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	<title>Tutte le mostre in Italia &#187; Piemonte</title>
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	<description>Mostre d'arte e cultura</description>
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		<title>Villa Regina Margherita</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 14:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piemonte]]></category>

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		<description><![CDATA[Villa Regina Margherita a Bordighera &#8211; tra gli edifici di maggior pregio di tutto il territorio ligure &#8211; dopo due anni di attenti e impegnativi restauri, torna al suo splendore ed apre proponendosi come un polo museale e culturale. La notizia della riapertura della Villa, in coincidenza con i 150 anni dell&#8217;unit&#224; d&#8217;Italia, susciter&#224; interesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Villa Regina Margherita a Bordighera &#8211; tra gli edifici di maggior pregio di tutto il territorio ligure &#8211; dopo due anni di attenti e impegnativi restauri, torna al suo splendore ed apre proponendosi come un polo museale e culturale.</p>
<p>La <a href="http://www.zerodelta.net/news/cultura-apre-al-pubblico-villa-margherita-a-bordighera-im.php">notizia </a>della riapertura della Villa, in coincidenza con i 150 anni dell&#8217;unit&agrave; d&#8217;Italia, susciter&agrave; interesse anche per la mostra permanente allestita in sede che ospita un enorme numero di opere uniche esposte.</p>
<p>Nelle sale della villa ove, sotto il controllo delle competenti  soprintendenze, sono stati recuperati, stucchi, tempere, parquets,  vetrate artistiche, ecc. &#8211; adeguando nel contempo l&rsquo;edificio ai pi&ugrave;  moderni standard museali &#8211; si dipana dunque il percorso permanente, con  un progetto allestitivo di Michelangelo Lupo, teso a ricostruire  l&rsquo;atmosfera seducente di una dimora d&rsquo;epoca. <strong>Un percorso che, se  colpisce gi&agrave; per i numeri della collezione &#8211; concessa in comodato  trentennale alla Fondazione &#8211; impressiona soprattutto per la variet&agrave; e  la qualit&agrave; delle opere selezionate.</strong></p>
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		<title>Mimmo Paladino. Sculture</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 20:18:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>

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		<description><![CDATA[Un grande evento d&#8217;arte che coniuga l&#8217;importanza delle opere esposte e la suggestione del luogo che le ospita si inaugurer&#224; tra poche settimane a Orta San Giulio (Novara). Dal 18 luglio al 9 novembre 2009, infatti, le vie e le piazze dell&#8217;antico borgo che si affaccia sul lago d&#8217;Orta, ospiteranno dieci sculture monumentali di Mimmo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un grande evento d&rsquo;arte che coniuga l&rsquo;importanza delle opere esposte e la suggestione del luogo che le ospita si inaugurer&agrave; tra poche settimane a Orta San Giulio (Novara).<br />
Dal 18 luglio al 9 novembre 2009, infatti, le vie e le piazze dell&rsquo;antico borgo che si affaccia sul lago d&rsquo;Orta, ospiteranno dieci sculture monumentali di Mimmo Paladino (Paduli, Benevento, 1948), uno degli artisti italiani pi&ugrave; noti e apprezzati a livello internazionale, protagonista nei primi anni Ottanta del movimento della Transavanguardia.<br />
L&rsquo;iniziativa &egrave; il terzo appuntamento del progetto ORTISSIMA percorsidorta nata da un&rsquo;idea dell&rsquo;Associazione Culturale OPERAPRIMA con lo scopo di presentare ogni anno appuntamenti d&rsquo;arte di alta qualit&agrave; grazie a una rigorosa scelta delle opere esposte, testimonianza dei momenti pi&ugrave; rappresentativi della ricerca di un protagonista della scultura e a un accurato allestimento finalizzato a creare dialoghisempre nuovi con il territorio.<br />
L&rsquo;edizione 2009 dedicata a Mimmo Paladino e curata da Flavio Arensi, ha ricevuto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attivit&agrave; Culturali, con l&rsquo;importante contributo della Fondazione CRT e della Fondazione Banca Popolare di Novara per il territorio.<br />
Da sottolineare il ruolo strategico nell&rsquo;operazione avuto dalla Regione Piemonte che attraverso l&rsquo;ufficio di Presidenza e gli assessorati alla Cultura e al Turismo ha da subito appoggiato e sostenuto il progetto sia con il proprio patrocinio, che con un fondamentale contributo.<br />
&ldquo;Dopo Manz&ugrave; e Arnaldo Pomodoro &ndash; sottolinea il sindaco di Orta San Giulio, Cesare Natale &#8211; il nostro paese accoglie le opere di un grande protagonista dell&rsquo;arte internazionale, Mimmo Paladino, ricreando quel magico dialogo tra un borgo cos&igrave; suggestivo e la bellezza delle sculture monumentali. Un singolare progetto che permetter&agrave; di valorizzare non solo Orta San Giulio, che ne &egrave; la perla, ma tutto il bacino lacustre,offrendo ai numerosissimi visitatori, nazionali e internazionali, uno spettacolo di straordinaria armonia tra arte, paesaggio, storia e cultura&rdquo;.<br />
&ldquo;Le sculture monumentali a Orta San Giulio &#8211; afferma Valeria Greppi, vicepresidente di OPERAPRIMA &#8211; sono per la nostra Associazione una sfida continua e arrivare alla terza edizione di &lsquo;Ortissima percorsidorta&rsquo;, presentando un nome di cos&igrave; alto prestigio come quello di Mimmo Paladino, &egrave; senza dubbio un traguardo importante. Grandi Opere ma soprattutto grandi nomi dell&rsquo;arte per un evento di altrettanto impatto scenografico che speriamo possa crescere ogni anno di pi&ugrave; e contribuire a rilanciare lo splendido territorio che lo ospita&rdquo;.<br />
L&rsquo;arte di Mimmo Paladino affonda le sue radici negli anni Settanta, quando l&rsquo;artista muoveva i primi passi nell&rsquo;ambito di una figurazione ricca di elementi simbolici. Da tale atteggiamento discende l&rsquo;attitudine, riscontrabile in tutta la successiva produzione, a lavorare sul linguaggio artistico e sulle suearticolazioni concettuali ed espressive. Paladino intraprende percorsi sorprendenti, sperimentando le diverse tecniche tradizionali: dal disegno alla pittura, alla scultura, al mosaico, all&rsquo;incisione, all&rsquo;immagine filmica che gli permettono di rappresentare il proprio &quot;mondo interiore&quot;, primordiale e magico.<br />
L&rsquo;approccio di Paladino al mondo della scultura &egrave; databile intorno al 1985 quando si cimenta con grandi sculture in bronzo e con installazioni, sperimentando cos&igrave; la contaminazione tra diverse forme espressive. Da queste opere di forte impatto, decide poi di asciugare la sua arte per spingersi verso un rigore sempre pi&ugrave; evidente ed una semplificazione delle strutture.<br />
Accanto alla pittura, la scultura &egrave; parte fondamentale del lavoro di Paladino, come dimostrano le opere inserite nel percorso espositivo a Orta, realizzate in bronzo, ferro e terracotta.<br />
Il catalogo Allemandi, con testi di Flavio Arensi e Goffredo Fofi, &egrave; arricchito dalle fotografie eseguite da Gianni BerengoGardin a Paladino e alle opere ambientate a Orta.<br />
Il progetto ORTISSIMA percorsidorta nasce nel 2007 da un&rsquo;idea dell&rsquo;Associazione Culturale OPERAPRIMA con la volont&agrave; di garantire, gi&agrave; nel titolo e nella presentazione, una sequenza di eventi dedicati alla scultura monumentale all&rsquo;aperto che porteranno ad Orta San Giulio i pi&ugrave; grandi nomi dell&rsquo;arte del Novecento italiano e internazionale, come testimonia l&rsquo;edizione del 2007, con l&rsquo;esposizione dedicata a Giacomo Manz&ugrave;.<br />
Note biografiche<br />
Mimmo Paladino nasce a Paduli (Benevento) il 18 dicembre 1948. Dal 1964 frequenta il Liceo Artistico di Benevento, nel periodo in cui la scena internazionale era dominata dal Minimalismo e dal Concettualismo. Nella sua prima fase s&rsquo;incentra principalmente sulla fotografia, continuando a coltivare tuttavia le sue eccezionali doti di disegnatore. Nel 1977 infatti realizza un grande pastello sul muro dellagalleria di Lucio Amelio a Napoli e partecipa inoltre alla rassegna &quot;Internationale Triennale f&uuml;r Zeichnung&quot; organizzata a Breslavia. Dal 1978 al 1980 vive un periodo transitorio tra le iniziali posizioni concettuali e la rinnovata attenzione per la pittura figurativa. Di questa fase sono i dipinti monocromatici dalle tinte decise sui quali campeggiano strutture geometriche, ma anche oggetti ritrovati quali rami o maschere. Gli inizi degli anni ottanta sono caratterizzati dall&rsquo;affermazione delle potenzialit&agrave; di una pittura referenziale. Ad &quot;Aperto &rsquo;80&quot;, nell&rsquo;ambito della Biennale di Venezia, il critico d&rsquo;arte Achille Bonito Oliva propone la corrente della Transavanguardia, di cui fanno parte Chia, Clemente, Cucchi e lo stesso Paladino. Attraverso la rivisitazione dell&rsquo;allegoria e del simbolismo, questo gruppo aveva puntato a ripristinare il mito, il mistero e il magico nell&rsquo;arte contemporanea. Si susseguono da allora le presenze in importanti rassegne internazionali (Biennale diVenezia, Biennale di San Paolo del Brasile, Biennale di Lubiana, Tate Gallery di Londra, Fondazione Mir&ograve; di Barcellona, Biennale di Parigi, Kunsthaus di Basilea, National Museum di Pechino, Forte Belvedere di Firenze, Mus&eacute;e Royale des Beaux Arts di Bruxelles, etc&#8230;) grazie alle quali la sua arte viene conosciuta all&rsquo;estero e riscuote immediatamente larghi consensi. Paladino si dedica anche all&rsquo;attivit&agrave; incisoria: l&rsquo;acquaforte, l&rsquo;acquatinta, la linoleografia, la xilografia che interpretano magistralmente il carattere spettrale delle sue figure primordiali.<br />
Nelle sue opere l&rsquo;artista immortala figure e forme ossessive talvolta ispirate all&rsquo;arte ed ai manufatti provenienti da culture del passato e del presente. Il linguaggio visivo di Paladino non &egrave; n&eacute; narrativo n&eacute; essenziale: &egrave; fluido ed ambiguo perch&eacute; l&rsquo;arte, nel suo modo di esprimerla, non deve dare risposte ma formulare domande.<br />
Le sue numerose mostre personali sono state allestite in musei pubblici e gallerie private in tuttoil mondo. Sue opere di pittura e di scultura si trovano in importanti spazi pubblici ed in prestigiose collezioni istituzionali e private.<br />
Attualmente vive e lavora a Benevento e a Milano.</p>
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		<title>Il Presepio nel Mondo nell’Arte e nella Tradizione</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 13:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presepio nel Mondo nell&#8217;Arte e nella Tradizione &#8220;&#8230;come tutti i popoli del mondo interpretano&#160; l&#8217;evento della Nativit&#224;&#8221; Ricordando Papa Giovanni Paolo II Castello di Govone (CN), 25 novembre 2007- 13 gennaio 2008 Dal 25 novembre prossimo sino al 13 gennaio 2008, si svolger&#224;, presso il Castello di Govone, (Cuneo), la 1^ edizione della mostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><font color="#ff0000"><strong>Il Presepio nel Mondo nell&rsquo;Arte e nella Tradizione</strong></font><br />
<em><font color="#ff0000"><strong>&ldquo;&hellip;come tutti i popoli del mondo interpretano&nbsp; l&rsquo;evento della Nativit&agrave;&rdquo;</strong></font></em><br />
<font color="#ff0000"><strong>Ricordando Papa Giovanni Paolo II</strong></font><br />
<font color="#ff0000"><strong>Castello di Govone (CN), 25 novembre 2007- 13 gennaio 2008</strong></font>
</div>
<p>
Dal 25 novembre prossimo sino al 13 gennaio 2008, si svolger&agrave;, presso il Castello di Govone, (Cuneo), la 1^ edizione della mostra &ldquo;Il Presepio nel Mondo nell&rsquo;Arte e nella Tradizione &ndash; &ldquo;&hellip;come tutti i popoli del mondo interpretano l&rsquo;evento della Nativit&agrave;&rdquo; Ricordando Papa Giovanni Paolo II. L&rsquo;iniziativa &egrave; organizzata dall&rsquo;Associazione Culturale &ldquo;Generazione&rdquo; con la collaborazione del Comune di Govone, della Regione Piemonte e della Provincia di Cuneo.</p>
<p><font color="#ff0000"><strong>La rassegna, vedr&agrave; esposte, nella suggestiva ambientazione del Castello appartenuto a Carlo Felice di Savoia e Patrimonio dell&rsquo;Umanit&agrave; dell&rsquo;UNESCO, un centinaio di presepi&nbsp; provenienti da tutti i Paesi del mondo</strong></font>: Francia, Spagna, Slovenia, Polonia, Svizzera, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Portogallo, Per&ugrave;, Africa, America Latina, Cuba, Corea, Cina e Giappone.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp; La Rassegna suscita nel visitatore una particolare suggestione ed emozione. I presepi, realizzati con diversi materiali quali la madreperla, il legno d&rsquo;ulivo, la terracotta, il cartongesso, la stoffa, ecc. sono di notevole valore artistico e provengono da alcuni dei Musei pi&ugrave; importanti e da collezioni private. Le dimensioni variano dai grandi presepi (2-3 metri di larghezza, con 2-3 metri di profondit&agrave;), ai medi (fino a 2 metri di larghezza e 2 metri di profondit&agrave;), ai piccoli presepi.<br />
&nbsp;&nbsp; <br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp; Gli oggetti esposti fanno parte di due mondi in un certo senso integrati: quello dello spettacolo &#8211; i presepi si possono infatti assimilare a delle sacre rappresentazioni fisse &#8211; e quello museografico &ndash; per certe caratteristiche scultoree di pregio e per la dimensione di alcuni personaggi scolpiti e modellati nei secoli passati. Il primo richiede luci ed ombre, suoni e colori tipici dello spettacolo, il secondo spazi ampi e luci ben dosate. In virt&ugrave; di tali caratteristiche l&rsquo;allestimento &egrave; realizzato valorizzando i singoli interventi (presepi di varie provenienze) e dando giusto rilievo ai singoli pezzi, presentati al di fuori del loro contesto originario. Nasce cos&igrave; una mostra-spettacolo in cui musica e luci contribuiscono a creare un&rsquo;atmosfera correlata con gli oggetti esposti, che siamo sicuri trasformeranno ciascun visitatore da semplice spettatore ad attore.<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp; Una sezione speciale della rassegna di quest&rsquo;anno sar&agrave; dedicata a Papa Giovanni Paolo II con dei pannelli fotografici (3mt x2) che ricordano tutte le principali tappe della sua vita.&nbsp; Papa Giovanni Paolo II infatti, aveva avuto pi&ugrave; volte parole di profonda considerazione nei confronti del presepio.<br />
Rivolto ai giovani, in un Suo discorso in Piazza S. Pietro lo aveva definito un elemento della cultura e dell&rsquo;arte, ma soprattutto un segno di Fede.</p>
<p>Durante la mostra avranno luogo una serie di eventi collaterali che animeranno le strade di Govone, tra questi ricordiamo il &ldquo;<font color="#ff0000"><strong>Paese di Natale</strong></font>&rdquo; del 9 e 16 dicembre. Durante le due giornate sar&agrave; possibile assistere, nelle vie del Centro Storico, ad una vera e propria rappresentazione del paese di Babbo Natale, un tuffo al Polo Nord con il tipico spirito che ci porta oltre i confini della magia&hellip;!! Folletti e fatine accompagneranno i visitatori tra presepi napoletani, cori natalizi, oggettistica natalizia, storie magiche, sottofondi musicali, ed enogastronomia. Babbo Natale accoglier&agrave; tutti i piccoli visitatori nella Piazza del Polo Nord pronto a smistare doni a tutti i bambini che scriveranno le loro letterine e le faranno pervenire entro il 1&deg; dicembre&nbsp; all&rsquo;indirizzo : La Casa di Babbo Natale, Via Umberto I,n&deg;29 cap. 12040 Govone &ndash; CN-. </p>
<p><u>Aperta tutti i giorni, compresi i festivi, dal 25 novembre 2007 al 13 gennaio 2007.<br />
Biglietto:&nbsp; euro 5 intero,&nbsp; euro 4&nbsp; ridotto per le comitive e le parrocchie, 3&nbsp; euro speciale scuole.<br />
Orari: da luned&igrave; a venerd&igrave;: la mattina su prenotazione per le scuole, il pomeriggio dalle 15 alle 21.<br />
Sabato e domenica orario continuato dalle 10 alle 22.</u></p>
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		<title>Isabella Bona. Metamorfosi.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2007 16:26:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 5 aprile al 5 maggio 2007 Cenacolo Felice Casorati in Campidoglio Via Balme 20 &#8211; Torino Il Cenacolo Felice Casorati prosegue la sua indagine intorno alle dimensioni che il corpo assume, grazie alle infinite possibilità dell’arte, ospitando la personale di Isabella Bona, un’artista che in questo percorso ha messo proprio il corpo al centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mostreinitalia.org/wp-content/uploads/2007/03/web7bona_small.GIF" title="web7bona_small.GIF"><img src="http://www.mostreinitalia.org/wp-content/uploads/2007/03/web7bona_small.GIF" title="Isabella Bona opera" alt="Isabella Bona opera" align="left" hspace="5" vspace="5" /></a>Dal 5 aprile al 5 maggio 2007<br />
Cenacolo Felice Casorati in Campidoglio<br />
Via Balme 20 &#8211; Torino</p>
<p>Il Cenacolo Felice Casorati prosegue la sua indagine intorno alle dimensioni che<br />
il corpo assume, grazie alle infinite possibilità dell’arte, ospitando la personale di Isabella<br />
Bona, un’artista che in questo percorso ha messo proprio il corpo al centro di una<br />
ricerca dove la convivenza di ideale e reale si configura in nuove ed originali<br />
“metamorfosi”.<br />
lsabella Bona, di origini bellunesi, approda a Torino dopo una biografia artistica<br />
che la vede diplomarsi all’accademia di Belle Arti di Venezia, con una tesi sul tema del<br />
restauro dell’arte contemporanea. Un’articolata serie di esposizioni collettive e personali<br />
- tra cui spicca la personale nella prestigiosa cornice di Palazzo Crepadona a Belluno, la<br />
conducono da Venezia e dal Veneto fino a Genova, all’Emilia e infine a Roma, dove<br />
all’inizio del 2007 è stata premiata nell’ambito della manifestazione Open Art ed ha<br />
esposto nella Sala del Bramante: attraverso questo percorso l’artista affina<br />
progressivamente la sua ricerca approdando all’uso di Photoshop quale potentissimo<br />
mezzo per dare forma ad un’ispirazione creativa sempre più spericolata.<br />
Nel 2000 ha conseguito un importante riconoscimento per questa sua scelta<br />
espressiva con il Premio Mondadori nella sezione Computer graphic, mentre del 2002 è<br />
la partecipazione al workshop veneziano del Maestro giapponese Nobuyoshi Araki,<br />
genio mondiale della fotografia d’avanguardia. Il tratto distintivo dell’opera di Isabella<br />
Bona è la continua ricerca per fondere le possibilità del mezzo tecnologico spinta<br />
all’estremo, con un’espressività che non rinnega la tradizione della storia dell’arte, ma<br />
anzi la ingloba in sé rinnovandola e trasformandola. Ecco che nelle opere di questa<br />
prima esposizione torinese il motivo letterario delle metamorfosi, con il quale artisti di<br />
ogni epoca si sono confrontati, viene rinnovato attraverso l’utilizzo di audaci<br />
contaminazioni materiche artificialmente riprodotte grazie a Photoshop, novello<br />
incantesimo in grado di mescolare reale ed immaginario, un dualismo da sempre al<br />
centro del vissuto umano.<br />
Le “Metamorfosi” in mostra nelle sale del Cenacolo sono autoritratti in divenire<br />
dove è il corpo dell’artista ad essere contaminato con quello di creature che si<br />
potrebbero dire appartenenti al mondo animale, ma che pure stanno perdendo la<br />
connotazione naturale per farsi materia artificiale e fantastica. Questa mostra ha anche il<br />
pregio di essere una felice unione di femminilità diverse – oltre all’artista intervengono<br />
infatti la curatrice Delia Gianti e Sara Bona per il profilo critico- che vogliono proporre al<br />
pubblico una parentesi d’arte e di immaginazione.</p>
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