White & Black

Filed under:Collettiva — scritto da Mostre in Italia il 16 marzo 2015

White & Blackwhite & black collection of contemporary art

Online dal 21 Marzo al 30 Aprile 2015

Galleria in 3D http://primopianogallery.com/?page_id=10693

Dopo l’omaggio al colore rosso e al blu zaffiro è la volta del bianco & nero che apre la III edizione di Project Room, la piattaforma virtuale e in 3D della mostra curata da Dores Sacquegna. Le PROJECT ROOM, infatti, sono un ciclo di mostre in real-time in 3D, nate per rendere omaggio all’arte contemporanea in tutte le sue forme e che ripercorrono – attraverso le cromie – la storia dell’arte dagli anni’ 80 ad oggi.

PROJECT ROOM è il primo esperimento totalmente virtuale promosso e allestito da Primo Piano LivinGallery: una mostra e un progetto di didattica multidisciplinare e trasversale sull’arte contemporanea, adatto a tutte le fasce di età e rivolto sia ad artisti e collezionisti che ad appassionati del settore, insegnanti, studenti etc, per stimolare la fruizione dell’opera d’arte nello spazio espositivo, per capire l’importanza dell’allestimento, la qualità degli spazi, i materiali didattici, le opere in mostra, tutti elementi peculiari dell’attività di una galleria d’arte.

Attraverso la fruizione delle opere degli artisti in mostra – che di volta in volta si susseguono tra una cromia e l’altra – passato, presente e futuro perdono le loro coordinate temporali lasciando il posto alla visione tridimensionale e all’immersione totale in ambienti creati al computer con speciali software , celebrando cosi’ l’incontro tra l’alchimia del colore, la materia, la struttura, il concept, l’arte e i nuovi media.

Non a caso lo scenario dell’arte contemporanea attuale si sta sempre più allargando verso frontiere e tecnologie avanzate che necessitano di spazi nuovi e che ridefiniscono il concetto di fisicità dello spazio espositivo creando un dialogo sempre più stretto tra arte, scienza e tecnologia.

In questo contesto la fruizione dell’opera d’arte nelle sue capacità dialogiche e di interazione con l’ambiente e con l’osservatore cambia, creando una nuova estetica della comunicazione e dell’osservazione. lo stesso osservatore in funzione del suo movimento all’interno di un progetto multimediale diviene parte attiva e in certi casi anche costitutiva dell’esistenza dell’opera stessa. Il modello di fruizione è orientato al coinvolgimento polisensoriale dell’osservatore, accompagnato nel viaggio virtuale attraverso guide, cataloghi e altri strumenti di ordine didattico. In questo modo l’arte contemporanea diviene un’opera aperta e fribile da ogni parte del globo, potenziando così la visibilità delle opere degli artisti in mostra.

Collezionisti e appassionati del settore potranno conoscere le tendenze del mercato tra artisti già riconosciuti e nuovi talenti.

Un progetto inedito e allestito esclusivamente online che trasforma la Primo Piano LivinGallery, da galleria fisica a galleria virtuale, continuando la sua mission divulgativa e collaborativa con artisti ed enti nazionali e internazionali sia in spazi fisici che virtuali in Italia e all’estero. Nei due siti web di http://primopianogallery.com/ e http://primopianoatelier.com/ PPLG propone una visione globale dell’attività svolta dal 2004 ad oggi.

ARTISTI IN MOSTRA: Giovanni ALFONSETTI (Mesagne/BR), Massimo ATTARDI (Roma), Loredana CAMPA (Galatina/LE), D&S (Italy), Angioletta DE NITTO (Mesagne/BR), Cor FAFIANI (Olanda), Gerard FRANCES (Francia), Nicole GAULIER (Francia), Maria Franca GRISOLIA (Rep.Domeinicana), Piers HERNRIOT (Francia), Luca MERENDI (Milano), Patrick MITCH (Usa), Maria Luisa IMPERIALI (Milano), Ni JINGCHEN (Cina), JUANCA Juliette Casanova (Francia), GiovannI LAMORGESE (Bari), Gunilla OLDENBURG (Svezia), Andria SANTARELLI (Francia).

La mostra è accompagnata dal catalogo in pdf presto disponibile su http://primopianoatelier.com/

Grande inaugurazione il 3 marzo alla galleria Sabrina Falzone

Filed under:Collettiva,Lombardia — scritto da Mostre in Italia il 2 marzo 2015

monica bertoliAlla galleria Sabrina Falzone di Milano il mese di marzo si anticipa intenso e ricco di eventi. La programmazione ufficiale dell’ente organizzatore prevede, infatti, una grande inaugurazione espositiva che si terrà martedì 3 marzo alle ore 18 con la partecipazione di rinomati artisti contemporanei, invitati dalla curatrice artistica Sabrina Falzone per la loro eccellente qualità pittorica.

I percorsi espositivi in programma sono i seguenti: “Universo femminile”, “Visioni urbane”, “Frammenti di luce” e “Geometrie dell’universo”.

Nella Saletta Guttuso saranno presentati i dipinti su cartone, appartenenti alla recente produzione artistica di Bruno Carati, che s’ispirano ad una frammentazione dell’unità visiva grazie ad una innata padronanza creativa. La mostra personale “Frammenti di luce” evidenzia significativamente la dominante luministica nelle ricerche pittoriche del maestro milanese, enfatizzata dal preliminare frazionamento della superficie dipinta e successivamente ricomposta in modo da ottenere la massima espressione della luce.

Nello spazio Mirò si potranno ammirare le opere selezionate per il progetto “Geometrie dell’universo”, accomunate da un efficace linguaggio cosmico e spirituale. In evidenza, si segnalano le tele realizzate da Roberto Re (proveniente dalla provincia parmense di Casaltone), caratterizzate da una profondità etica e mentale che si dipana grazie ad un’accorata espressività interiore; inoltre, saranno visionabili i lavori eseguiti da Osvaldo Mariscotti residente a New York, dotati di grande temperamento e carisma.

Nel lussuoso Salone Bernini si svolgerà una bi personale che vedrà confrontarsi due promesse della pittura contemporanea dagli stili ben distinti: Emanuele Biagioni e Monica Bertoli.

Il nucleo di opere proposte da Biagioni, dedicato alle “Visioni urbane”, indaga lo spazio della città immersa nella sua quotidianità contrassegnata da ritmi frenetici, dal caos metropolitano e dal traffico urbano. L’artista toscano, originario della provincia di Lucca (Barga), riesce a cogliere le atmosfere della città in virtù non soltanto di un acuto spirito di osservazione ma anche in virtù di un’interiorizzazione pittorica del contesto circostante. Tale processo di interiorizzazione si evince prevalentemente dall’emozione della luce e dalle eleganti sfumature tonali.

La raffinatezza prosegue nei raggianti volti femminili raffigurati da Monica Bertoli, pittrice autodidatta di origine veneziana attualmente residente a Marcon. Esposti in concomitanza con la Giornata internazionale della donna, i suoi quadri intendono rappresentare l’“Universo femminile” sotto una nuova luce moderna tra grazia, sensualità e bellezza. Attraverso la sua pittura figurativa quantomai dinamica Bertoli ci insegna che emancipazione ed eleganza possono viaggiare sullo stesso binario dell’odierna società.

Esposizione Internazionale d’Arte Contemporanea
Dal 3 al 30 marzo 2015
Vernissage Martedì 3 Marzo dalle ore 18 alle 20

Programma:

Saletta Guttuso, “Frammenti di luce” Personale di Bruno Carati

Spazio Mirò, “Geometrie dell’universo” con Roberto Re, Osvaldo Mariscotti e Bruno Carati

Salone Bernini, “Universo femminile” Bipersonale di Monica Bertoli e “Visioni urbane” di Emanuele Biagioni

Artisti: Monica Bertoli, Emanuele Biagioni, Bruno Carati, Osvaldo Mariscotti, Roberto Re

Via Giorgio Pallavicino 29
20145 Milano – Italy
Orari di apertura: mart-ven h.16-19; sabato h.10-12
Chiuso lunedì e festivi
Ingresso gratuito
www.galleriasabrinafalzone.com

Emotions

Filed under:Collettiva,Lazio — scritto da Mostre in Italia il 19 febbraio 2015

4. Ermanno BARTOLIDal 21 al 28 febbraio a Palazzo Margutta esplodono “Emotions”

La collettiva, che punta ad attirare l’attenzione dello spettatore sull’arte come momento di condivisione delle emozioni, a prescindere da tematiche e stili, vuole essere un omaggio a sei artisti contemporanei

 

Roma, 21 febbraio 2015 – Un prezioso confronto artistico costruito attraverso un’attenta selezione di tecniche, percorsi e linguaggi, differenti fra di loro eppur ugualmente capaci di suscitare emozioni intense che diventano un momento di condivisione fra autori e pubblico. E’ questo, in sintesi, il punto di partenza e il risultato della collettiva “Emotions”, organizzata dalla Galleria “Il Mondo dell’Arte” e in programma nella storica sede di Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) da sabato 21 a sabato 28 febbraio, con orario 10.00-13.00 e 16.00-20.00 (ingresso gratuito, domenica 22 aperto).

 

L’esposizione, che è uno degli appuntamenti più attesi nel calendario della nota galleria romana, punta a far sì che lo spettatore, entrando in contatto con artisti caratterizzati da percorsi formativi, patrimoni conoscitivi e produzioni diversi, possa migliorare la propria capacità critica, riuscendo così a distaccarsi dai condizionamenti imposti dalle mode e dalle omologazioni volute dal mercato per lasciarsi andare alla ricerca del senso più profondo dell’opera d’arte e farsi travolgere dalle emozioni che la stessa genera.

 

Così, una accanto all’altra e perfettamente amalgamate tra di loro, trovano il proprio spazio tele di enorme impatto visivo, caratterizzate da un linguaggio forte e indirizzate verso la ricerca e la valorizzazione di ogni singolo potenziale espressivo e comunicativo di chi decide di mettere in gioco la propria identità artistica. Tutti questi lavori sono il segno incisivo e fiero del mondo interiore che anima e ispira i pittori in mostra, un intreccio estremamente variegato di fili differenti tra di loro ma assolutamente capaci di spingere lo spettatore in un interminabile viaggio all’interno dell’animo umano.

Diversi tra loro i generi in esposizione: si passa dal figurativo, anche di ispirazione metafisica, all’astrattismo geometrico, dal surrealismo all’action painting.Tante anche le tecniche utilizzate: da quelle tradizionali dell’olio e dell’acrilico a quelle miste, dagli smalti all’acquerello, dalla matita alle chine, dalla tempera all’uovo, invenzione tutta italiana ideata del ‘400 con la quale si sono espressi i più grandi pittori, al dripping, una tecnica veloce che in passato è stata usata anche da artisti del calibro di Pollock.

 

Sei i pittori, di provenienza, non soltanto culturale, assolutamente diversa: Ermanno Bartoli, Pina Buonocore, Rita Delle Noci, Maria Sole Sollazzi, Sabatino Tarquini ed Elio Tosti.

A selezionarli il Maestro Elvino Echeoni, direttore artistico di Palazzo Margutta e Presidente dell’Associazione Margutta Arte, e il gallerista Remo Panacchia, entrambi soci fondatori de “Il Mondo dell’Arte”, che, da sempre, propone in questo prestigioso luogo espositivo artisti professionisti e pittori che hanno portato l’arte italiana nel mondo.

 

“In quest’esposizione – ha detto il Maestro Elvino Echeoni – abbiamo messo insieme autori che presentano tecniche originali e affrontano temi diversi, accentuandone le differenze stilistiche e tematiche. Così facendo siamo riusciti, a mio avviso, a presentare visioni differenti della realtà da cui prendono forma lavori eterogenei ma ugualmente coinvolgenti, capaci di far vibrare l’animo di chi li osserva”.

 

L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 21 febbraio 2015 dalle 18.00 alle 21.30.

 

Ermanno Bartoli: romano di nascita, dopo la maturità classica si laurea in matematica. Ancora giovanissimo, si interessa all’arte contemporanea, con particolare attenzione alla metafisica, all’astrattismo e al surreale. Dopo aver insegnato nei licei prima e nelle università di stato poi, tra la fine del secolo scorso e il primo decennio del presente, riprende a dipingere, producendo una consistente mole di opere negli ambiti a lui congeniali del figurativo di ispirazione metafisica, del surreale e dell’astrattismo geometrico. E’ capace di interpretare l’astrattismo in forma prevalentemente geometrica e di esprimere il surrealismo in forma di pura fantasia con riferimento a elementi spaziali utilizzando le tecniche tradizionali dell’olio, dell’acrilico e quelle miste.

 

Pina Buonocore: romana, classe 1953, amante dell’arte a tutto tondo, ha fatto da sempre della pittura, alla quale si è avvicinata da autodidatta nel ’68, parte integrante di sé, dei suoi interessi e del suo tempo. Costretta a rinunciare alla scuola artistica, la Buonocore ha saputo sperimentare ogni forma pittorica: dall’acquerello all’olio, dalla matita alle chine, dagli acrilici alle tempere fino all’attuale tempera all’uovo, tecnica utilizzata per riuscire a realizzare lavori eseguiti proprio come nel ‘400 e nel ‘500. Diverse le esposizioni, personali e collettive, alle quali ha preso parte e che le hanno consentito di ricevere apprezzamenti positivi da pubblico e critica. Da qualche anno risiede in Abruzzo.

 

Rita Delle Noci: nasce a Melfi (PZ), ma vive e lavora a Formia. Ha partecipato a diverse esposizioni di pittura e grafica in Italia e all’estero e lavorato come illustratrice di libri presso case editrici italiane, inglesi e spagnole e per riviste di cultura. Ha insegnato grafica pubblicitaria e diretto un Centro di Programmazione culturale della Regione Puglia. Figlia della lezione novecentesca, realizza opere di enorme forza lirica. Osservare le sue composizioni significa innanzitutto porsi di fronte al lavoro di un’artista che ha piena coscienza di sé, plasmata attraverso una rigorosa ricerca che dura da quasi cinquanta anni e che non lascia il minimo margine di dubbio sulla profonda riflessione poetica che accompagna il suo percorso. Sue opere sono presenti presso enti, strutture pubbliche e religiose. La sua tecnica grafica – realizzata a china su cartoncino, con inserti di colore a tempera o acquarello, e creata alla fine degli anni ’60 – si basa su una ‘trama’ di linee in cui si svolge una decorazione modulare che si plasma sul soggetto prescelto.

 

Maria Sole Sollazzi: nasce a Roma, dove tuttora vive e lavora. Laureata in sociologia, si nutre di pittura sin dalla più tenera età. E’ “figlia d’Arte” e diversi componenti della sua famiglia sono pittori affermati. Capace di raccontare sulla tela il mondo attraverso l’universo dei colori, opera utilizzando pennellate forti che entrano nella mente dell’osservatore. Molti i riconoscimenti a lei assegnati. Tra questi: il premio “Arte in Divisa” (2011), il “Premio Europa” (1999) e il primo premio Campidoglio d’Oro (1987). Tantissime anche le esposizioni, personali e collettive, alle quali l’artista, nel tempo, ha preso parte, sia nella Capitale che in Italia. Di lei Mara Ferloni, giornalista e critico d’arte, scrive: “Sono molto eloquenti i suoi paesaggi che, immersi nel silenzio, creano nell’osservatore un particolare stato d’animo che inevitabilmente porta a pensare alle città di oggi, a fare certi confronti e a subire il fascino della dolce, silente armonia che emana dalle sue tele dense di note nostalgiche di poesia in colore”.

 

Sabatino Tarquini: nato a Prata D’Ansidonia nel 1889 e morto a Roma nel 1981, inizia a frequentare a 12 anni, a L’Aquila, la Scuola d’Arte e Mestieri, diretta da Teofilo Patini. Fu proprio quest’ultimo, stimandolo per le sue qualità, che lo aiutò a entrare in uno dei più noti e prestigiosi istituti d’arte della Capitale, la Scuola preparatoria alle arti ornamentali. Poco interessato agli studi tradizionali, Tarquini amava applicarsi nel disegno, nel lavoro d’intaglio, nella decorazione sul legno. Dopo una breve esperienza parigina, che influì profondamente nella maturazione della sua personalità artistica, rientrò a Roma, dove si trasferì definitivamente nel dicembre del 1930, richiamato dalla possibilità di esercitare la professione di decoratore. Oltre 250 le opere pittoriche realizzate, ma anche sculture in bronzo e marmo, lavori di intaglio e di ornato a stucco, bozzetti, studi preparatori e diversi monumenti ai caduti che gli furono affidati da vari comuni subito dopo il conflitto mondiale. Scultore, pittore di qualità e notevole intagliatore, affascinato dai grandi temi della classicità, dall’arte ellenica e da quella rinascimentale, coltivò molteplici interessi e seppe nutrirsi delle espressioni migliori della cultura nazionale e internazionale del suo tempo.

 

Elio Tosti: romano, classe 1962, dopo gli studi classici, si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti (1988). Presente in diverse mostre collettive, partecipa, nel 1993, alla Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea di Calcata, curata da Paolo Portoghesi. Intanto organizza personali presso il Teatro La Scaletta di Roma, l’associazione culturale Metafora verde, nei locali dell’Azzurro Scipioni di Silvano Agosti. Segue un periodo di pura ricerca, nel quale Tosti preferisce dedicarsi esclusivamente all’individuazione di un percorso artistico sempre più personale. La pittura ad olio è la tecnica che predilige, all’inizio, per esplorare i confini del figurativo, declinandolo via via in forme sempre più oniriche. Poi, attraverso l’aggiunta di tecniche miste, tra le quali l’acrilico, gli smalti e l’uso del dripping, abbandona i canoni del formale per individuare luoghi pittorici sempre più difficilmente definibili, paesaggi interiori nei quali la figura diviene puro segno quasi primitivo, e i colori delineano codici mobili quasi a suggerire linguaggi segreti capaci di movimento e ritmo. Di lui hanno detto: “Elio Tosti cerca di trovare l’invisibile che scorre fra quegli stessi atomi, come fossero i corsi d’acqua che separano le case di Amsterdam, o ancora i fiumi di cioccolata che si muovono dentro “La fabbrica di cioccolato” di Tim Burton. Come se la sua più recente pittura fosse una ricerca “liquida” di ciò che l’occhio vede senza avere il coraggio di guardare per davvero”. (Marco Lombardi)

 

Galleria Il Mondo dell’Arte “Palazzo Margutta” (www.ilmondodellarte.com) – Via Margutta, 55 Roma

Mostra collettiva degli artisti: Ermanno Bartoli, Pina Buonocore, Rita Delle Noci, Maria Sole Sollazzi, Sabatino Tarquini ed Elio Tosti.

Vernissage cocktail sabato 21 febbraio 2015, ore 18.00 – 21.30.

La mostra si protrarrà fino al 28 febbraio 2015: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00.

Domenica 22 aperto, lunedì mattina chiuso.

ART in LOVE a Cesena

Filed under:Collettiva,Emilia Romagna — scritto da Mostre in Italia il 4 marzo 2010

ART in LOVE OPERE IN COLLETTIVA

PERIODO: dal 14 febbraio fino al 8 marzo 2010

SEDE ESPOSITIVA: L’IMMAGINE – Cesena Galleria d’Arte Contemporanea
Piazza Aguselli, 42 – Tel e fax. 0547.612981

ORARI: 10 – 13 e 16 – 19.30 Chiuso Lunedì e martedì
aperto ogni domenica

La Mostra:

E’ l’ultima settimana nella quale è possibile vedere l’esposizione “ART in LOVE” opere dedicate all’amore e alla figura femminile nell’arte.
Dal giorno di San Valentino è aperta alla Galleria L’IMMAGINE di Cesena, la collettiva con opere di Grandi Maestri internazionali, contemporanei e giovani, che col loro personale linguaggio hanno interpretato e celebrato tale tema
Eugenio Carmi, Luciano Deliberato, Riccardo Licata, Enrico Baj, Virgilio Guidi, Domenico Grenci, Giorgio Villa, Alma’ Ch, Robert Indiana, uno degli artisti contemporanei americani della Pop Art fra i più famosi al mondo, esposto un grande LOVE in bianco e nero, ed eccezionalmente, alcune opere fotografiche di Man Ray, i cui negativi risalgono al 1930, pieno periodo parigino.

Man Ray, una delle figure più geniali, brillanti, anticonvenzionali ed eclettiche della storia dell’arte del Novecento, passa e indaga lungo tutta la sua vita, fin dall’inizio, il Cubismo, il Dadaismo, il Surrealismo, anticipando, a volte in modo inconsapevole, i Movimenti, con intuizioni tanto lucide quanto occasionali, senza mai perdere di vista l’unico vero obbiettivo del suo essere artista: la libertà di pensiero e la completa indipendenza espressiva.
Le opere esposte sono della serie “femmes”, cui è dedicato un catalogo.
Il grande artista americano muore a Parigi nel 1976.

Direzione: Maria Grazia Melandri

Looking For The Border

Filed under:Collettiva,Lombardia — scritto da claudia il 7 dicembre 2007

Marcel Broodthaers, l'Oeil, 1966ALLA FONDAZIONE STELLINE DI MILANO
DAL 13 DICEMBRE 2007 AL 3 FEBBRAIO 2008
LOOKING FOR THE BORDER
Una linea concettuale dell’arte italiana e belga tra l’iconico e l’ironico

PROGETTO INTERNAZIONALE A CURA DI
Roberto Pinto & Francesca di Nardo
Luk Lambrecht & Koen Leemans

Dal 13 dicembre 2007 al 3 febbraio 2008, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la mostra Looking for the Border, che prende il nome dall’omonimo progetto internazionale che lega due pesi europei da sempre attenti alle dinamiche e agli sviluppi dell’arte contemporanea, quali l’Italia e il Belgio.
L’iniziativa, curata da un pool di quattro critici – due italiani, Roberto Pinto e Francesca di Nardo, e due belgi, Luk Lambrecht e Koen Leemans – col patrocinio del Comune di Milano – Assessorato allo Sport e Tempo Libero,  coinvolge la Fondazione Stelline di Milano e due istituzioni belghe, il De Garage di Mechelen e il Cultuurcentrum di Strombeek, che ospiteranno momenti espositivi in tempi diversi.

Looking for the Border. Una linea concettuale dell’arte italiana e belga tra l’iconico e l’ironico è una mostra di confronto e di approfondimento, che permette di leggere le nuove proposte creative italiane e belghe, attraverso le opere di 8 artisti (Rossella Biscotti, Dafne Boggeri, Michael Fliri, Geert Goiris, Sophie Nys, Matthieu Ronsse, Luca Trevisani, Sarah Vanagt), presentate in rapporto a figure artistiche importanti del passato prossimo di entrambi i Paesi, quali Alighiero Boetti e Marcel Broodthaers, Cesare Pietroiusti e Guillaume Bijl.
Come ricorda Giovanni Terzi, Assessore allo Sport e Tempo Libero del Comune di Milano, il progetto Looking for the Border è “un’occasione per ampliare le nostre relazioni internazionali e favorire lo sviluppo della creatività giovanile italiana sul territorio e all’estero, nella convinzione che ogni singola azione in questo senso possa un domani coniugarsi in possibilità lavorative”.

Questo progetto illustra quella linea della ricerca artistica italiana e belga che ha origine dalle opere di due importanti figure di riferimento, una italiana e una belga — Alighiero Boetti e Marcel Broodthaers — i cui lavori sono di stringente attualità e costituiscono, soprattutto per le giovani generazioni, materiale di studio e di confronto vitale. La loro influenza e visione, infatti, sono ancora fortemente propositive e le loro riflessioni critiche sull’arte e la sua funzione, sul ruolo dell’artista, sui confini di questa disciplina, accompagnate sempre da una lucidità intellettuale e da una dimensione ironica, si sono rivelate col passare del tempo centrali nel dibattito e nella ricerca artistica.
A essi sono affiancati, come figure di riferimento e di collegamento con la produzione più contemporanea, due artisti viventi: Cesare Pietroiusti e Guillaume Bijl, che più di altri nei rispettivi Paesi hanno indagato gli ambiti e i confini di cosa sia o non sia l’arte, e quali siano gli intrecci che si instaurano tra la messa in scena e la sfera del reale. Le installazioni di Bijl sono spesso incentrate sulla costruzione di ambienti distanti dal contesto artistico (come negozi, stanze di ospedale, agenzie di viaggio, ecc.), assolutamente credibili — tanto da creare un forte senso di straniamento nello spettatore — quanto falsi. L’ironia e lo smascheramento della simulazione sono le sue armi. Armi che possiamo ritrovare anche nel lavoro di Cesare Pietroiusti che attraverso performance, installazioni o video, si pone continuamente l’interrogativo di come entrare in comunicazione con il pubblico, in modo da stabilire una relazione che non si limiti a far vedere delle cose o a spiegarle; si genera così un processo che non smette di domandarsi quali siano i meccanismi di costruzione del pensiero e i pregiudizi che ognuno porta con sé.

Come evoluzione successiva del percorso proposto sono stati individuati quattro artisti belgi e quattro artisti italiani, dell’ultima generazione – Rossella Biscotti, Dafne Boggeri, Michael Fliri, Geert Goiris, Sophie Nys, Matthieu Ronsse, Luca Trevisani, Sarah Vanagt – che con la loro opera possano interpretare e indagare i temi sopra evidenziati. Tali artisti, scelti di comune accordo dal team curatoriale, costituiscono un campione rappresentativo e già internazionalmente riconosciuto dell’arte dei due Paesi. Le loro opere permettono di analizzare come si è trasformata e declinata, a volte in modi diversi e contraddittori, questa linea analitica dell’arte italiana e belga, che ha costituito negli anni una caratteristica forte e distintiva di entrambe le culture figurative, ma non sempre è stata analizzata e approfondita sia a livello teorico che espositivo.

Il progetto è accompagnato da un catalogo in inglese/italiano/fiammingo, con testi critici dedicati all’opera di Marcel Broodthaers e Alighiero Boetti, Guillaume Bijl e Cesare Pietroiusti, e pagine su ognuno dei giovani artisti, con interviste appositamente realizzate.
Tra gli eventi collaterali è in progettazione un breve ciclo di incontri e conferenze, sia in Italia e in Belgio, sull’argomento chiave del progetto espositivo: una particolare indagine sugli ambiti e i confini di cosa sia o non sia l’arte, e quali siano gli intrecci che si instaurano tra la messa in scena e sfera del reale.

LOOKING FOR THE BORDER
Una linea concettuale dell’arte italiana e belga tra l’iconico e l’ironico

13 dicembre 2007 – 3 febbraio 2008
Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61)
Orari: martedì – domenica 10 – 20  / Chiuso il lunedì chiuso e 25 dicembre 2007 e 1 gennaio 2008
Ingresso libero
Informazioni al pubblico 02/45462411
fondazione@stelline.it
www.stelline.it 

Arte contemporanea a Villa Pisani

Filed under:Collettiva,Veneto — scritto da claudia il 19 settembre 2007

Arte Contemporanea a Villa Pisani
  coordinatore del progetto: Luca Massimo Barbero
Mostra: Nelio Sonego  Michel Verjux
   a cura di: Francesca Pola

Inaugurazione: sabato 29 settembre 2007  ore 18
Periodo espositivo: 29 settembre – 4 novembre 2007
  organizzazione: Associazione Culturale Villa Pisani Contemporary Art
Sede: Villa Pisani Bonetti
         Via Risaie 1  36045 Bagnolo di Lonigo (Vicenza)
         Tel. 0444 831104  Fax 0444 835517
         villapisani.mostre@alice.it  www.villapisani.net
Orari: da lunedì a venerdì 15-18 o su appuntamento

Villa Pisani a Bagnolo di Lonigo, progettata da Andrea Palladio a partire dal 1541 e realizzata tra il 1544 e il 1545, avvia con questa mostra la realizzazione di una serie di progetti artistici specificamente concepiti per i suoi spazi da artisti contemporanei, attraverso i quali intende arricchire la propria identità di monumento di eccezionale valore storico-artistico anche di una relazione positiva e propositiva con il presente della creatività.
Nelio Sonego e Michel Verjux sono stati invitati a realizzare una serie di interventi, in mutuo dialogo tra loro, in una relazione diretta e attiva con gli spazi architettonici e la memoria storica dello splendido edificio palladiano. Le opere che Sonego e Verjux hanno ideato per questa occasione, segnano infatti una modalità fortemente innovativa di mettere in relazione presente, passato e futuro della creazione artistica, in una prospettiva che non è né retoricamente celebrativa né freddamente citazionistica, ma intende ripercorrere, attraverso nuove immagini di senso, caratteri e significati propri di questo luogo.
La parte centrale della mostra è costituita dal grande salone principale, per il quale i due artisti hanno ideato due serie interventi tra loro incrociati. Per una delle controfacciate, Nelio Sonego ha realizzato una grande opera appartente al ciclo "Orizzontaleverticale", una tela lunga cinque metri, nella quale rettangoli sovrapposti e interferenti di diversi colori dialogano intenzionalmente, nella loro espansione spaziale, al contempo con le vedute della corte esterna e con gli affreschi rinascimentali del soffitto. Sulle due pareti laterali, Michel Verjux si è invece messo in relazione con la morfologia architettonica stessa della struttura, realizzando due proiezioni circolari il cui diametro e la cui collocazione coincidono con quelli della volta a botte che costituisce la copertura della sala.
Altri due "éclairages" di Verjux sono poi realizzati all’esterno, ai due angoli diagonalmente opposti dei corpi laterali della villa, che vengono illuminati da due semicerchi luminosi che ne sottolineano la relazione aperta con la natura all’esterno: il rapporto storico con il fiume che lambiva un tempo il contesto ambientale in cui è collocato l’edificio e con il viale di platani, piantati per virtuale sostituzione del portico dorico progettato originariamente da Palladio. In questa stessa prospettiva di stretto legame con la dimensione naturale è concepito anche l’altro intervento di Sonego, nei locali dei due spazi sottostanti il corpo principale dell’edificio, aperte sulla corte interna: l’artista ha qui dipinto una serie di opere collocate al suolo, con rettangoli che riducono la gamma cromatica all’alternanza di bianchi e neri, a sottolineare la dimensione imprescindibile di uno scambio continuo tra interno ed esterno della villa, il suo costituirsi come luogo nel quale struttura e natura non sono che due aspetti della medesima realtà.
Coordinatore del progetto "Arte Contemporanea a Villa Pisani" è Luca Massimo Barbero, che con questa prima occasione intende avviare una serie di interventi specifici per questo particolare spazio e un piano di commissioni che faranno di questo tesoro architettonico palladiano un luogo centrale nel contesto del dibattito e della progettazione in merito a una nuova modalità di committenza sul territorio.
In occasione della mostra, sarà pubblicato un catalogo bilingue, con testi di Luca Massimo Barbero, Francesca Pola, Nelio Sonego e Michel Verjux, una serie di immagini che documentano la mostra e un apparato bio-bibliografico.

Itinerari d’Arte a Treviso

Filed under:Collettiva,Veneto — scritto da claudia il 14 agosto 2007

In occasione del Secondo Premio Internazionale di Pittura Arte Laguna, concorso organizzato dall’Associazione Culturale MoCA (Modern Contemporary Art) in collaborazione con lo Studio Arte Laguna per promuovere e valorizzare l’Arte contemporanea, la città di Treviso vivrà due mesi interi nel segno dell’Arte: un’occasione imperdibile per poter conoscere e stimare i movimenti artistici che caratterizzano la nostra contemporaneità.

Dal 7 al 28 settembre 2007 sarà allestita presso il Museo di Santa Caterina una Mostra Collettiva delle 40 opere finaliste al Premio finale. Le opere, realizzate in totale libertà tematica e stilistica da artisti provenienti da ogni parte del Mondo, verranno selezionate da un’esperta Giuria di Premiazione, tra cui figurano due importanti critici d’Arte e tre galleriste di riconosciuto valore.

L’evento avrà inizio con la cerimonia d’inaugurazione, che avrà luogo Venerdì 7 settembre 2007 alle ore 18.00 presso il Museo di Santa Caterina di Treviso, sede principale dei Musei Civici trevigiani. Seguiranno la cerimonia di premiazione e la consegna dei diplomi ai finalisti.

All’evento sarà associata un’ulteriore iniziativa, volta ad avvicinare il pubblico al Mondo dell’Arte: per tutto il periodo compreso tra il 7 Settembre e il 31 Ottobre 2007, si potrà passeggiare lungo alcuni suggestivi "Itinerari d’Arte" e ammirare oltre 250 opere "selezionate" esposte presso gli esercizi commerciali del Centro Storico di Treviso, lungo alcuni percorsi articolati che daranno modo agli amanti dell’arte e ai semplici curiosi di apprezzare quadri e dipinti all’interno dei negozi e delle vetrine.

Per gradire maggiormente la visita, gli interessati potranno trovare, in vari punti della Città, il Magazine del Premio, una rivista realizzata al fine di orientare e guidare i lettori nell’esplorazione delle Opere esposte e per conoscere le iniziative e gli eventi sviluppati dell’Associazione Culturale MoCA, nell’intento di promuovere l’Arte e farla conoscere al un pubblico sempre più vasto.

Per conoscere il calendario completo degli eventi organizzati in occasione del Premio Internazionale di Pittura Arte Laguna, è sufficiente visitare il sito ufficiale dell’evento, alla sezione eventi.

Per informazioni:
ufficio stampa – Artelaguna
Tel 041 5937242
Cell 320 5331847
Tel/Fax 041 8627948
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Arte per Mare. Repubblica di San Marino

Filed under:Collettiva — scritto da claudia il 17 luglio 2007

Catarino Veneziano, Madonna col Bambino. Tempera su tavolaARTE PER MARE. DALMAZIA, TITANO E MONTEFELTRO TRA PRIMO CRISTIANESIMO E RINASCIMENTO
Repubblica di San Marino, Museo di San Francesco; Città di San Leo, Museo di Arte Sacra
Dal 22 luglio all’ 11 novembre 2007

Un mare d’arte sulla scia di due scalpellini destinati alla gloria degli altari e a dare, l’uno, il nome ad una celebre Rocca del Montefeltro, l’altro, alla più antica Repubblica del mondo, quella di San Marino.

I dalmati Marino e Leone, i due protagonisti, secondo la tradizione giungono sulla costa romagnola dicostruzione della mura della città romana, per poi scegliere la vita contemplativa e ritirarsi tra il monte Titano e il Montefeltro, dando qui origine ad uno sorta di movimento eremitico che trasformò il territorio boscoso e selvaggio tra Adriatico e Appennino in una piccola Tebaide.

La mostra “Arte per mare. Dalmazia, Titano e Montefeltro tra primo Cristianesimo e Rinascimento” non si limita a ricostruire l’ambiente di questo primo viaggio, datato all’età tardo-antica, ma sviluppa, in modo ampio e con una straordinaria ricchezza di testimonianze artistiche, il continuo passaggio, da una all’altra costa dell’alto e medio Adriatico, di arte e artisti lungo le frequentatissime antiche “autostrade del mare”.

Il periodo storico (e conseguentemente artistico) che la grande esposizione prende in esame è quello tra il primo Cristianesimo, epoca di arrivo di Leone e Marino, e il Rinascimento.

Due le sedi scelte per questa ampia mostra che durerà sino all11 novembre: il Museo di Arte Sacra nella Città di San Leo e il Museo di San Francesco nella Repubblica di San Marino. “Arte per mare” è stata promossa dalla Diocesi di San Marino-Montefletro in collaborazione con la Repubblica di San Marino e la Città di San Leo, ed è coordinata da Giovanni Gentili e Alessandro Marchi.

Nell’antico Palazzo Mediceo di San Leo, sede della prima sezione della rassegna, vengono presentate splendide testimonianze del primo Cristianesimo in Dalmazia e, in parallelo, a Rimini. I reperti dalmati provengono prevalentemente da Salona, la più importante città della Dalmazia romana, sorta a due passi dal celebre palazzo imperiale di Diocleziano, a Spalato. Dalle numerose chiese paleocristiane, basiliche, battisteri e necropoli di quella città giungono plutei, capitelli, frammenti di ciborio e altri elementi architettonici, che in mostra vengo raffrontati con analoghi elementi provenienti dall’antica Ariminum e che parlano un linguaggio comune, diffuso in età altomedievale attraverso il mare. Nodi, intrecci, fogliami, rilievi con animali reali o di invenzione decorano le superfici: un insieme fantastico, a volte “barbaro” nel tratto e nella esecuzione e di grande effetto cromatico. Completa questa sezione un’ampia scelta di oggetti di uso quotidiano e liturgico di grande bellezza, sempre provenienti dalle due sponde del mare. Di eccezionale interesse il reliquiario in argento del quinto secolo ritrovato a Rimini, all’interno di un altare marmoreo.
Chiude questa prima sezione della mostra la monumentale Croce dipinta per il Duomo di San Leo e databile intorno al XII secolo, qui esposta per la prima volta dopo un lungo restauro che ha portato alla luce, sotto ridipinture recenti, uno splendido volto di Cristo Trionfante.
All’esterno della sede espositiva, il percorso della mostra prosegue idealmente lungo le stradine di San Leo sino al Duomo, splendida costruzione romanica riaperta al culto nell’estate del 2006 e la vicina Pieve romanica, sorta su un più antico edificio di culto strettamente relato alla presenza del Santo fondatore.

Verso il mare, in lontananza, appare il monte Titano, terra della Repubblica, dove è ospitata la seconda parte della mostra, nel Museo di San Francesco, nel cuore del centro storico. Pittura e scultura per lo più, insieme a splendide oreficerie e a pagine miniate di rara bellezza, documentano il legame plurisecolare esistente tra le due sponde dell’Adriatico a partire dal secolo XIII fino al Rinascimento, tramite una produzione artistica di notevole livello dovuta all’ingegno e alla mano di maestri spesso attivi su entrambe le coste del mare.
Sono anonimi pittori bizantineggianti – come l’autore della celebre Madonna con il, Bambino della Pinacoteca di Forli; o quello della Madonna col Bambino e i ss. Nicola e Francesco del Museo della Città di Spalato. Ai francescani capillarmente presenti fin dai tempi di Francesco nelle terre bagnate dal mare si deve la committenza di Croci e Madonne e di quei Volti Santi o Imagines Pietatis, tipici dell’area adriatica, destinati a grande fortuna specie nel Trecento e Quattrocento.

Anche i commerci veneziani trascinano arte e artisti dall’una all’altra sponda del mare. Ne dà testimonianza anzitutto Paolo Veneziano insieme ai suoi discepoli, diretti o indiretti, le cui opere si ritrovano un po’ ovunque sulle due sponde e negli immediati entroterra: nei pressi di Cesena è lo spesso Paolo a firmare nel 1347 il suo primo capolavoro giunto fino a noi, la famosa Madonna con il Bambino ora al Museo Diocesano di Cesena, e a realizzare, probabilmente con l’aiuto dei figli il Polittico di Arbe/Rab, in Dalmazia; mentre a San Leo e altrove nel Montefeltro giungono via mare preziose tavole dipinte di Catarino Veneziano e a Santarcangelo di Romagna Jacobello di Bonomo invia da Venezia quel capolavoro assoluto che è il Polittico conservato nella chiesa collegiata, ancora integro nella sua fastosa, splendida cornice. Per non dire di Jacobello del Fiore, presente a Pesaro e a Spalato con testimonianze pittoriche di alta qualità.
Sono opere, quelle citate, che in mostra "dialogano" anche con preziosi documenti propri dell’arte della "terraferma", quali tavole dipinte dovute alla mano di celebri artisti della Scuola riminese del Trecento e opere – tempere, ricami, oreficerie – di maestri nordici documentati su entrambe le coste dell’Adriatico e che suggeriscono altre vie dell’arte che fanno di questa area adriatica un "melting pot" culturale senza pari in quell’epoca.

L’arte passa anche attraverso le “bocche” montane che collegano le Marche e la Romagna al mare. Di qui transitano pittori e scultori fiorentini in pieno Quattrocento, attratti dal polo di Urbino ma anche la creatività geniale dei dalmati Laurana – Francesco lo scultore e Luciano l’architetto – , di Giorgio da Sebenico e di Giovanni Dalmata. Uno scambio continuo e prolifico coinvolge scultori quali Nicolò di Giovanni Fiorentino, Andrea Alessi, Giorgio di Matteo Dalmata, e pittori come Giorgio Schiavone, Carlo e Vittore Crivelli e i tre fratelli Vivarini.
Le loro opere, presenti sulle due coste, segnalano le profonde novità che si andavano allora affermando in senso rinascimentale, senza tradire fino in fondo, però, l’amore e la passione tutte adriatiche per i colori dell’oro e per le luci del mare, retaggio orientale per nostra fortuna duro a morire.
E di tutto questo la ricca sezione sanmarinese della mostra dà ampiamente conto.

“ARTE PER MARE. Dalmazia, Titano e Montefeltro tra primo Cristianesimo e Rinascimento” Città di San Leo, Palazzo Mediceo – Repubblica di San Marino, Museo di San Francesco, 22 luglio – 11 novembre 2007.
Orario: San Leo, tutti i giorni 9-19; aperture serali 21-23 dal 22 luglio al 2 settembre. San Marino, fino al 31 agosto tutti i giorni 9-20; dal 1 settembre 9-17, sabato e domenica 9-18.
Biglietto intero € 9, ridotto € 7, gruppi scolastici € 5.
Numero verde per informazioni e prenotazioni: 800553800.
Catalogo Silvana Editoriale. Mostra promossa dalla Diocesi di San Marino-Montefeltro, organizzata da Fondazione Internazionale Giovanni Paolo II per il Magistero Sociale della Chiesa, in collaborazione con la Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura della Repubblica di San Marino e il Comune di San Leo. A cura di Josko Belamarić, Giovanni Gentili e Alessandro Marchi

Museo della Permanente 1886/1970 – Prima Parte

Filed under:Collettiva,Lombardia — scritto da claudia il 6 luglio 2007

La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente
presentano
 
"Museo della Permanente 1886/1970 – Prima Parte"
 
Una selezione di 40 opere appartenenti alla raccolta d’arte del Museo della Permanente: dalla prima scultura donata da Grandi nel 1886 fino al monumentale Omaggio all’America Latina di Alik Cavaliere e Emilio Scanavino, passando per le opere di Gola, Sironi, Carrà, Fontana, Cassinari  ed altri importanti protagonisti del ‘900 italiano.
 

Dal 10/07/2007 al 02/09/2007

Ingresso Libero.

LUGLIO: martedì – venerdì 14.30 – 18.30
        
AGOSTO: martedì – venerdì 14.30 – 18.30
                sabato – domencia 10 – 13/14.30 – 18.30
                chiuso 13 – 14 – 15 agosto
 
Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente
Via Filippo Turati 34 – 20121 Milano
Tel. 02 6599803 – 6551445
Fax 02 6590840

Progettoggetto. Prove di materializzazione a Pistoia

Filed under:Collettiva — scritto da claudia il 19 giugno 2007

progettoggetto
prove di materializzazione

a cura di Stefano Coletto

Kristine Alksne | Atrium Project 
Michele Bazzana | Francesco Carone
Nicola Gobbetto | Brunno Jahara | Maria Piccinini
Alberto Tadiello | Simone Tosca | Nikola Uzunovski

Palazzo Bracciolini delle Api
Ingresso via Bracciolini, 3  (angolo Piazza Duomo)
Pistoia

Inaugurazione venerdì 22 giugno 2007, ore 18.30

Venerdì 22 giugno 2007, alle ore 18.30 si inaugura la mostra d’arte contemporanea progettoggetto, a cura di Stefano Coletto. Primo di una serie di appuntamenti in spazi esterni alla Galleria SpazioA contemporanearte di Pistoia, la mostra dà il via al progetto InsideOut che ha l’intento di trovare nuove e stimolanti occasioni  anche fuori dalla galleria per entrare dentro altri spazi nel centro storico di Pistoia. Il Palazzo Bracciolini delle Api, sede dell’evento, appartenne alla famiglia patrizia dei Bracciolini e risale ai primi del ‘600.    Al piano terra dell’antico edificio la galleria ospita una collettiva di giovani artisti emergenti italiani e stranieri.
Negli anni delle trasformazioni estetiche indotte dai nuovi media, nella diffusione sempre più massiccia dell’audio video e della progettazione attraverso il digitale, ha senso chiedersi quali siano le strategie con le quali i giovani artisti guardano oggi agli oggetti. La mostra nasce con questa intenzione coinvolgendo degli artisti emergenti.
Quando si parla di oggetti in arte si pensa immediatamente alla scultura oppure al design.
La scultura ci riconduce alla forma che si articola nello spazio, con le sue norme, la sua tradizione storica e le sue poetiche. La mostra però non intende confrontarsi con la scultura, che un percorso storico, artistico ed estetico ha trasformato in installazioni multimediali come in Nam June Paik, in opere relazionali come in Beuys, in sculture corpi come nella Body Art di Gilbert and George o in opere che si confrontano con il paesaggio e gli elementi primordiali della natura come nella Land Art e nell’Arte Povera.
Considerare l’oggetto oggi significa non parlare di un’opera in sè conclusa, ma della realizzazione di un qualcosa che è parte di una costellazione più ampia, di una significazione più allargata.
Da sempre l’attività conoscitiva dell’uomo è imperniata sulla relazione tra soggetto e oggetto, tra un individuo che percepisce e conosce e un mondo di cose, di situazioni, di ambienti che gli stanno di fronte.
L’oggetto artistico è ciò che noi produciamo ma anche ciò che in seguito ci sta di fronte, quasi uno strumento, un elemento materico fondamentale per
costruire delle storie personali, come elemento di congiunzione per considerazioni esistenziali, psicologiche ed estetiche.
Il design pensa agli oggetti tenendo conto di una funzionalità che non è solo formale ma anche tattile, visiva, immaginativa; il design riflette in modo allargato sulle norme di fruizione.

Invece nell’ambito artistico l’oggetto sta lì per essere giocato e discusso, osservato e cancellato, ma anche preso e distrutto. L’artista pensa a queste possibilità e non ne trascura nessuna, confrontandosi con il confine dell’oggetto, nel senso dell’esperienza limite che può indurre la presenza dell’oggetto nella vita dell’individuo; l’arte concettuale ha anche introdotto la scomparsa della tridimensionalità dell’oggetto come opera.
Dieci artisti che con le loro opere sembrano alludere a 10clicks, un’opera dei Limiteazero (http://limiteazero.net/p5/index.html) in cui un software permette in 10 clicks di mouse di costruire una forma che poi possiamo far ruotare a nostro piacimento; la mostra come occasione per creare uno spazio attivo di progettazione e riflessione sulle possibili materializzazioni dell’oggetto.

Dal 22 giugno al 25 luglio – dal 20 agosto al 22 settembre 
dal martedì al sabato 10.30-13.00 16.00-20.00 – info@spazioa.it | www.spazioa.it


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