Os Gemeos – Assum Preto. Milano

Filed under:Lombardia — scritto da claudia il 4 Settembre 2007

Galleria Patricia Armocida
Milano
Inaugurazione del nuovo spazio espositivo

OS GEMEOS
Assum Preto

3 settembre – 3 novembre 2007

inaugurazione lunedì 3 settembre 2007 ore 18.00

Il 3 settembre apre a Milano, in Via Bazzini n° 17, in zona Piola a Milano, la Galleria Patricia Armocida, che prende il nome dalla sua giovane ideatrice. Il nuovo spazio espositivo, dedicato all’arte contemporanea, inaugura la sua attività con la personale degli artisti brasiliani Os Gemeos, per la prima volta esposti in una galleria in Italia.

Nata dall’esigenza di creare un luogo specifico che rappresenti il fermento del panorama underground indipendente, la galleria intende promuovere i protagonisti di questa scena artistica, italiani e internazionali, appartenenti alle nuove generazioni. Lo spazio si propone infatti come punto di riferimento per quegli artisti che, operando anche al di fuori dei convenzionali circuiti dell’arte, negli ultimi anni hanno influenzato profondamente la cultura visiva contemporanea, stabilendo un dialogo continuo con la città e il ritmo della metropoli.

Per il primo appuntamento, dal 3 settembre al 3 novembre 2007, Patricia Armocida ha invitato Otavio e Gustavo Pandolfo (1974, San Paolo del Brasile), due gemelli identici: da qui deriva il loro nome d’arte Os Gemeos, che in portoghese significa proprio “i gemelli”. Oltre a dipingere muri di grandi dimensioni nelle città, all’interno delle gallerie e dei musei, Os Gemeos realizzano tele, sculture, pitture-oggetto e installazioni site-specific meccaniche e interattive.

In questa mostra, dal titolo Assum Preto, Os Gemeos presenteranno alcune opere inedite: sei tele di grandi dimensioni e una installazione, oltre ad alcuni lavori che realizzeranno direttamente in galleria.

Amore per il disegno, attenzione per il dettaglio, assoluta padronanza del colore, sono alcuni degli elementi che contraddistinguono il lavoro di questi artisti, profondamente influenzati dalla cultura popolare brasiliana, dal contesto urbano e dal loro personalissimo immaginario. Inconfondibili i loro personaggi dai volti gialli, dove il tratto sottilissimo dello spray permette di creare un linearismo di grande raffinatezza e precisione, sostenuto da un notevole gusto decorativo. I soggetti, insieme fantastici e reali, sembrano usciti talvolta dalla realtà delle strade brasiliane, talvolta da un mondo onirico.

Partendo dalla cultura delle strade di San Paolo, le opere di Os Gemeos hanno ottenuto negli ultimi anni importanti riconoscimenti internazionali, e sono state esposte in prestigiose manifestazioni culturali come la Biennale di San Paolo nel 2001 e la Biennale dell’Havana a Cuba nel 2005. Tra le altre mostre collettive ricordiamo: Area 2010, Sydney, Australia, 2002; Chromopolis, paneli in Athens Olympic Games, Atene, Grecia, 2002; Break, New Image Gallery, Los Angeles, USA, 2003; Urbis Museum, Manchester, UK, 2004; Luggage Gallery, San Francisco, California, USA, 2004; Beatiful Losers: Contemporary Art and Street Culture, Contemporary Arts Center in Cincinnati, USA, 2004; The Smell of the Rain, Deitch Project Art Basel, Miami Beach, USA, 2005. Tra le ultime mostre personali: Cavaleiro Marginal, Deitch Project Gallery, New York, USA, 2005; Creative Time Project, Coney Island, New York, USA 2005; O peixe que comia estrelas cadentes, Galeria Fortes Vilaca, San Paulo, Brasile, 2006; Kelburn Castle Mural in Scozia nel 2007, Desenhos, Galeria Fortes Vilaca, San Paulo, Brasile, 2007.

Coordinate della mostra:
Artista: Os Gemeos
Titolo: Assum Preto
Date: 3 settembre – 3 novembre 2007
Inaugurazione 3 settembre ore 18.00
Presso: Galleria Patricia Armocida, via Bazzini n°17 Milano
Orari: dal martedì al sabato dalle h. 11.30-13.00/ 15.30-19.00
Ingresso: libero
Info: +39 02 36519304 / +39 3397291034
galleriapatriciaarmocida@gmail.com

Andrea Lucchesi – Galleria Entroterra Milano

Filed under:Lombardia,Pittura — scritto da claudia il 7 Agosto 2007

Maddalena olio su telaANDREA LUCCHESI
Inaugurazione:  15 settembre 2007  h. 17:30. Con la presenza dell’artista. Catalogo in galleria.
Date Mostra: dal 15 settembre 2007  al 13 ottobre 2007
Titolo mostra: Andrea Lucchesi
Spazio Espositivo: Via Biancospini, 2 -Milano
Orari di visita: dal lunedì al venerdì 15:00-19:00; Sabato 11:00 -19:00
Website: www.entroterra.it
Contacts: info@entroterra.it; press@entroterra.it
Ingresso libero

Sabato 15 settembre 2007 alle ore 17:30 presso lo spazio Entroterra si inaugura la personale dell’artista toscano Andrea Lucchesi.

“Ogni storia ha la sua importanza, mi interessano quelle persone di cui pochi si accorgono, che vivono nei sobborghi, ai margini degli agglomerati urbani, nelle periferie estreme.
Sono come guerrieri che si sono smarriti nella strada del ritorno dopo aver perso la loro battaglia.
Rifugiatesi in una sorta di terra di mezzo hanno scelto di resistere anziché soccombere”.
Lo stesso  Andrea Lucchesi  con queste  parole ci permette di conoscere la natura più profonda  della sua pittura e di farcene irretire.
Le opere del giovane artista fiorentino raccolgono nelle opache pennellate da cui sono composte stimoli diversissimi: dal classicismo più intenso e quasi arcaico alla modernità dei protagonisti della sua pittura che ci guardano con malinconica fierezza.
Lucchesi dipinge quello che c’è e della cui  esistenza a volte preferiremmo non sapere: un mondo anticonvenzionale, scomodo. L’artista, infatti, registra l’umanità silenziosa che lo circonda un’umanità eterogenea conosciuta attraverso la lunga frequentazione di un centro sociale vicino a Firenze. E’ qui che entra in contatto con tutti quegli antieroi che costituiscono il sottofondo delle nostre grandi e distratte città.
Lucchesi li ritrae rigorosamente dal vero, in studio (uno spazio che fu di Tito Conti e che, vincendo il prestigioso premio Tito e Maria Conti, conferito dall’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, ha in uso per cinque anni).
Con l’incisività della sua pittura, Lucchesi riesce a materializzare su tela la loro condizione incerta, interpretando il contesto urbano come palcoscenico sul quale si svolge questa loro infinita lotta per la sopravvivenza; lotta che, in fondo,  anche ognuno di noi, forse in forme e modalità diverse, deve combattere ogni giorno.
E probabilmente è proprio per questo  motivo che la pittura del giovane e promettente artista toscano ci tocca così profondamente: Lucchesi riesce a cogliere il male di vivere, per dirla come Montale, e ne fa manifesto della propria artisticità.
La malinconia  che il pittore infonde nelle sue tele però, non è disgiunta da una originalissima forma di sentimentalismo, evidente ad esempio ne Les jeunes amoreux, dove i due innamorati, sembrano giovani divinità greche, morbidamente adagiati l’una nelle braccia dell’altro, fieri del loro amore come un moderno Zeus, ornato di peplo e piercing  ed una ninfa dall’acconciatura rasta.
 Altre volte i  dipinti sono permeati da un senso di dolcezza familiare, come in Zoran, un cane che sembra riposarsi, stremato dopo una lunga ricerca, forse quella di una casa? Tenero parallelismo con gli altri soggetti, questa volta umani, anch’essi alla ricerca di un porto sicuro in cui trovare requie.
In un delizioso paradosso la modernità dei  suoi soggetti si lega ad una iconografia tipicamente classica: la pittura, la cui natura bidimensionale è sottolineata dalla scomparsa della prospettiva, diventa così ammantata di un alone ieratico e quasi sacrale, come in Gatto Piramide, quasi un frammento di pittura egizia riportato ai giorni nostri.
La superficie del dipinto, infatti, nega ogni profondità della scena, la campitura dello sfondo è piatta. La deformazione delle prospettive e il segno tagliente dell’espressionismo, la verità della nuova oggettività, la poetica di Bacon incentrata sulla solitudine e l’alienazione dell’individuo moderno si fondono nella sua opera rilevando un universo pittorico profondamente intriso di storia contemporanea e del suo sociale.
Come bene descrive Emma Gravagnuolo: Con una puntuale capacità descrittiva lascia che sia la forza di quanto rappresentato a fornire una chiave di lettura della realtà. I volti dei protagonisti sono presenze reali, immobili, ritratte in una fissità silenziosa. In alcuni quadri Lucchesi evidenzia il loro aspetto caricaturale, ne mette in luce comportamenti ambigui che esemplificano stereotipi e clichè. In altri, invece, i suoi personaggi testimoniano atteggiamenti confidenziali, espressioni spontanee, specchio della loro reiterata frequentazione nello studio dell’artista: la posa per i quadri e spesso lunga, paziente, a volte fatta di tentativi, si avvicina a quanto sosteneva Balthus “l’osservazione è un mezzo di conoscenza del mondo; occorre guardare, guardare e ancora guardare.” La loro forza è a portata di sguardo, sottolinea la domesticità e non l’eccezionalità.
Lo sguardo dell’artista stesso, acuto, sensibile,  sviluppa in questo modo  una politica dell’immagine estranea a facili sociologie, che  abbraccia tutto quello che ci circonda.

BIOGRAFIA

Andrea Lucchesi  è nato il 13 ottobre 1981 a Firenze, dove vive e lavora.
Frequenta il terzo anno dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

Nel 2004 ha vinto il premio “Tito e Maria Conti”.

PRINCIPALI MOSTRE PERSONALI:

2002, Il Mugello disegnato, Convento di Bosco ai Frati San Pietro a Sieve (FI); Villa di Cavaggiolo, Barberino di Mugello (FI) a cura di Giuseppe  Cordoni.

2003, Il Mugello disegnato, Palazzo Panciatichi, Firenze, a cura di Giuseppe Cordoni; Il Mugello dipinto, Villa di Cavaggiolo, Barberino di Mugello (FI) a cura di Giuseppe Cordoni.

2004, Il Mugello dipinto, Fondazione per l’Arte Contemporanea Cà La Ghironda, Zolla Pedrosa (BO); L’Entronauta, Antico Spedale di S.Antonio, Lastra a Signa (FI).

2005, Gente e luoghi del Mugello, Villa Caruso e Antico Spedale di S.Antonio, Lastra a Signa (FI); Figure, Palazzo Ghibellino, Empoli (FI); Abitare il paesaggio, Castello di Grotti, Ville di Corsano (SI) a cura di Nicola Miceli; Gallerie Comunali d’Arte, Palazzo del Ridotto, Cesena; Lospunks, Galleria Blob Art, Livorno a cura di Emma Gravagnuolo.
          
ENTROTERRA : come si arriva
-Tram 14 (che passa da piazza del Duomo – via Torino – P.ta Genova) fermata Largo Giambellino
-Autobus 50  o 61 fermata piazza Frattini
-Metropolitana fino a Primaticcio (linea rossa) + autobus 64 e dopo tre fermate si arriva in largo Gelsomini, a due passi da largo Giambellino.

ASSOCIAZIONE CULTURALE ENTROTERRA
Sede espositiva: Via Biancospini, 2- 20149 Milano tel. +39 02-42297041
Sede legale: Via Perlasca, 13/E- 25086 Rezzato (BS) tel. +39 030-2593763  
cell. 340-7781096 oppure 338-9649806
e-mail: info@entroterra.it
www.entroterra.it

Arte Italiana 1968-2007 Pittura

Filed under:Lombardia,Pittura — scritto da claudia il 24 Luglio 2007

Valerio Adami - Professione PittoreMilano, Palazzo Reale,
13 luglio – 11 novembre 2007

ARTE ITALIANA. 1968 – 2007 PITTURA
Una mostra ideata da Vittorio Sgarbi

Un’appassionata e alternativa ricostruzione della pittura in Italia negli ultimi quarant’anni, questo è quanto si propone la mostra “ARTE ITALIANA 1968 – 2007 PITTURA”, ideata da Vittorio Sgarbi, curata da Maurizio Sciaccaluga, in programma a Milano, a Palazzo Reale, dal 13 luglio all’11 novembre 2007.
Promossa dal Comune di Milano – Assessorato alla Cultura e realizzata da Artematica, la mostra riunisce, decennio per decennio, il meglio che la pittura italiana ha saputo esprimere in quest’ultimo mezzo secolo, dalla data-simbolo del 1968 fino alle esperienze più recenti.
Spartiacque non solo politico ma anche culturale ed estetico, il 1968 rappresenta il simbolo del crollo delle ideologie, ma anche delle idee unanimamente condivise circa il senso del bello in arte e la rottura dei codici espressivi.
«Quella che i quadri di questa mostra raccontano  – afferma Maurizio Sciaccaluga – è “l’altra faccia” della storia dell’arte di questi ultimi decenni: una storia diversa, alternativa a quella che ci è stata spacciata per decenni come l’unica possibile dal conformismo dilagante dei musei e delle manifestazioni internazionali, dove i nomi che si rincorrono sono sempre quelli dei “soliti noti” e dove la buona pittura è quasi sempre bandita, in favore di modeste ideuzze pubblicitarie e provocazioni da quattro soldi».

La mostra rivisita e ripropone quattro decenni di pittura italiana vengono rivisitati secondo nuovi punti di vista. A metà strada tra il museo, la quadreria secentesca e la raccolta privata dei numerosi collezionisti contemporanei che in questi anni hanno permesso a molti degli artisti presenti di continuare a produrre e a creare, l’esposizione raccoglie oltre cento opere di diversa dimensione, per rappresentare, decennio per decennio, l’evoluzione del gusto e la crescita di una tradizione, quella della pittura italiana, che fino al Futurismo e a Valori Plastici il mondo ha guardato con entusiasmo e ammirazione.
Nelle sale di Palazzo Reale si potranno ammirare quadri degli artisti che hanno segnato la storia artistica italiana ed europea, da Domenico Gnoli, a Renato Guttuso, a Piero Guccione, a Valerio Adami, a Gianfranco Ferroni, ma anche di artisti meno conosciuti e spesso sottovalutati, a torto, dalla critica, come Adelchi Mantovani, Gustavo Foppiani, Lorenzo Tornabuoni, Giancarlo Vitali, pittori che hanno lavorato quasi clandestinamente, per anni, dipingendo, creando mondi e quadri leggendari, amati appassionatamente da ristretti gruppi di critici, di letterati e collezionisti
Attraverso alcuni grandi quadri-simbolo che rappresentano i punti culminanti della pittura italiana, ma anche attraverso moltissime opere di piccole e medie dimensioni, riunite insieme in spettacolari quadrerie a testimoniare l’humus culturale e lo “spirito” estetico dei periodi presi in considerazione, sarà così possibile ripercorrere il succedersi dei grandi movimenti che si sono avvicendati dalla fine degli anni Sessanta a oggi; dalla Pop Art italiana, all’Anacronismo, alla Transavanguardia, per procedere con i Nuovi Nuovi, i Medialisti, l’Officina Milanese, la scuola torinese e la rinascita della nuova pittura tra gli anni Novanta e il Nuovo Millennio.

“ARTE ITALIANA 1968 – 2007 PITTURA”
Milano, Palazzo Reale (Piazza Duomo, 12),
13 luglio – 11 novembre 2007

Una mostra ideata da Vittorio Sgarbi; a cura di Maurizio Sciaccaluga. Promossa da Comune di Milano, Assessorato alla Cultura. Realizzata da Artematica.
Catalogo Skira.
Orari: lunedì dalle ore 14:30 alle ore 19:30; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle ore 9:30 alle ore 19:30; giovedì dalle ore 9:30 alle ore 22:30.
Biglietti: intero: 9 euro; ridotto: 7 euro.

Arte e Omosessualità. Da Von Gloeden a Pierre et Gilles

Filed under:Lombardia,Pittura — scritto da claudia il 10 Luglio 2007

Le supplice d'Ixion, Pierre et GillesARTE E OMOSESSUALITA’. Da von Gloeden a Pierre et Gilles
Milano, Palazzo della Ragione
Dal 10 luglio all’ 11 novembre 2007

La mostra, voluta dall’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Vittorio Sgarbi, curata da Eugenio Viola e organizzata da Artematica, propone più di 150 artisti per indagare, per la prima volta in Italia in maniera così ampia, le connessioni tra arte e omosessualità nel periodo che dalla nascita della fotografia arriva fino ad oggi, idealmente da Von Gloeden a Pierre et Gilles.

La rappresentazione visiva di soggetti strettamente connessi all’omoerotismo è presente nella storia dell’essere umano dalla notte dei tempi, anche se le valenze culturali che esprime e i significati che sottende sono ovviamente il riflesso di contesti storici e socio-culturali particolari. Scene a sfondo omoerotico compaiono nella produzione vascolare dell’antica Grecia e nei bassorilievi persiani, agli albori dell’arte orientale come nella rinascenza italiana e nel barocco; un fil rouge sottile che attraverso cortocircuiti e passaggi fondamentali giunge sino ad oggi, sviluppandosi autonomamente e molto tempo prima dell’elaborazione del moderno concetto di diversità di genere.

Ma cosa si dovrebbe intendere esattamente per “arte omoerotica”? Opere create da artisti della cui omosessualità siamo certi e in cui spesso, ma non necessariamente, è riscontrabile qualcosa che rimanda ad un gusto omoerotico? Oppure bisogna prendere in considerazione l’opera di autori che ufficialmente non risultano omosessuali ma le cui creazioni rivelano uno straordinario erotismo che spinge verso questa interpretazione? Partire dall’omosessualità di un artista per l’interpretazione della sua opera presenta una serie di questioni spinosissime. La conoscenza dell’orientamento (omo)sessuale dell’autore in genere allerta circa la possibile presenza di una rappresentazione metaforica dell’omosessualità. Quale rapporto s’instaura tra biografia dell’artista e interpretazione dell’opera?

Il criterio di selezione delle opere in mostra non tiene conto di questo rapporto ma si basa sulle caratteristiche specifiche delle singole opere, individuando, oltre le convenzionali identità di genere, un filone tematico all’interno di un comune modo di sentire, di esprimere stati d’animo, attitudini, emozioni, senza alcuna pretesa di definire i canoni di uno “specifico omosessuale” nell’arte. In base a questa logica alcune opere esibiscono un contenuto apertamente omoerotico, mentre in altre questo si esprime in modo latente attraverso codici specifici, simboli, allusioni, allegorie, metafore. Un percorso che dalle fotografie arcadiche del barone von Gloeden ripercorre i territori della fotografia omoerotica, da Herb Ritts e Bruce Weber a Mapplethorpe, da Jack Pierson a Lorca di Corcia, con uno sguardo all’estetica camp di James Bidgood recuperata in anni più recenti da David Lachapelle a Pierre et Gilles. Artisti che operano ormai in un momento storico in cui è possibile affrontare liberamente tematiche gay, lesbiche o transgender, proponendo turbamenti e questioni preponderanti e spesso cruciali per buona parte dell’arte della fine del secolo scorso e dello schiudersi del nuovo millennio. Un percorso per exempla che da Louise Bourgeois e Carol Rama arriva a David Hockney, Andy Warhol e Gilbert&George, passando per le peregrinazioni identitarie di Urs Luthi, Ugo Rondinone, Yasumasa Moritura, EVA &ADELE.
Un percorso per immagini attraverso l’evoluzione della percezione e la conseguente rappresentazione della diversità esistenziale, mettendo in risalto l’opera dell’ultima generazione di artisti che utilizzano l’amore omoerotico come espediente per mettere in questione sovrastrutture di razza, desiderio, genere e identità sessuale, e di abbattere le convenzionali distinzioni tra arte, erotismo e pornografia.

ARTISTI:
Alberto Abate, EVA&ADELE, Nobuyoshi Araki, Arbour, Agostino Arrivabene, Assume Vivid Astrofocus, Franko B, Matteo Basilè, Betty Bee, James Bedgood, Jacopo Benassi, Louise Bourgeois, Carlo Bertocci, Antje Blumenstein, Louise Bourgeois, Daniele Buetti, Jeff Burton, Davide Cantoni, Maurizio Cannavacciuolo, Felipe Cardeña, Jota Castro, Maurizio Cattelan, Eleonora Ciroli, Larry Clark, Lovett&Codognone, Mataro Da Vergato, Edwin David, Filippo de Pisis, Mark Dermond, Sebastiano Deva, Gulio Durini, Tracey Emin, Rainer Fetting, Leonor Finì, Tom of Finland, Fischerspooner, Samuel Fosso, Jim French, Lino Frongia, Anna Fusco, Pierre et Gilles, Gilbert&George, Luis Gispert, Nicola Gobbetto, Anthony Goicolea, Nan Goldin, Steven Gontarski, Ettore Greco, David Hilliard, David Hockney, Harry Holland, Nir Hod, Francesco Impellizzeri, Anna Keen, John Kirby, Micha Klein, Steven Klein, Terence Koh\Asian Punk Boy, Yayoi Kusama, Bruce La Bruce, David LaChapelle, Annika Larsson, Alex Lee, Marc Leckey, Christian Leperino, Mariangela Levita, Philip Lorca Di Corcia, Bruce of Los Angeles, Urs Luthi, Ivan Malerba, Robert Mapplethorpe, Ryan McGinley, Klaus Mekrens, Man Lu Ming, Paco&Manolo, Pierre Molinier, Claudio Nonnini, Yasumasa Morimura, Barbara Nahmad, Helmut Newton, Tom of Finland, Erwin Olaf, Luigi Ontani, Gonzalo Orquin, Paul P., Camilla Paternò, Philip Pearlstein, Dino Pedriali, Walter Picardi, Jack Pierson, Guglielmo Pluschow, Carol Rama, Terry Richardson, Terry Rogers, Ugo Rondinone, Rosy Rox, Thomas Ruff, Dean Sameshima, Matteo Sanna, Timothy Greenfield-Sanders, Livio Scarpella, Paolo Schmidlin, Collier Schorr, Andres Serrano, Marcello Severi, Marcello Simeone, Moio&Sivelli, Alix Smith, Paolo Schmidlin, Paul Smith, Orfeo Tamburi, Mario Testino, Giovanni Testori, Lorenzo Tornabuoni, Andy Warhol, Sam Taylor.Wood, Iké Udé, Francesco Vezzoli, Claudio Vitale, Coniglio Viola, Wilhelm Von Gloeden, Bruce Weber, Joel Peter Witkin, Young Elizabeth

Arte e Omosessualità. Da von Gloeden a Pierre et Gilles Milano, Palazzo della Ragione
Mostra promossa dal Comune di Milano – Assessorato alla Cultura e organizzata da Artematica. A cura di Eugenio Viola. Catalogo Electa.
Orario:lunedì dalle 14,30 alle 19,30; altri giorni: 9,30 – 19,30; giovedì apertura prolungata sino alle 22,30. Ingresso: 7 euro, ridotto: 5 euro.

Una sezione della mostra è vietata ai minori di anni 18

Museo della Permanente 1886/1970 – Prima Parte

Filed under:Collettiva,Lombardia — scritto da claudia il 6 Luglio 2007

La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente
presentano
 
"Museo della Permanente 1886/1970 – Prima Parte"
 
Una selezione di 40 opere appartenenti alla raccolta d’arte del Museo della Permanente: dalla prima scultura donata da Grandi nel 1886 fino al monumentale Omaggio all’America Latina di Alik Cavaliere e Emilio Scanavino, passando per le opere di Gola, Sironi, Carrà, Fontana, Cassinari  ed altri importanti protagonisti del ‘900 italiano.
 

Dal 10/07/2007 al 02/09/2007

Ingresso Libero.

LUGLIO: martedì – venerdì 14.30 – 18.30
        
AGOSTO: martedì – venerdì 14.30 – 18.30
                sabato – domencia 10 – 13/14.30 – 18.30
                chiuso 13 – 14 – 15 agosto
 
Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente
Via Filippo Turati 34 – 20121 Milano
Tel. 02 6599803 – 6551445
Fax 02 6590840

Giuliana Fresco alla Fondazione Stelline di Milano

Filed under:Lombardia,Pittura — scritto da claudia il 12 Giugno 2007

Giuliana FrescoALLA FONDAZIONE STELLINE DI MILANO
DAL 21 GIUGNO AL 21 LUGLIO 2007
LA PERSONALE DI
GIULIANA FRESCO
Nella Sala del Collezionista,
trenta dipinti documentano la sua produzione più recente.

La Fondazione Stelline di Milano ospiterà dal 21 giugno al 21 luglio la personale di Giuliana Fresco, pittrice e disegnatrice che da anni alterna un’originale riflessione sul ritratto a invenzioni pittoriche pure, sempre in bilico fra astrazione e figurazione, fra evocazione e memoria, spazio e colore.
La mostra, curata da Martina Corgnati, presenterà nella Sala del Collezionista, una trentina di oli, carte e disegni che documentano la produzione più recente dell’artista genovese di nascita e milanese d’adozione.

Anche in questo suo ultimo ciclo di dipinti, datato 2006-2007, è la figura umana al centro della sua poetica espressiva. “Il mio mondo pittorico è l’uomo – sottolinea l’artista – la figura umana, a volte strettamente compenetrata con il paesaggio, a volte isolata, nel tentativo di raggiungere una rarefazione dell’immagine, per non dire troppo, per non invadere e per lasciare spazio all’immaginazione”.
Il percorso espositivo presenta opere come ‘Guardare dentro il quadro”, in cui una donna, ritratta di spalle, sembra concentrare la sua attenzione all’interno del dipinto stesso, oppure ‘Noi tre’ un dittico in cui le persone sembrano chiacchierare con distacco o altri dipinti dove i protagonisti si incrociano senza riconoscersi, e si completa con una serie di lavori che raffigurano visi in primo piano su cui l’artista, spesso, sottolinea con la forza della pittura le imperfezioni del volto umano.
La mostra milanese evidenzia l’evoluzione del lavoro di Giuliana Fresco, giunto ormai a una condizione di piena maturità espressiva, che si esprime soprattutto nella ricerca di una forte texture e nella costruzione del quadro come stratificazione di materia e colore; grazie alla sua particolare tecnica espressiva, l’artista riesce a ricreare delle atmosfere rarefatte che, come lei stessa dichiara, raccontano una realtà intima senza rivelarla del tutto, lasciando ampio spazio all’osservatore di trarre le proprie conclusioni.

GIULIANA FRESCO
21 giugno – 21 luglio 2007
Milano, Fondazione Stelline
, Sala del Collezionista (corso Magenta 61)
ORARI: lunedì 14 – 19; martedì – sabato 10 – 19 (domenica chiuso)
Ingresso libero
Informazioni al pubblico  02 45462411
Website / www.stelline.it

Adriana Bisi Fabbri e il rinnovamento della pittura italiana dell’inizio del ‘900

Filed under:Lombardia,Pittura — scritto da claudia il 14 Maggio 2007

angeliAdriana Bisi Fabbri e il rinnovamento della pittura italiana dell’inizio del ‘900.

Inaugurazione: mercoledì 2 maggio 2007
Apertura al pubblico: 3 maggio – 17 giugno 2007
Orari: 10-20 tutti i giorni; 10-22 giovedì; lunedì chiuso
Ingresso: € 6 intero – € 3 ridotto
La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano mercoledì 2 maggio 2007 inaugura Adriana Bisi Fabbri e il rinnovamento della pittura italiana dell’inizio del ‘900.
Adriana Bisi Fabbri nasce a Ferrara nel 1881, ma presto è costretta, a causa del dissesto economico del padre, a lasciare la città natale per recarsi a Padova in cerca di lavoro.
A Padova è ospite di Amelia e Cecilia Boccioni, rispettivamente sorella e madre di Umberto, il noto artista. Adriana è cugina di secondo grado di Umberto, infatti sua madre Olga Mantovani è cugina di primo grado di Cecilia Boccioni.
A Padova Adriana inizia, nelle ore libere del lavoro di sarta, a disegnare assiduamente. Ritrae più volte Amelia e Cecilia Boccioni e realizza numerosi autoritratti a matita.
Nell’autunno del 1905 si trasferisce a Milano presso sua madre e qui riesce a ricavare in un angolo della casa uno spazio che adibisce a studio di pittura.
Nella Milano di inizio secolo Adriana incontra i pittori Conconi, Previati, Carcano, Grubicy de Dragon ed altri.
Nel frattempo Amelia e Cecilia Boccioni si trasferiscono nel capoluogo lombardo e rivedono con gioia Adriana, alla quale sono legate da profonda amicizia.
Adriana nel 1907 sposa il giornalista Giannetto Bisi e dal matrimonio nascono Marco e Riccardo i quali, dopo la morte prematura di Adriana nel 1918 e di Giannetto nel 1919, vengono adottati rispettivamente da uno zio paterno e da Amelia Boccioni.
Adriana intorno al 1910 è attratta dal movimento futurista, tanto che Boccioni la invita ad esporre accanto ai futuristi nella Prima Mostra d’Arte Libera presso il padiglione dello stabilimento ex Ricordi, a Milano.
Nel 1914 il critico d’arte Ugo Nebbia la invita a partecipare a Milano alla mostra Nuove Tendenze, con artisti che sono vicini per affinità artistiche ed intellettuali al futurismo (Sant’Elia, Dudreville, Funi ed altri). Nella prima metà degli anni Dieci è invitata ad esporre anche a Venezia a Cà Pesaro, e partecipa alle mostre “dei rifiutati”, cioè con gli artisti come Arturo Martini che venivano considerati troppo “moderni” per esporre alla Biennale di Venezia.
In quegli stessi anni partecipa ad alcune mostre collettive presso la Permanente di Milano.
Adriana Bisi Fabbri è stata anche una formidabile disegnatrice: i suoi disegni furono pubblicati, con lo pseudonimo di Adrì, sul “Popolo d’Italia” durante la Prima Guerra Mondiale. Inoltre all’epoca era molto conosciuta anche per i disegni caricaturali, che furono esposti nelle più importanti esposizioni dedicate all’arte umoristica, come Frigidarium al Castello di Rivoli di Torino, nel 1910.

La mostra in programma traccia, con circa 50 dipinti, il percorso artistico di Adriana dal 1905 al 1918. Inoltre saranno presenti circa 100 opere su carta tra disegni, acquarelli e tempere.
Verrà esposto anche il dipinto Ritratto di Adriana che Umberto Boccioni dipinse a Padova nell’estate del 1905. Molte delle opere che saranno esposte sono inedite.
In mostra anche numerosi documenti e fotografie che testimonieranno i contatti di Adriana con il mondo artistico dell’epoca, soprattutto con i futuristi.
La mostra prevede anche due sezioni dedicate ai due figli di Adriana: alle sculture di Marco Bisi, che fu allievo di Wildt e Minerbi, e ai disegni di Riccardo Bisi, promettente artista che morì giovanissimo mentre ancora frequentava l’Accademia di Belle Arti di Brera. Una terza sezione sarà dedicata alle pubblicazioni di letteratura e di critica d’arte di Giannetto Bisi, marito di Adriana, allo scopo di completare il quadro di questa prima importante mostra in omaggio ad Adriana Bisi Fabbri, artista di forte e sensibilissima personalità con tutta la sua famiglia, vissuta con lei e per lei in una totale, vibrante dimensione artistica.

Le opere provengono da: Gabinetto Disegni delle Civiche Raccolte d’Arte Contemporanea, Milano; Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Trento e Rovereto; Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Ferrara; Museo dei Bersaglieri, Roma; Museo del Paesaggio, Pallanza; Calcografia di Stato, Roma.

Presso il Museo della Permanente – via Turati a Milano

One of Many. Pawel Althamer a Milano

Filed under:Installazione,Lombardia — scritto da claudia il 7 Maggio 2007

ONE OF MANY. Un progetto di PAWEL ALTHAMER
Palazzina Appiani dell’Arena Civica di Milano
Ingresso da Viale Byron 2, Milano
dal 7 maggio al 6 giugno 2007
Aperto tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 20:00

Opening:        Lunedì 7 maggio 2007 / ore 18:30
Palazzina Appiani, Arena Civica di Milano
Ingresso da Viale Byron 2, Milano

A cura di:        Massimiliano Gioni, Direttore Artistico / Fondazione Nicola Trussardi

Dal 7 maggio al 6 giugno 2007 la Fondazione Nicola Trussardi presenta One Of Many (Uno dei Tanti), la prima grande mostra personale in Italia di Pawel Althamer negli spazi della Palazzina Appiani dell’Arena Civica di Milano.
Pawel Althamer è l’artista più rispettato dell’Est europeo e con le sue sculture, installazioni, performance e video racconta un mondo popolato da piccoli eroi, personaggi marginali e fragili martiri: l’uomo è sempre al centro dell’universo di Althamer, ma è scosso da paure ancestrali, tensioni sociali e visioni allucinate.
Come uno sciamano, l’artista polacco ha compiuto, attraverso rituali mistici e religiosi, un lungo percorso introspettivo per carpire ogni sfaccettatura della condizione umana. Ha utilizzato il proprio corpo e la propria immagine per svelare i demoni che abitano il nostro mondo. Dagli autoritratti realizzati con materiali organici – erba, foglie, intestini e pelli di animali – ai film in cui ha sperimentato su di sé il condizionamento dell’ipnosi e delle sostanze stupefacenti, le sue opere sono un racconto poetico sulla ricerca della propria identità. Come in un esercizio di autoanalisi, Althamer usa la propria arte per sperimentare il potere sconfinato dell’immaginazione e le infinite capacità della mente.
Nelle opere di Pawel Althamer realtà e finzione di mescolano e si confondono. In Kosmonauta, rinchiuso in una tuta da astronauta l’artista si avventura alla scoperta della Terra trasformata come per magia in un pianeta lontano. Nelle sue performance ironicamente intitolate Film, Althamer dirige e coreografa i gesti più banali di attori e comparse che si mescolano in maniera invisibile tra i passanti di una strada trafficata. Altre volte Althamer ha accelerato il passare del tempo trasformando gallerie d’arte in ruderi e macerie, quasi a scrutare il nostro futuro.
Sempre attento alle debolezze e alla fragilità della nostra vita quotidiana, l’opera dell’artista polacco combina lavori spirituali e fiabeschi con sculture sociali e performance politiche che analizzano il ruolo della società nella trasformazione degli individui. Pawel Althamer ha invitato bambini emarginati a partecipare a una grande opera d’arte collettiva e ha convinto centinaia di persone a collaborare alla realizzazione di una monumentale insegna luminosa. Lo scorso anno in Germania Althamer ha trasformato una sua opera in una petizione per salvare un immigrato irregolare dalle spirali della burocrazia. L’artista polacco ha lavorato anche con disabili, malati di mente, alcolisti e barboni: in ogni sua opera Pawel Althamer cerca di ridare voce ai più deboli, non con proclami retorici ma piuttosto con una dedizione di una semplicità quasi francescana.
Con la mostra One of Many  la Fondazione Nicola Trussardi continua la sua avventura alla ricerca dei luoghi storici più significativi della città, rimessi al centro dell’attenzione attraverso lo sguardo dell’arte contemporanea. Nell’anno in cui si celebra il bicentenario della sua apertura al pubblico, l’Arena Civica di Milano si trasforma in un palcoscenico neoclassico per le opere introspettive di Pawel Althamer. Cornice di eventi memorabili come gli spettacoli pirotecnici e circensi dell’800, l’arrivo della prima edizione del Giro d’Italia, e perfino teatro del primo derby calcistico tra le due squadre cittadine, l’Arena Civica è stata testimone della storia di Milano nei suoi lampi di splendore ma anche nei suoi momenti più bui, come i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Nel luogo dove lo sport glorifica l’eroismo di azioni straordinarie, con la mostra della Fondazione Nicola Trussardi Pawel Althamer celebra l’essere umano nelle sue azioni più semplici e quotidiane.

Brevi Note Biografiche: 
Pawel Althamer è nato a Varsavia nel 1967 e espone con mostre personali da molti anni nel circuito dei musei e degli spazi espositivi più importanti del mondo tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il Museo di Arte Contemporanea di Chicago, la Biennale di Venezia, la Biennale di Istanbul, di Berlino, di Mosca e la più importante mostra internazionale del mondo, Documenta a Kassel. L’artista polacco ha partecipato a numerose mostre collettive in spazi autorevoli come il museo Ludwig di Vienna, il Carnegie Museum of Art di Pittsburgh, la Haus der Kunst di Monaco, l’Institute of Contemporary Art di Londra, la Kunsthalle di Basilea, lo spazio Creative Time di New York.  Nell’estate del 2007 Pawel Althamer parteciperà alla prestigiosa mostra Skulptur Projekte di Münster e nel mese di ottobre sarà protagonista di un nuovo progetto della Tate Modern di Londra.

Trappole tra sensualità e alinazione a Milano

Filed under:Lombardia,Pittura — scritto da claudia il 3 Maggio 2007

oda_jaune_ritratto-seduta-con-opere_small.JPGFONDAZIONE MUDIMA
www.mudima.net
info@mudima.net
via Tadino 26, 20124 Milano
tel. +39 02.29.40.96.33 fax +39 02.29.40.14.55

ODA JAUNE
Trappole tra sensualità e alienazione

9 maggio – 8 giugno 2007
Inaugurazione martedì 8 maggio, ore 18.30

La Fondazione Mudima presenta dal 9 maggio all’8 giugno la prima personale di Oda Jaune a Milano.
Oda Jaune è una tra le più interessanti artiste della nuova generazione in Germania. Nata a Sofia, in Bulgaria, nel 1979, ha frequentato i corsi del Prof Jörg Immendorff all’Accademia di Düsseldorf, dove vive e lavora ormai da anni.
La giovane artista bulgara ha realizzato per l’evento dieci nuovi lavori su tela e una ventina di disegni, più un grande dittico verticale di 4.80 m x 4.40 m.
Oda Jaune inizia a dipingere da bambina, sollecitata dal clima creativo che respira in famiglia. Il padre, graphic designer, e la sorella, anche lei artista, invece di raccontarle favole le mostrano immagini di capolavori del passato e del presente, spiegandole quante cose si possono fare con il colore o con un segno. Insieme viaggiano molto e ogni anno si recano a Roma in un devoto pellegrinaggio ai capolavori classici dei Musei vaticani: lì Oda impara ad apprezzare la pittura italiana. Poi il ritorno a casa, in quel paesaggio bulgaro immerso nella natura e nella nostalgia che sempre emerge nei suoi lavori, memoria di un tempo particolarmente felice.
I suoi quadri sono tutti rigorosamente senza titolo perché l’artista ci vuole lasciare liberi di interpretarne le strane figure e le situazioni al limite del paradosso. I corpi che sembrano galleggiare nell’aria e il ricorso ad espedienti classici come l’anamorfosi e l’ipertrofia fanno pensare al manierismo cinquecentesco, stile che Oda continua a studiare e ad approfondire. Il surrealismo di Magritte è un altro punto di partenza, con la pittura che si fa più analitica e dettagliata e i personaggi che emergono da paesaggi onirici e fiabeschi come se fossero capitati lì per caso, sotto una luce irreale che rimanda alla metafisica de chirichiana e al romanticismo di Böcklin. Eppure Oda non è certo un’artista classica né citazionista. Buona parte dei soggetti sono infatti di matrice fotografica ispirati a sue istantanee o a immagini pescate sulle riviste o su Internet. Il tema ricorrente nei suoi lavori è la maschera, per esaltare la teatralità del dipingere e giocare con l’ambiguità. Non sappiamo se ciò che vediamo siano persone o animali, uomini o donne. Ma ci troviamo comunque oltre la realtà. Seducenti e disturbanti, i lavori di Oda, come confessa lei stessa, aspirano ad essere trappole per chi li osserva.

L’artista sarà presente all’inaugurazione.
Il catalogo della mostra è edito dalla Fondazione Mudima.

Orari: lunedì-venerdì ore 10.30 – 13.00 / 15.30 – 19.30

architettura.paesaggio.design – conferenze ’07

Filed under:Architettura e Design,Lombardia — scritto da claudia il 20 Marzo 2007

ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI
DELLA PROVINCIA DI MONZA E DELLA BRIANZA

architettura.paesaggio.design  –  conferenze 07
architettura.paesaggio.design è il titolo che accompagnerà il primo ciclo di serate promosse ed organizzate dall’Ordine degli architetti, paesaggisti, pianificatori e conservatori della provincia di Monza e della Brianza.
Le serate vorrebbero far conoscere le diverse sfacettature della figura e della professione di architetto, da paesaggista, a conservatore, a designer, a pianificatore, attraverso la voce di autorevoli protagonisti che hanno o hanno avuto un forte legame con la provincia.
Le serate, scandite nelle tre aree tematiche afferenti all’architettura, vedranno ospiti tre famosi protagonisti dello scenario italiano ed internazionale: Benedetta Tagliabue (3 aprile-Monza) per la serata di Architettura, Andreas Kipar (27 aprile-Vimercate) per quella dedicata al Paesaggio e Antonio Citterio (18 maggio-Cesano Maderno) per la serata del Design.
La scelta di queste figure ricade su quei professionisti che, o per percorsi formativi o per il proprio operato sul territorio, appartengono in qualche modo alla realtà della Provincia di Monza e Brianza. Ecco perché tale scelta va letta come uno degli obiettivi precipui che l’Ordine, da poco istituito, si è posto, ovvero promuovere l’architettura del territorio.
Una risposta alla rarità di occasioni di dibattito, alla scarsa conoscenza della figura dell’architetto e dell’architettura nella contemporaneità e alla mancanza di coinvolgimento del più vasto pubblico (studenti, operatori di settore, cittadini, amministratori) sui temi dell’architettura e del paesaggio.
Il tentativo è quello di sostenere un rinnovato interesse nei riguardi di una disciplina che, quanto meno nel nostro paese, è ancora appannaggio di una ristretta cerchia di professionisti. Questa iniziativa, vuole essere un mezzo attraverso il quale si cerca di divulgare un linguaggio che possa raggiungere non solo gli “esperti” del settore, ma anche la cittadinanza tutta. Ci si vuole rivolgere ad un pubblico “allargato”, perché l’Architettura, come le altre arti, possa essere apprezzata e discussa da tutti.

Il farsi della città
Benedetta Tagliabue Miralles-Monza, Urban Center – 3 aprile 2007, ore 21
Milanese di nascita, la sua biografia è fatta di continui spostamenti e di esperienze importanti. A Barcellona fonda nel 1993 con Eric Miralles lo studio EMTB, studio che ancora oggi dirige. Tra i  molti progetti realizzati, ricordiamo quelli per il  nuovo Parlamento scozzese, per l’Università di Architettura di Venezia IUAV, per il mercato di S. Caterina, per la nuova sede del Gas Natural e per la diagonal Mar Parc a Barcellona, per  Campus Universitario di Vigo in Spagna e per il porto di Amburgo. È Visiting professor in diverse Facoltà di Architettura in Europa e Stati Uniti e attualmente è docente presso la Escola Tecnica Superior d’Arquitectura del Valles.

Il progetto di paesaggio
Andreas Kipar-Vimercate, Auditorium Biblioteca Civica – 7 aprile 2007, ore 21
Architetto e paesaggista, si forma in Germania e opera nel campo della pianificazione e della progettazione paesaggistica, del verde storico e del recupero ambientale sia in Italia che all’estero. Sul tema della riqualificazione del paesaggio e della ricomposizione urbana è tra gli autori del progetto 2009: Molta + Brianza, che ricalca il modello dei progetti europei già avviati in aree industriali e urbanizzate − come la Brianza −.

Il segno del design
Antonio Citterio-Cesano Maderno, Palazzo Arese Borromeo – 8 maggio 2007, ore 21
È ormai annoverato tra i grandi maestri del design italiano e non solo. Citterio, infatti, investiga larga parte del costruito e lo fa con devozione e amore. La ricercatezza dei dettagli in architettura gli proviene dal mestiere: vincitore del premio più ambito nel campo del design: il compasso d’oro nel 1987 e nel 1995; i suoi prodotti “Mobil” e “Battista”, per Kartell, sono esposti nella collezione permanente del MoMA di New York.

Con il patrocinio di
Comune di Monza
Comune di Vimercate
Comune di Cesano Maderno

Informazioni
www.ordine.architetti.mb.it
Via Zanzi 8a, 20052 Monza
0392307447


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