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	<title>Tutte le mostre in Italia &#187; Disegni</title>
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	<description>Mostre d'arte e cultura</description>
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		<title>Mirò 1893-1983 il trionfo del colore</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 15:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disegni]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>

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		<description><![CDATA[Mir&#242; 1893-1983 il trionfo del colore Spazi Espositivi della Provincia di Pordenone, 7 dicembre 2007 &#8211; 2 marzo 2008 &#8220;Far&#242; emergere il mio lavoro come il canto di un uccello o la musica di Mozart, senza sforzo apparente, ma pensato per lungo tempo e lavorato all&#8217;interno&#8221;. Con queste parole Joan Mir&#242; sintetizzava il suo impegno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><font color="#800080"><strong></p>
<p>Mir&ograve; 1893-1983 il trionfo del colore</strong></p>
<p><strong>Spazi Espositivi della Provincia di Pordenone, 7 dicembre 2007 &#8211; 2 marzo 2008</strong></font>
</div>
<p><em>&ldquo;Far&ograve; emergere il mio lavoro come il canto di un uccello o la musica di Mozart, senza sforzo apparente, ma pensato per lungo tempo e lavorato all&rsquo;interno&rdquo;</em>. Con queste parole <font color="#800080"><strong>Joan Mir&ograve;</strong></font> sintetizzava il suo impegno nell&#8217;arte che lo avrebbe portato alla realizzazione di una serie di opere in parte esposte nella mostra &ldquo;Mir&ograve; 1893-1983 il trionfo del colore&rdquo; che si inaugurer&agrave; venerd&igrave; 7 dicembre alle ore 17:30 presso gli <strong><font color="#800080">Spazi Espositivi della Provincia di Pordenone</font></strong> e rester&agrave; aperta al pubblico fino al 2 marzo 2008.</p>
<p>La mostra &egrave; curata da Giuseppe Bergamini ed Enzo di Martino ed &egrave; organizzata dalla Triennale Europea dell&#8217;Incisione e dalla Provincia di Pordenone, in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone. Verranno esposte 80 grafiche provenienti da una delle gallerie d&#8217;arte moderna pi&ugrave; importanti del mondo, lo Sprengel Museum di Hannover, che sigla questa sinergia con la Triennale Europea dell&#8217;Incisione per il quinto anno.</p>
<p>Nato nel 1893 a Barcellona, Mir&ograve; esprime al meglio la sua visione poetica e fiabesca del mondo alimentata da impulsi di una memoria segreta e inconsapevole, apparentemente gioiosa, ma anche misteriosamente tragica e inquietante.</p>
<p>La grafica &egrave; stata per Mir&ograve; &#8211; come per molti grandi artisti del passato, da D&uuml;rer a Rembrandt, da Goya a Picasso, abbondantemente celebrati nei cataloghi editi dalla Triennale Europea dell&#8217;Incisione &#8211; un segmento estremamente importante della sua produzione artistica ed egli stesso ha affermato che &ldquo;un&#8217;incisione pu&ograve; avere la stessa bellezza e dignit&agrave; di un buon quadro&rdquo;.</p>
<p>Molte di queste opere saranno esposte nella mostra di Pordenone, cos&igrave; come quelle realizzate anche negli anni Cinquanta attraverso il procedimento della morsura diretta dell&rsquo;acido su lastra di rame, realizzate nel celebre atelier di Lacouri&egrave;re, ai piedi di Montmartre, altro spazio celeberrimo, frequentato dai pi&ugrave; grandi artisti della storia dell&rsquo;incisione europea del XX secolo.</p>
<p>Va sottolineata la particolare considerazione che Mir&ograve; aveva per la grafica d&rsquo;arte, con riflessioni al di fuori dell&rsquo;&agrave;mbito strettamente artistico, anche grazie ai successi ottenuti con questa tecnica che lo porter&agrave; a importanti risultati come quello del 1954, quando all&rsquo;artista venne attribuito il Gran Premio Internazionale per la Grafica alla Biennale di Venezia.</p>
<p><em>&ldquo;Dal punto di vista sociale e umano &#8211; </em>ha scritto lo stesso Joan Mir&ograve;<em> &#8211; l&rsquo;incisione, bench&eacute; se ne stampi un numero limitato di esemplari, ha maggiori capacit&agrave; di diffusione di un dipinto che sar&agrave; invece un&rsquo;opera unica, conservata nel museo&rdquo;. </em></p>
<p>Ma &egrave; proprio il mondo immaginativo di Mir&ograve;, quello affollato di sogni prevalentemente rossi e neri, di figure fantastiche apparentemente infantili, di uccelli sconosciuti dalla lunga coda, forme vaganti nello spazio infinito, il pi&ugrave; apprezzato del suo panorama artistico. Una sorta di spericolato funambolismo espressivo nel quale ogni forma e ogni segno si organizzano magicamente nello spazio in un&#8217;immagine che non sembra avere pi&ugrave; nulla a che fare con la realt&agrave; conosciuta.</p>
<p>Dagli appunti di lavoro emerge chiara e limpida la poetica dell&rsquo;artista, tanto chiara ed essenziale quanto naturale e priva di cerebralismi: <em>&ldquo;Nel disegnare &#8211; </em>scrive <em>- si badi al fatto che il tratto &egrave; la cosa pi&ugrave; importante, riempiendo solo alcuni spazi con il nero, come le rarissime aree colorate nei grandi pastelli, e che i neri assumono la stessa importanza come nei punti di luce degli interni olandesi&rdquo;</em>. E ancora: <em>&ldquo;Far&ograve; emergere il mio lavoro come il canto di un uccello o la musica di Mozart, senza sforzo apparente, ma pensato per lungo tempo e lavorato all&rsquo;interno&rdquo;</em>.</p>
<p>Il fatto &egrave; che la &ldquo;scrittura&rdquo; di Mir&ograve;, inventata, non convenzionale, indipendente da un preciso rapporto con la realt&agrave;, apparentemente dipendente dal caso o dal capriccio, &egrave; immediatamente percepibile. </p>
<p>Le <font color="#800080"><strong>80 grafiche presentate alla mostra</strong></font> riassumono e traducono in forme diverse un pensiero interiore logico e conseguente, che inizia nei primissimi anni del Novecento: invitano a meditare sulla vicenda umana e artistica di Mir&ograve;, uno dei protagonisti della cultura figurativa del XX secolo, che per tutta la vita, anche quando il mondo era sconvolto da guerre, dittature, odi razziali e sociali, conserv&ograve; intatto il raro dono di saper sognare, dando cos&igrave; vita a un&rsquo;arte a sua volta capace di introdurci nel mondo senza confini dell&rsquo;onirico e dell&rsquo;inconscio.</p>
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		<title>Giovanni Fattori. Incisioni e disegni</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 08:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disegni]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[La rivoluzione del segno inciso di Giovanni Fattori, per scavare nei territori della fatica di vivere: dal 19 ottobre al 25 novembre 2007, negli spazi della Calcografia dell&#8217;Istituto Nazionale per la Grafica di Roma &#232; allestita, a cura di Fabio Fiorani e Maria Cristina Rodeschini, la mostra che presenta 124 acqueforti e 23 litografie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La rivoluzione del segno inciso di <strong>Giovanni Fattori</strong>, per scavare nei territori della fatica di vivere: dal 19 ottobre al 25 novembre 2007, negli spazi della Calcografia dell&rsquo;Istituto Nazionale per la Grafica di Roma &egrave; allestita, a cura di Fabio Fiorani e Maria Cristina Rodeschini, <strong>la mostra che presenta 124 acqueforti e 23 litografie di Giovanni Fattori</strong> della collezione donata da Luigi Franconi all&rsquo;Accademia Carrara di Bergamo, dove oggi &egrave; conservata, una delle raccolte pi&ugrave; ricche di incisioni del grande maestro macchiaiolo.</p>
<p>A dialogare con questo nucleo sono 19 disegni&nbsp; e, per la prima volta esposto al pubblico, un <font color="#000000"><strong>prezioso taccuino di schizzi raffiguranti studi d&rsquo;animali, figure di butteri, soldati e piccoli scorci di paesaggio</strong>,</font> provenienti dalle collezioni dell&rsquo;Istituto Nazionale per la Grafica.</p>
<p>Ben nota agli studiosi per il suo carattere di sistematicit&agrave;, la raccolta Franconi dell&rsquo;Accademia Carrara di Bergamo, comprende ben 124 delle oltre 200 acqueforti note di Fattori. Non mancano fogli eccezionali, come alcuni esemplari unici e una serie tirata da Fattori con il suo piccolo torchio a mano.</p>
<p>La presenza in mostra anche di alcune stampe custodite dall&rsquo;Istituto Nazionale per la Grafica, che documentano stati&nbsp; diversi da quelli presenti nella raccolta Franconi, testimoniano ulteriormente l&rsquo;approfondita e appassionata ricerca svolta da Fattori in questo ambito espressivo.</p>
<p>L&rsquo;esposizione consente quindi al pubblico di leggere il percorso grafico dell&rsquo;artista che, per originalit&agrave; e modernit&agrave;, &egrave; considerato tra i maggiori incisori dell&rsquo;Ottocento italiano. <br />
<em><strong><br />
Cenni biografici</strong></em><br />
Giovanni Fattori (Livorno 1825 &ndash; Firenze 1908) si dedic&ograve; con particolare interesse all&rsquo; incisione solo nella maturit&agrave;, a partire dagli anni &rsquo;80 del XIX secolo, diventando tuttavia un punto di riferimento per la ricerca grafica italiana del Novecento, da Bartolini a Morandi. <br />
Fattori infatti scopre nell&rsquo;acquaforte la possibilit&agrave; di sperimentare nuove soluzioni espressive e, rompendo apertamente con la tradizione incisoria, inventa una nuova grafia che, mai uguale a se stessa, asseconda in modo puro, forte e istintivo il mutare dell&rsquo;ispirazione, ora poetica e malinconica, ora&nbsp; aspra e dirompente. Arrivando fino alla noncuranza per il dettaglio e per le finezze tecniche, con l&rsquo;unico obiettivo di tradurre nel segnare deciso e forte quel rapporto diretto e immediato con le cose che contraddistinse il suo essere artista. </p>
<p>Ricorrono nelle vere e proprie intuizioni grafiche del maestro macchiaiolo tanti motivi frequentati nella pittura: vivide &ldquo;impressioni&rdquo; campestri, scorci quasi fotografici di stradine riarse dal sole, figure affaticate e impolverate di militari a cavallo e di anti-eroi, contadini al lavoro, cavalli solitari al pascolo, buoi spossati dal peso del giogo, paesaggi boschivi, maremmani e marini. Tutte immagini catturate agli scenari dell&rsquo;amata Toscana. </p>
<p>Ma nei fogli incisi la &ldquo;macchia&rdquo; lascia il posto alla sintesi potente di un segno vigoroso ed essenziale, che scava e corrode la superficie dell&rsquo;immagine per distillare la cruda e semplice verit&agrave; del mondo ambientale e umano caro all&rsquo;artista, incentrato sulla fatica dell&rsquo;esistenza e sui brani di vita quotidiana degli umili e degli emarginati: &ldquo;un documento straordinario della scoperta di un&rsquo;Italia sommersa, osservata con l&rsquo;impassibile obiettivit&agrave; di chi non ha la mente alterata dai veli classicheggianti&rdquo;, scrisse Federico Zeri nella prefazione al Catalogo della Donazione Franconi (Ed. Pananti, Firenze, 1987).</p>
<p>Curato da Andrea Baboni, il volume, che &egrave; anche catalogo generale dell&rsquo;opera incisa di Fattori, accompagner&agrave; la mostra romana, completato per questa occasione da un catalogo coordinato delle opere dell&rsquo;artista conservate dall&rsquo;Istituto Nazionale per la Grafica.<br />
La mostra &egrave; organizzata dall&rsquo;Istituto Nazionale per la Grafica e dall&rsquo;Accademia Carrara di Bergamo.<br />
L&rsquo;Istituto Nazionale per la Grafica dedica la mostra alla studiosa dell&rsquo;opera grafica di Fattori, Anna Maria Bonagura.</p>
<p>La mostra di Roma inaugura un programma espositivo itinerante dedicato alle opere della Collezione Franconi dell&rsquo;Accademia Carrara di Bergamo che, dalla fine di maggio 2008, saranno esposte alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia.</p>
<p><strong>Roma &ndash; Istituto Nazionale per la Grafica</strong><br />
<strong>Calcografia, via della Stamperia 6 </strong><br />
<strong>Orari:</strong> 10.00 -19.00. Chiuso luned&igrave;<br />
Ingresso gratuito<br />
Info al pubblico:&nbsp; tel. 06.699801 o&nbsp; 06.69980242<br />
Sito internet: www.accademiacarrara.bergamo.it</p>
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