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	<title>Tutte le mostre in Italia &#187; Grandi eventi</title>
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	<description>Mostre d'arte e cultura</description>
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		<title>A Otranto la mostra Dalì, il genio</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 21:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grandi eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Salvador Dalì]]></category>

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		<description><![CDATA[28 maggio 2011 &#8211; Fino al 25 settembre il Castello Aragonese di Otranto (Le) ospita &#34;Dal&#236;, il genio&#34;. La mostra, a cura di Alice Devecchi, apre la terza stagione artistica del Castello di Otranto ospita sessanta opere del maestro spagnolo. Dal 28 maggio al 25 settembre&#160; il Castello Aragonese di Otranto (Le) ospita &#34;Dal&#236;, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>28 maggio 2011 &#8211; Fino al 25 settembre il Castello Aragonese di Otranto  (Le) ospita &quot;Dal&igrave;, il genio&quot;. La mostra, a cura di Alice Devecchi, apre  la terza stagione artistica del Castello di Otranto ospita sessanta  opere del maestro spagnolo.</p>
<p><a href="http://www.zerodelta.net/news/arte-a-otranto-la-mostra-dali-il-genio.php"><img width="177" vspace="5" hspace="5" height="202" align="left" src="http://www.mostreinitalia.org/wp-content/uploads/image/1301056362.jpg" alt="Dal&igrave;" /></a>Dal 28 maggio al 25 settembre&nbsp; il <strong>Castello Aragonese di Otranto</strong> (Le) ospita <strong>&quot;<a href="http://www.zerodelta.net/news/arte-a-otranto-la-mostra-dali-il-genio.php">Dal&igrave;, il genio</a>&quot;</strong>  La mostra, a cura di Alice Devecchi, apre la terza stagione artistica  del Castello di Otranto, contenitore culturale gestito dalla Societ&agrave;  cooperativa Sistema Museo di Perugia e dall&rsquo;Agenzia di Comunicazione  Orione di Maglie. Dopo il grande successo degli ultimi due anni con le  mostre di Joan Mir&ograve; e Pablo Picasso, che hanno registrato 90mila  presenze complessive, il Castello apre le porte a uno dei pi&ugrave; importanti  artisti contemporanei del &lsquo;900, affermandosi come punto di riferimento  per l&rsquo;arte e la cultura a livello nazionale e internazionale.</p>
<p>La mostra &#8211; che sar&agrave; inaugurata il 27 maggio alle ore 18.00 &ndash; accoglie <strong>sei sculture originali in bronzo</strong>, tra le quali &ldquo;Elefante cosmico&rdquo; (di grandi dimensioni &#8211; h 120 x 90 x 350 cm), e una selezione di <strong>cinquantaquattro litografie originali</strong>,  che spaziano nel mondo del surreale per illustrare temi e testi  letterari e che ancora una volta testimoniano la grande capacit&agrave; grafica  del maestro spagnolo. Dal clima gotico travasato in surrealismo  bianco/nero del &ldquo;Castello di Otranto&rdquo;, ai colori pallidi delle &ldquo;Fiabe  Giapponesi&rdquo;, al vuoto di colore della carta lasciata nuda in &ldquo;Tristano e  Isotta&rdquo;, al nero e oro glitterato degli &ldquo;Amours Jaunes&rdquo;, Dal&igrave; precipita  con la sua gamma espressiva multiforme nel vero Castello Aragonese di  Otranto. Lo invade, lo trasforma, semina il panico con il suo  ingombrante mistero, proprio come il gigantesco elmo che mette in moto  la trama del romanzo di Walpole che l&rsquo;artista spagnolo illustra in una  delle serie di incisioni in mostra. Dal&igrave; si muove, agile e rapido come  un gatto, tra testi completamente diversi per registro, tono, epoca, con  l&rsquo;unico filo rosso che &egrave; l&rsquo;indubbia riconoscibilit&agrave; delle sue figurette  allungate, delle sue fughe vertiginose di linee, della sua  irreprensibile indole provocatoria. Le sculture in bronzo paiono la  materializzazione dei personaggi che Dal&igrave; dirige nella sua opera  grafica, attori che si muovono in scena nonostante le loro articolazioni  molli, senz&rsquo;ossa, raccontando ognuna la sua storia pi&ugrave; o meno eroica.</p>
<p>Personalit&agrave; complessa e ricca di fantasia, <strong>Salvador Dal&igrave; </strong>(Figueras,  Catalogna, 1904-1989) ha operato con vivace sensibilit&agrave; e singolare  estro creativo in vari campi dell&#8217;arte: pittore, scultore, scrittore,  illustratore, scenografo, disegnatore di gioielli e di mobili. Le sue  molteplici manifestazioni artistiche hanno suscitato da parte della  critica giudizi contrastanti che coinvolgono assieme all&#8217;opera anche  l&#8217;uomo, anzi, il personaggio, per taluni atteggiamenti di vistoso gusto  eccentrico. </p>
<p>La curatrice Alice Devecchi ha frequentato il liceo classico C. Beccaria  di Milano, conseguito la laurea triennale in Scienze dei beni culturali  presso l&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Milano nel 2005 e la laurea  specialistica in Storia dell&rsquo;Arte presso l&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di  Urbino &ldquo;Carlo Bo&rdquo;. Lavora a Urbino, con due architetti, un grafico e una  storica dell&rsquo;arte nel campo della progettazione di allestimenti di  mostre e di musei, cura di cataloghi, realizzazione di prodotti  multimediali per esposizioni, cura di mostre. Ha ottenuto una menzione  speciale per il saggio &ldquo;Il ventre del pentagono. Geometria magia e  salute nel Lazzaretto di luigi Vanvitelli&rdquo;, nell&rsquo;ambito del premio Ucare  per l&rsquo;Arte 2009 bandito dalla Fondazione Quarta Onlus di Milano. Ha  pubblicato &ldquo;Ca&rsquo; Romanino. Una casa di Giancarlo De Carlo a Urbino&rdquo;,  Argalia editore, Urbino 2010.</p>
<p><em>Elenco delle opere</em><br />
- 1 scultura di grandi dimensioni:<br />
Elefante cosmico, bronzo h 120 x 90 x 350 cm<br />
- 5 sculture di medie dimensioni:<br />
Perseo, bronzo h 73 x 36,5 x 29,5 cm<br />
Hombre Sobre Delfin (Uomo sopra un delfino), bronzo h 42,5 x 47,5 x 15 cm<br />
Trajano a Caballo (Traiano a cavallo), bronzo h 65,5 x 52,5 x 42,5 cm<br />
Mujer Desnuda (Nudo femminile), bronzo h 55 x 32,5 x 37,5 cm<br />
Mujer con Faldas &ndash; Tersicore (Donna che indossa una gonna), bronzo h 69,5 x 38 x 15 cm<br />
- 13 incisioni all&rsquo;acquaforte dal Castello di Otranto<br />
- 10 puntesecche colorate dalle Fiabe Giapponesi<br />
- 21 incisioni a puntasecca del Tristano e Isotta<br />
- 10 incisioni in nero e oro de Les amours jaunes</p>
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		<title>Giornate Europee del Patrimonio 2007 &#8211; Le Mostre</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Sep 2007 07:13:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grandi eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornate Europee del Patrimonio 2007: oltre mille eventi straordinari e&#160; gratuiti&#160; in tutta Italia. Aperture di luoghi d&#8217;arte, convegni, percorsi storici, concerti, mostre. Ecco alcune mostre che verranno inaugurate per l&#8217;occasione. L&#8217;Aquila &#8220;Michelangelo Antonioni: le montagne incantate&#8221; Museo Nazionale d&#8217;Abruzzo via Ottavi Solecchi 29 -30 settembre ore 8.30 &#8211; 19.30 La Soprintendenza per il Patrimonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.zerodelta.net/it/cultura-giornate-europee-del-patrimonio-2007.php">Giornate Europee del Patrimonio 2007</a></strong>: oltre mille eventi straordinari e&nbsp; gratuiti&nbsp; in tutta Italia. Aperture di luoghi d&rsquo;arte, convegni, percorsi storici, concerti, mostre. Ecco alcune mostre che verranno inaugurate per l&#8217;occasione.<strong></p>
<p>
L&rsquo;Aquila<br />
&ldquo;Michelangelo Antonioni: le montagne incantate&rdquo;<br />
Museo Nazionale d&#8217;Abruzzo<br />
via Ottavi Solecchi<br />
29 -30 settembre ore 8.30 &#8211; 19.30</p>
<p></strong>La Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico dell&#8217;Abruzzo, negli spazi del Museo Nazionale d&#8217;Abruzzo, aveva da tempo programmato la realizzazione della mostra sull&#8217;opera pittorica del grande regista Michelangelo Antonioni, dedicata alle &ldquo;montagne incantate&rdquo;, progetto che assume un significato particolare dopo la recente scomparsa del Maestro.<br />
La mostra,160 opere fra dipinti a tempera, per lo pi&ugrave; inediti, e ingrandimenti fotografici d&#8217;autore, i cosiddetti &ldquo;blow up&rdquo;, provenienti dal Museo Antonioni di Ferrara, &egrave; realizzata in collaborazione con le Gallerie Civiche di Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara e con l&#8217;Istituto Cinematografico &ldquo;La Lanterna Magica&rdquo; di L&#8217;Aquila. <br />
Il tema &egrave; la montagna, nelle sue molteplici &ldquo;apparizioni&rdquo;; si tratta dunque non di luoghi geograficamente definiti, ma paesaggi interiori, dell&#8217;anima, che richiamano le immagini e la fascinazione di luoghi visti con l&#8217;occhio del cineasta.<br />
Alla mostra sar&agrave; affiancata la proiezione dei film e dei documentari pi&ugrave; significativi del Maestro e maggiormente legati al tema dell&#8217;esposizione; il catalogo, bilingue ed edito dall&#8217;editore Gangemi di Roma, &egrave; corredato da un&#8217;ampia antologia critica con le testimonianze storiche, tra le altre, di Giulio Carlo Argan, Maurizio Calvesi, ed Alberto Boatto.<br />
Lo stesso Antonioni spiegava cos&igrave; la sua personale esperienza artistica: &ldquo;[...] Per me regista si &egrave; trattato di una interessantissima sperimentazione. Non mi ha mai sfiorato il pensiero di toccare il mondo dell&#8217;arte, anche perch&eacute; non saprei a quale forma d&#8217;arte assegnare questi oggetti. Se &egrave; vero che scarabocchiando quei pezzi di carta sono evaso dal cinema, &egrave; anche vero che attraverso l&#8217;ingrandimento fotografico in qualche modo al cinema mi sono riavvicinato&rdquo;.</p>
<p><strong>Vibo Valentia<br />
Presa di possesso dello stato di Mileto, Francavilla e Pizzo. Da alcuni documenti d&rsquo;archivio del 1676<br />
Sala Conferenze<br />
J. Pallach, 46<br />
Inaugurazione: 29 settembre ore 9.30. Aperta fino al 15 ottobre</strong></p>
<p>La mostra racconta, attraverso alcuni documenti conservati presso l&rsquo;Archivio di Stato e in particolare un &ldquo;istrumento, datato 29 marzo 1676&rdquo;, la presa di possesso dei feudi di Mileto, Francavilla e Pizzo, che dopo la morte del principe Rodrigo de Silva erano passati al figlio ed erede Gregorio. L&rsquo;obiettivo &egrave; quello di mostrare la grande influenza esercitata da alcuni paesi europei nella formazione culturale del nostro paese, con particolare riferimento agli usi, ai costumi e alle tradizioni. Nel caso della Calabria nel periodo in questione la chiara derivazione &egrave; spagnola soprattutto in tutti gli apparati scenografici e pirotecnici utilizzati per cerimonie pubbliche, come appunto quella della presa di possesso dei feudi di Gregorio de Silva, ma anche molte cerimonie religiose, come ad esempio quelle della Settimana Santa, in particolare la domenica di Pasqua. </p>
<p><strong>Cagliari<br />
Gli ori di Sant&rsquo;Efisio a Cagliari<br />
Municipio di Cagliari, sala Figari<br />
Via Roma, 153<br />
28 settembre ore 18.00 inaugurazione</strong></p>
<p>Per la prima volta saranno esposti i gioielli che costituiscono il prezioso &ldquo;tesoro di Sant&rsquo;Efisio&rdquo;, raccolti nel corso dei secoli grazie alle donazioni dei numerosissimi devoti al Santo martire cagliaritano, in segno di gratitudine e di riconoscenza, per aver ottenuto le grazie richieste.<br />
In questa occasione verranno esposti, in apposite vetrine, i pezzi pi&ugrave; preziosi e significativi, corredati da esaustive didascalie, che illustreranno le tecniche di lavorazione, i materiali utilizzati, le caratteristiche stilistiche e la loro storia. Tra questi, ricordiamo il secentesco Toson d&rsquo;Oro che l&rsquo;Alternos porta in occasione della processione del 1&deg; maggio, la &ldquo;ganza&rdquo; tempestata di pietre preziose offerta al Santo Patrono dalla regina Maria Teresa d&rsquo;Austria d&rsquo;Este durante il suo esilio in Sardegna, la &ldquo;corona d&rsquo;oro&rdquo; realizzata dalla citt&agrave; di Cagliari in occasione della trecentesima sagra di maggio, l&rsquo;elmo, la spada e la palma, che costituiscono gli attributi iconografici del simulacro ligneo. <br />
Far conoscere questo patrimonio significa non solo avere una testimonianza della continua e costante fede dei sardi verso il Santo, ma consente di stabilire, con una precisa ricostruzione cronologica, attraverso documenti inediti, le origini della produzione orafa che negli ultimi secoli &egrave; stata realizzata in Sardegna o importata dal Continente. <br />
Nelle teche troveranno spazio anche i numerosi anelli, orecchini, bracciali e spille che documentano la profonda religiosit&agrave; dei fedeli verso Sant&rsquo;Efisio e il gusto del momento. Completeranno e integreranno l&rsquo;esposizione alcuni inventari inediti, conservati nell&rsquo;archivio storico dell&rsquo;Arciconfraternita, relativi ad alcune opere esposte.</p>
<p><strong>Ancona<br />
&quot;Augusto capite velato&quot;.</strong><br />
<strong>Dal 29/09/2007 al 31/12/2007<br />
Costo del biglietto: gratuito<br />
Museo Tattile Statale Omero<br />
Via Tiziano 50</strong><br />
Orario: Marted&igrave; &ndash; sabato 9-13/15-19 Domenica e festivi 16-19.30 Chiuso il 25/12/2007<br />
Telefono: 071/2811935<br />
Fax: 071/2818358<br />
E-mail: info@museoomero.it<br />
Sito Web: http://info@museoomero.it<br />
E&rsquo; nella natura del Museo Tattile Statale Omero rendere fruibile al tatto opere d&rsquo;arte soprattutto se originali, e, grazie alla sensibilit&agrave; della Soprintendenza per i beni archeologici delle Marche, sar&agrave; accessibile il ritratto velato di Augusto pregevole scultura e reperto archeologico di grande rilievo segno di un&rsquo;epoca, quella romana, in cui si andava formando l&rsquo;identit&agrave; europea.</p>
<p><strong>Matera<br />
Prima della citt&agrave;: Matera dall&rsquo;et&agrave; del ferro alla romanizzazione<br />
Dal 29/09/2007 al 31/12/2007<br />
Costo del biglietto: &euro; 2.50 &#8211; Gratuito durante le Giornate Europee del Patrimonio<br />
Museo Archeologico Nazionale &quot;Domenico Ridola&quot;<br />
Via Domenico Ridola, 24</strong><br />
Orario: 9.00-20.00<br />
Telefono: 0835.310058<br />
E-mail: museoarcheologicomatera@virgilio.it<br />
Prima della citt&agrave;: Matera dall&rsquo;et&agrave; del ferro alla romanizzazione<br />
Sar&agrave; esposta una selezione dei materiali archeologici provenienti dai contesti urbani di Matera finalizzato alla redazione della carta archeologica della citt&agrave; tra et&agrave; antica e medioevo</p>
<p><strong>Bologna<br />
Dagli Appennini ai Pirenei. Pietro Bubani: un botanico nel Risorgimento<br />
Dal 29/09/2007 al 17/11/2007<br />
Museo civico del Risorgimento<br />
Piazza Carducci 5</strong><br />
Orario: 29 settembre: inaugurazione ore 17.00 &#8211; 30 settembre: apertura dalle 9.00 alle 13.00 &#8211; Dal 2 ottobre al 17 novembre: apertura da marted&igrave; a sabato e le domeniche 7 ottobre e 4 novembre dalle 9.00 alle 13.00 &#8211; Chiuso luned&igrave;, le restanti domeniche e l&rsquo;1 novembre<br />
Telefono: 051.347592<br />
E-mail: museorisorgimento@comune.bologna.it<br />
Pietro Bubani (1806-1888) fu uno dei pi&ugrave; attivi botanici dell&rsquo;Ottocento italiano, eppure egli &egrave; assai pi&ugrave; noto all&rsquo;estero. Giovane studioso di scienze naturali, partecip&ograve; ai moti risorgimentali del 1831 e fu costretto all&rsquo;esilio. Qui matur&ograve; la decisione di dedicarsi allo studio delle vegetazione dei Pirenei e nel 1836 intraprese il primo viaggio. Su quelle montagne l&rsquo;ardito ricercatore trascorse, in diverse spedizioni, quasi 26 anni, legandosi profondamente a quella regione. Rischiando la vita in pi&ugrave; occasioni egli riusc&igrave; a classificare oltre 2.800 specie botaniche. La mostra, corredata di ampio catalogo, costituisce il punto d&rsquo;arrivo di un&rsquo;ampia ricerca, condotta presso istituti culturali italiani e stranieri e presso privati, che ha permesso di ricostruire la complessa figura di Pietro Bubani e del suo itinerario scientifico ed umano &ldquo;Dagli Appennini ai Pirenei&rdquo;.</p>
<p><strong>Rimini<br />
Le ore e i giorni delle donne. Dalla quotidianit&agrave; alla sacralit&agrave; tra VIII e VII secolo a.C.<br />
Aperta fino al 06/01/2008<br />
Costo del biglietto: (mostra + museo): Interi 5,50 &#8211; Ridotti 4,00 &ndash; Scuole 3,00 (con percorso guidato)<br />
Riduzioni: (mostra + museo): Ridotti 4,00 &ndash; Scuole 3,00 (con percorso guidato)<br />
Ex chiesa di Sant&rsquo;Agostino e Museo Civico Archeologico<br />
Via S. Agostino 55<br />
Verucchio (Rimini)</strong><br />
Orario: Fino 30 Settembre 2007, aperto tutti i giorni (festivi inclusi) dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30<br />
Telefono: 0541 670222<br />
E-mail: iat.verucchio@iper.net<br />
La mostra rappresenta una tappa fondamentale del pi&ugrave; ampio progetto di valorizzazione del patrimonio archeologico di Verucchio. L&rsquo;allestimento &egrave; incentrato sul tema delle donne di alto rango vissute nel contesto verucchiese ed italico in genere, illustrandone le attivit&agrave; quotidiane, i ruoli, fino agli aspetti rituali.</p>
<p></p>
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