The Blue Gallery, Londra
2005  Hof&Huyser, Amsterdam
2004  Galleria Rubin, Milano
2003  Kunstverein Emsdetten, Emsdetten
2002  Galleria Voss, Düsseldorf,
2002  Galleria Städtische, Viersen
2000  Galleria Voss, Düsseldorf
1999  Kunstverein, Tauberbischofsheim,
1999  Arnot Art Museum, New York
1997  Salon D`Art Contemporain de Bagneux, Parigi
1997  Galleria Neumann, Monaco
1997  Johnson und Johnson Fine Art, Berlino
1997  Galleria Raab, Berlino
1996  Kunstverein Friedrichstadt, Berlino
1996  Galerie im Turm, Berlino
1994  Galerie Zellweger, Basilea
1994  Galerie OZ, Parigi
1993  Realismus Trienale, Martin Gropius Bau, Berlino

Partecipazione a Fiere Internazionali (1993 – 2007)         
Art Cologne, Colonia;  Arte Fiera, Bologna; MiArt, Milano; Tefaf, Maastricht; Arco, Madrid; Art Brussels, Bruxelles; Art Frankfurt, Frankfurt; Art Forum Berlin, Berlino; Art International New York, New York;  Art Stockholm, Stoccolma; Gramercy, New York; Art Jonction, Cannes;  Toronto International Art Fair, Toronto; Kunstkabinett, Francoforte; Art Bodensee, Marburgo; Art Rotterdam, Rotterdam; Art Karlsruhe,  Karlsruhe

Galleria Rubin    Via Bonvesin de La Riva , 5  20129 Milano, tel. +39 02 36561080  fax. +39 02 36561075    inforubin@galleriarubin.com

Abituarsi all’idea

Filed under:Lombardia,Pittura — scritto da claudia il 5 settembre 2007
Spazio espositivo:     Oratorio dei Disciplini, Clusone, (BG)
Titolo:         Abituarsi all’idea / variazioni sul tema della Danza Macabra
Vernissage:        Sabato 15 settembre 2007, alle ore 16.30
Data di chiusura:    7 ottobre 2007

Gli antichi spazi dell’Oratorio dei Disciplini di Clusone (BG), sono noti soprattutto per il celebre affresco che decora la facciata del convento, risalente al 1485 e che raffigura uno dei primi casi di Danza Macabra rinvenuti in Italia. Recenti interventi di restauro hanno consegnato ai visitatori del complesso un nuovo spazio destinato a periodiche esposizioni d’arte. In questo contesto si colloca il progetto intitolato  “ABITUARSI ALL’IDEA”.
Su invito dello storico d’arte Mauro Zanchi, l’artista Paolo Dolzan presenterà un corpo di opere concepite per l’occasione,  (dipinti, grafiche e sculture), nel tentativo di aggiornare l’iconografia e le tematiche di critica sociale legate al complesso tema della Danza Macabra. Durante il processo di elaborazione dell’iniziativa avviato da             più di un anno, si è creduto efficace estendere la proposta  ad altri artisti impegnati su diversi fronti di sperimentazione: Fulvio de Pellegrin, con il ciclo “Homines” (immagini tratte dalle Catacombe dei Cappuccini di Palermo), Heidi Lichtenberger (con le sue installazioni e video-proiezioni), il poeta sonoro Massimo Arrigoni                assieme  ai danzatori Maria Cristina Zanon e Yelly Thioune, (con una performance ispirata al capolavoro cinematografico Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman).

Orari di apertura:   
Tutti i giorni dalle 15.30 alle 19.00 – Mercoledì chiuso – INGRESSO LIBERO

Catalogo:       
Edizioni Publistampa (Pergine Valsugana), a cura di Mauro Zanchi,             112 pag., costo euro 30,00.

Curatore:        
Mauro Zanchi

Artista:       
Paolo Dolzan

Contributi artistici:   
Fulvio de Pellegrin, Heidi Lichtenberger, Massimo Arrigoni,                     Mariacristina Zanon, Yelly Thioune.

Os Gemeos – Assum Preto. Milano

Filed under:Lombardia — scritto da claudia il 4 settembre 2007

Galleria Patricia Armocida
Milano
Inaugurazione del nuovo spazio espositivo

OS GEMEOS
Assum Preto

3 settembre – 3 novembre 2007

inaugurazione lunedì 3 settembre 2007 ore 18.00

Il 3 settembre apre a Milano, in Via Bazzini n° 17, in zona Piola a Milano, la Galleria Patricia Armocida, che prende il nome dalla sua giovane ideatrice. Il nuovo spazio espositivo, dedicato all’arte contemporanea, inaugura la sua attività con la personale degli artisti brasiliani Os Gemeos, per la prima volta esposti in una galleria in Italia.

Nata dall’esigenza di creare un luogo specifico che rappresenti il fermento del panorama underground indipendente, la galleria intende promuovere i protagonisti di questa scena artistica, italiani e internazionali, appartenenti alle nuove generazioni. Lo spazio si propone infatti come punto di riferimento per quegli artisti che, operando anche al di fuori dei convenzionali circuiti dell’arte, negli ultimi anni hanno influenzato profondamente la cultura visiva contemporanea, stabilendo un dialogo continuo con la città e il ritmo della metropoli.

Per il primo appuntamento, dal 3 settembre al 3 novembre 2007, Patricia Armocida ha invitato Otavio e Gustavo Pandolfo (1974, San Paolo del Brasile), due gemelli identici: da qui deriva il loro nome d’arte Os Gemeos, che in portoghese significa proprio “i gemelli”. Oltre a dipingere muri di grandi dimensioni nelle città, all’interno delle gallerie e dei musei, Os Gemeos realizzano tele, sculture, pitture-oggetto e installazioni site-specific meccaniche e interattive.

In questa mostra, dal titolo Assum Preto, Os Gemeos presenteranno alcune opere inedite: sei tele di grandi dimensioni e una installazione, oltre ad alcuni lavori che realizzeranno direttamente in galleria.

Amore per il disegno, attenzione per il dettaglio, assoluta padronanza del colore, sono alcuni degli elementi che contraddistinguono il lavoro di questi artisti, profondamente influenzati dalla cultura popolare brasiliana, dal contesto urbano e dal loro personalissimo immaginario. Inconfondibili i loro personaggi dai volti gialli, dove il tratto sottilissimo dello spray permette di creare un linearismo di grande raffinatezza e precisione, sostenuto da un notevole gusto decorativo. I soggetti, insieme fantastici e reali, sembrano usciti talvolta dalla realtà delle strade brasiliane, talvolta da un mondo onirico.

Partendo dalla cultura delle strade di San Paolo, le opere di Os Gemeos hanno ottenuto negli ultimi anni importanti riconoscimenti internazionali, e sono state esposte in prestigiose manifestazioni culturali come la Biennale di San Paolo nel 2001 e la Biennale dell’Havana a Cuba nel 2005. Tra le altre mostre collettive ricordiamo: Area 2010, Sydney, Australia, 2002; Chromopolis, paneli in Athens Olympic Games, Atene, Grecia, 2002; Break, New Image Gallery, Los Angeles, USA, 2003; Urbis Museum, Manchester, UK, 2004; Luggage Gallery, San Francisco, California, USA, 2004; Beatiful Losers: Contemporary Art and Street Culture, Contemporary Arts Center in Cincinnati, USA, 2004; The Smell of the Rain, Deitch Project Art Basel, Miami Beach, USA, 2005. Tra le ultime mostre personali: Cavaleiro Marginal, Deitch Project Gallery, New York, USA, 2005; Creative Time Project, Coney Island, New York, USA 2005; O peixe que comia estrelas cadentes, Galeria Fortes Vilaca, San Paulo, Brasile, 2006; Kelburn Castle Mural in Scozia nel 2007, Desenhos, Galeria Fortes Vilaca, San Paulo, Brasile, 2007.

Coordinate della mostra:
Artista: Os Gemeos
Titolo: Assum Preto
Date: 3 settembre – 3 novembre 2007
Inaugurazione 3 settembre ore 18.00
Presso: Galleria Patricia Armocida, via Bazzini n°17 Milano
Orari: dal martedì al sabato dalle h. 11.30-13.00/ 15.30-19.00
Ingresso: libero
Info: +39 02 36519304 / +39 3397291034
galleriapatriciaarmocida@gmail.com



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