Looking For The Border

Archiviato in: Collettiva, Lombardia — scritto da claudia il 7 Dicembre 2007

Marcel Broodthaers, l'Oeil, 1966ALLA FONDAZIONE STELLINE DI MILANO
DAL 13 DICEMBRE 2007 AL 3 FEBBRAIO 2008
LOOKING FOR THE BORDER
Una linea concettuale dell’arte italiana e belga tra l’iconico e l’ironico

PROGETTO INTERNAZIONALE A CURA DI
Roberto Pinto & Francesca di Nardo
Luk Lambrecht & Koen Leemans

Dal 13 dicembre 2007 al 3 febbraio 2008, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la mostra Looking for the Border, che prende il nome dall’omonimo progetto internazionale che lega due pesi europei da sempre attenti alle dinamiche e agli sviluppi dell’arte contemporanea, quali l’Italia e il Belgio.
L’iniziativa, curata da un pool di quattro critici – due italiani, Roberto Pinto e Francesca di Nardo, e due belgi, Luk Lambrecht e Koen Leemans – col patrocinio del Comune di Milano – Assessorato allo Sport e Tempo Libero,  coinvolge la Fondazione Stelline di Milano e due istituzioni belghe, il De Garage di Mechelen e il Cultuurcentrum di Strombeek, che ospiteranno momenti espositivi in tempi diversi.

Looking for the Border. Una linea concettuale dell’arte italiana e belga tra l’iconico e l’ironico è una mostra di confronto e di approfondimento, che permette di leggere le nuove proposte creative italiane e belghe, attraverso le opere di 8 artisti (Rossella Biscotti, Dafne Boggeri, Michael Fliri, Geert Goiris, Sophie Nys, Matthieu Ronsse, Luca Trevisani, Sarah Vanagt), presentate in rapporto a figure artistiche importanti del passato prossimo di entrambi i Paesi, quali Alighiero Boetti e Marcel Broodthaers, Cesare Pietroiusti e Guillaume Bijl.
Come ricorda Giovanni Terzi, Assessore allo Sport e Tempo Libero del Comune di Milano, il progetto Looking for the Border è “un’occasione per ampliare le nostre relazioni internazionali e favorire lo sviluppo della creatività giovanile italiana sul territorio e all’estero, nella convinzione che ogni singola azione in questo senso possa un domani coniugarsi in possibilità lavorative”.

Questo progetto illustra quella linea della ricerca artistica italiana e belga che ha origine dalle opere di due importanti figure di riferimento, una italiana e una belga — Alighiero Boetti e Marcel Broodthaers — i cui lavori sono di stringente attualità e costituiscono, soprattutto per le giovani generazioni, materiale di studio e di confronto vitale. La loro influenza e visione, infatti, sono ancora fortemente propositive e le loro riflessioni critiche sull’arte e la sua funzione, sul ruolo dell’artista, sui confini di questa disciplina, accompagnate sempre da una lucidità intellettuale e da una dimensione ironica, si sono rivelate col passare del tempo centrali nel dibattito e nella ricerca artistica.
A essi sono affiancati, come figure di riferimento e di collegamento con la produzione più contemporanea, due artisti viventi: Cesare Pietroiusti e Guillaume Bijl, che più di altri nei rispettivi Paesi hanno indagato gli ambiti e i confini di cosa sia o non sia l’arte, e quali siano gli intrecci che si instaurano tra la messa in scena e la sfera del reale. Le installazioni di Bijl sono spesso incentrate sulla costruzione di ambienti distanti dal contesto artistico (come negozi, stanze di ospedale, agenzie di viaggio, ecc.), assolutamente credibili — tanto da creare un forte senso di straniamento nello spettatore — quanto falsi. L’ironia e lo smascheramento della simulazione sono le sue armi. Armi che possiamo ritrovare anche nel lavoro di Cesare Pietroiusti che attraverso performance, installazioni o video, si pone continuamente l’interrogativo di come entrare in comunicazione con il pubblico, in modo da stabilire una relazione che non si limiti a far vedere delle cose o a spiegarle; si genera così un processo che non smette di domandarsi quali siano i meccanismi di costruzione del pensiero e i pregiudizi che ognuno porta con sé.

Come evoluzione successiva del percorso proposto sono stati individuati quattro artisti belgi e quattro artisti italiani, dell’ultima generazione - Rossella Biscotti, Dafne Boggeri, Michael Fliri, Geert Goiris, Sophie Nys, Matthieu Ronsse, Luca Trevisani, Sarah Vanagt - che con la loro opera possano interpretare e indagare i temi sopra evidenziati. Tali artisti, scelti di comune accordo dal team curatoriale, costituiscono un campione rappresentativo e già internazionalmente riconosciuto dell’arte dei due Paesi. Le loro opere permettono di analizzare come si è trasformata e declinata, a volte in modi diversi e contraddittori, questa linea analitica dell’arte italiana e belga, che ha costituito negli anni una caratteristica forte e distintiva di entrambe le culture figurative, ma non sempre è stata analizzata e approfondita sia a livello teorico che espositivo.

Il progetto è accompagnato da un catalogo in inglese/italiano/fiammingo, con testi critici dedicati all’opera di Marcel Broodthaers e Alighiero Boetti, Guillaume Bijl e Cesare Pietroiusti, e pagine su ognuno dei giovani artisti, con interviste appositamente realizzate.
Tra gli eventi collaterali è in progettazione un breve ciclo di incontri e conferenze, sia in Italia e in Belgio, sull’argomento chiave del progetto espositivo: una particolare indagine sugli ambiti e i confini di cosa sia o non sia l’arte, e quali siano gli intrecci che si instaurano tra la messa in scena e sfera del reale.

LOOKING FOR THE BORDER
Una linea concettuale dell’arte italiana e belga tra l’iconico e l’ironico

13 dicembre 2007 – 3 febbraio 2008
Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61)
Orari: martedì – domenica 10 – 20  / Chiuso il lunedì chiuso e 25 dicembre 2007 e 1 gennaio 2008
Ingresso libero
Informazioni al pubblico 02/45462411
fondazione@stelline.it
www.stelline.it 

Arte contemporanea a Villa Pisani

Archiviato in: Collettiva, Veneto — scritto da claudia il 19 Settembre 2007

Arte Contemporanea a Villa Pisani
  coordinatore del progetto: Luca Massimo Barbero
Mostra: Nelio Sonego  Michel Verjux
   a cura di: Francesca Pola

Inaugurazione: sabato 29 settembre 2007  ore 18
Periodo espositivo: 29 settembre - 4 novembre 2007
  organizzazione: Associazione Culturale Villa Pisani Contemporary Art
Sede: Villa Pisani Bonetti
         Via Risaie 1  36045 Bagnolo di Lonigo (Vicenza)
         Tel. 0444 831104  Fax 0444 835517
         villapisani.mostre@alice.it  www.villapisani.net
Orari: da lunedì a venerdì 15-18 o su appuntamento

Villa Pisani a Bagnolo di Lonigo, progettata da Andrea Palladio a partire dal 1541 e realizzata tra il 1544 e il 1545, avvia con questa mostra la realizzazione di una serie di progetti artistici specificamente concepiti per i suoi spazi da artisti contemporanei, attraverso i quali intende arricchire la propria identità di monumento di eccezionale valore storico-artistico anche di una relazione positiva e propositiva con il presente della creatività.
Nelio Sonego e Michel Verjux sono stati invitati a realizzare una serie di interventi, in mutuo dialogo tra loro, in una relazione diretta e attiva con gli spazi architettonici e la memoria storica dello splendido edificio palladiano. Le opere che Sonego e Verjux hanno ideato per questa occasione, segnano infatti una modalità fortemente innovativa di mettere in relazione presente, passato e futuro della creazione artistica, in una prospettiva che non è né retoricamente celebrativa né freddamente citazionistica, ma intende ripercorrere, attraverso nuove immagini di senso, caratteri e significati propri di questo luogo.
La parte centrale della mostra è costituita dal grande salone principale, per il quale i due artisti hanno ideato due serie interventi tra loro incrociati. Per una delle controfacciate, Nelio Sonego ha realizzato una grande opera appartente al ciclo "Orizzontaleverticale", una tela lunga cinque metri, nella quale rettangoli sovrapposti e interferenti di diversi colori dialogano intenzionalmente, nella loro espansione spaziale, al contempo con le vedute della corte esterna e con gli affreschi rinascimentali del soffitto. Sulle due pareti laterali, Michel Verjux si è invece messo in relazione con la morfologia architettonica stessa della struttura, realizzando due proiezioni circolari il cui diametro e la cui collocazione coincidono con quelli della volta a botte che costituisce la copertura della sala.
Altri due "éclairages" di Verjux sono poi realizzati all’esterno, ai due angoli diagonalmente opposti dei corpi laterali della villa, che vengono illuminati da due semicerchi luminosi che ne sottolineano la relazione aperta con la natura all’esterno: il rapporto storico con il fiume che lambiva un tempo il contesto ambientale in cui è collocato l’edificio e con il viale di platani, piantati per virtuale sostituzione del portico dorico progettato originariamente da Palladio. In questa stessa prospettiva di stretto legame con la dimensione naturale è concepito anche l’altro intervento di Sonego, nei locali dei due spazi sottostanti il corpo principale dell’edificio, aperte sulla corte interna: l’artista ha qui dipinto una serie di opere collocate al suolo, con rettangoli che riducono la gamma cromatica all’alternanza di bianchi e neri, a sottolineare la dimensione imprescindibile di uno scambio continuo tra interno ed esterno della villa, il suo costituirsi come luogo nel quale struttura e natura non sono che due aspetti della medesima realtà.
Coordinatore del progetto "Arte Contemporanea a Villa Pisani" è Luca Massimo Barbero, che con questa prima occasione intende avviare una serie di interventi specifici per questo particolare spazio e un piano di commissioni che faranno di questo tesoro architettonico palladiano un luogo centrale nel contesto del dibattito e della progettazione in merito a una nuova modalità di committenza sul territorio.
In occasione della mostra, sarà pubblicato un catalogo bilingue, con testi di Luca Massimo Barbero, Francesca Pola, Nelio Sonego e Michel Verjux, una serie di immagini che documentano la mostra e un apparato bio-bibliografico.

Itinerari d’Arte a Treviso

Archiviato in: Collettiva, Veneto — scritto da claudia il 14 Agosto 2007

In occasione del Secondo Premio Internazionale di Pittura Arte Laguna, concorso organizzato dall’Associazione Culturale MoCA (Modern Contemporary Art) in collaborazione con lo Studio Arte Laguna per promuovere e valorizzare l’Arte contemporanea, la città di Treviso vivrà due mesi interi nel segno dell’Arte: un’occasione imperdibile per poter conoscere e stimare i movimenti artistici che caratterizzano la nostra contemporaneità.

Dal 7 al 28 settembre 2007 sarà allestita presso il Museo di Santa Caterina una Mostra Collettiva delle 40 opere finaliste al Premio finale. Le opere, realizzate in totale libertà tematica e stilistica da artisti provenienti da ogni parte del Mondo, verranno selezionate da un’esperta Giuria di Premiazione, tra cui figurano due importanti critici d’Arte e tre galleriste di riconosciuto valore.

L’evento avrà inizio con la cerimonia d’inaugurazione, che avrà luogo Venerdì 7 settembre 2007 alle ore 18.00 presso il Museo di Santa Caterina di Treviso, sede principale dei Musei Civici trevigiani. Seguiranno la cerimonia di premiazione e la consegna dei diplomi ai finalisti.

All’evento sarà associata un’ulteriore iniziativa, volta ad avvicinare il pubblico al Mondo dell’Arte: per tutto il periodo compreso tra il 7 Settembre e il 31 Ottobre 2007, si potrà passeggiare lungo alcuni suggestivi "Itinerari d’Arte" e ammirare oltre 250 opere "selezionate" esposte presso gli esercizi commerciali del Centro Storico di Treviso, lungo alcuni percorsi articolati che daranno modo agli amanti dell’arte e ai semplici curiosi di apprezzare quadri e dipinti all’interno dei negozi e delle vetrine.

Per gradire maggiormente la visita, gli interessati potranno trovare, in vari punti della Città, il Magazine del Premio, una rivista realizzata al fine di orientare e guidare i lettori nell’esplorazione delle Opere esposte e per conoscere le iniziative e gli eventi sviluppati dell’Associazione Culturale MoCA, nell’intento di promuovere l’Arte e farla conoscere al un pubblico sempre più vasto.

Per conoscere il calendario completo degli eventi organizzati in occasione del Premio Internazionale di Pittura Arte Laguna, è sufficiente visitare il sito ufficiale dell’evento, alla sezione eventi.

Per informazioni:
ufficio stampa - Artelaguna
Tel 041 5937242
Cell 320 5331847
Tel/Fax 041 8627948
info@artelaguna.it
www.artelaguna.it

Arte per Mare. Repubblica di San Marino

Archiviato in: Collettiva — scritto da claudia il 17 Luglio 2007

Catarino Veneziano, Madonna col Bambino. Tempera su tavolaARTE PER MARE. DALMAZIA, TITANO E MONTEFELTRO TRA PRIMO CRISTIANESIMO E RINASCIMENTO
Repubblica di San Marino, Museo di San Francesco; Città di San Leo, Museo di Arte Sacra
Dal 22 luglio all’ 11 novembre 2007

Un mare d’arte sulla scia di due scalpellini destinati alla gloria degli altari e a dare, l’uno, il nome ad una celebre Rocca del Montefeltro, l’altro, alla più antica Repubblica del mondo, quella di San Marino.

I dalmati Marino e Leone, i due protagonisti, secondo la tradizione giungono sulla costa romagnola dicostruzione della mura della città romana, per poi scegliere la vita contemplativa e ritirarsi tra il monte Titano e il Montefeltro, dando qui origine ad uno sorta di movimento eremitico che trasformò il territorio boscoso e selvaggio tra Adriatico e Appennino in una piccola Tebaide.

La mostra “Arte per mare. Dalmazia, Titano e Montefeltro tra primo Cristianesimo e Rinascimento” non si limita a ricostruire l’ambiente di questo primo viaggio, datato all’età tardo-antica, ma sviluppa, in modo ampio e con una straordinaria ricchezza di testimonianze artistiche, il continuo passaggio, da una all’altra costa dell’alto e medio Adriatico, di arte e artisti lungo le frequentatissime antiche “autostrade del mare”.

Il periodo storico (e conseguentemente artistico) che la grande esposizione prende in esame è quello tra il primo Cristianesimo, epoca di arrivo di Leone e Marino, e il Rinascimento.

Due le sedi scelte per questa ampia mostra che durerà sino all11 novembre: il Museo di Arte Sacra nella Città di San Leo e il Museo di San Francesco nella Repubblica di San Marino. “Arte per mare” è stata promossa dalla Diocesi di San Marino-Montefletro in collaborazione con la Repubblica di San Marino e la Città di San Leo, ed è coordinata da Giovanni Gentili e Alessandro Marchi.

Nell’antico Palazzo Mediceo di San Leo, sede della prima sezione della rassegna, vengono presentate splendide testimonianze del primo Cristianesimo in Dalmazia e, in parallelo, a Rimini. I reperti dalmati provengono prevalentemente da Salona, la più importante città della Dalmazia romana, sorta a due passi dal celebre palazzo imperiale di Diocleziano, a Spalato. Dalle numerose chiese paleocristiane, basiliche, battisteri e necropoli di quella città giungono plutei, capitelli, frammenti di ciborio e altri elementi architettonici, che in mostra vengo raffrontati con analoghi elementi provenienti dall’antica Ariminum e che parlano un linguaggio comune, diffuso in età altomedievale attraverso il mare. Nodi, intrecci, fogliami, rilievi con animali reali o di invenzione decorano le superfici: un insieme fantastico, a volte “barbaro” nel tratto e nella esecuzione e di grande effetto cromatico. Completa questa sezione un’ampia scelta di oggetti di uso quotidiano e liturgico di grande bellezza, sempre provenienti dalle due sponde del mare. Di eccezionale interesse il reliquiario in argento del quinto secolo ritrovato a Rimini, all’interno di un altare marmoreo.
Chiude questa prima sezione della mostra la monumentale Croce dipinta per il Duomo di San Leo e databile intorno al XII secolo, qui esposta per la prima volta dopo un lungo restauro che ha portato alla luce, sotto ridipinture recenti, uno splendido volto di Cristo Trionfante.
All’esterno della sede espositiva, il percorso della mostra prosegue idealmente lungo le stradine di San Leo sino al Duomo, splendida costruzione romanica riaperta al culto nell’estate del 2006 e la vicina Pieve romanica, sorta su un più antico edificio di culto strettamente relato alla presenza del Santo fondatore.

Verso il mare, in lontananza, appare il monte Titano, terra della Repubblica, dove è ospitata la seconda parte della mostra, nel Museo di San Francesco, nel cuore del centro storico. Pittura e scultura per lo più, insieme a splendide oreficerie e a pagine miniate di rara bellezza, documentano il legame plurisecolare esistente tra le due sponde dell’Adriatico a partire dal secolo XIII fino al Rinascimento, tramite una produzione artistica di notevole livello dovuta all’ingegno e alla mano di maestri spesso attivi su entrambe le coste del mare.
Sono anonimi pittori bizantineggianti – come l’autore della celebre Madonna con il, Bambino della Pinacoteca di Forli; o quello della Madonna col Bambino e i ss. Nicola e Francesco del Museo della Città di Spalato. Ai francescani capillarmente presenti fin dai tempi di Francesco nelle terre bagnate dal mare si deve la committenza di Croci e Madonne e di quei Volti Santi o Imagines Pietatis, tipici dell’area adriatica, destinati a grande fortuna specie nel Trecento e Quattrocento.

Anche i commerci veneziani trascinano arte e artisti dall’una all’altra sponda del mare. Ne dà testimonianza anzitutto Paolo Veneziano insieme ai suoi discepoli, diretti o indiretti, le cui opere si ritrovano un po’ ovunque sulle due sponde e negli immediati entroterra: nei pressi di Cesena è lo spesso Paolo a firmare nel 1347 il suo primo capolavoro giunto fino a noi, la famosa Madonna con il Bambino ora al Museo Diocesano di Cesena, e a realizzare, probabilmente con l’aiuto dei figli il Polittico di Arbe/Rab, in Dalmazia; mentre a San Leo e altrove nel Montefeltro giungono via mare preziose tavole dipinte di Catarino Veneziano e a Santarcangelo di Romagna Jacobello di Bonomo invia da Venezia quel capolavoro assoluto che è il Polittico conservato nella chiesa collegiata, ancora integro nella sua fastosa, splendida cornice. Per non dire di Jacobello del Fiore, presente a Pesaro e a Spalato con testimonianze pittoriche di alta qualità.
Sono opere, quelle citate, che in mostra "dialogano" anche con preziosi documenti propri dell’arte della "terraferma", quali tavole dipinte dovute alla mano di celebri artisti della Scuola riminese del Trecento e opere - tempere, ricami, oreficerie - di maestri nordici documentati su entrambe le coste dell’Adriatico e che suggeriscono altre vie dell’arte che fanno di questa area adriatica un "melting pot" culturale senza pari in quell’epoca.

L’arte passa anche attraverso le “bocche” montane che collegano le Marche e la Romagna al mare. Di qui transitano pittori e scultori fiorentini in pieno Quattrocento, attratti dal polo di Urbino ma anche la creatività geniale dei dalmati Laurana – Francesco lo scultore e Luciano l’architetto – , di Giorgio da Sebenico e di Giovanni Dalmata. Uno scambio continuo e prolifico coinvolge scultori quali Nicolò di Giovanni Fiorentino, Andrea Alessi, Giorgio di Matteo Dalmata, e pittori come Giorgio Schiavone, Carlo e Vittore Crivelli e i tre fratelli Vivarini.
Le loro opere, presenti sulle due coste, segnalano le profonde novità che si andavano allora affermando in senso rinascimentale, senza tradire fino in fondo, però, l’amore e la passione tutte adriatiche per i colori dell’oro e per le luci del mare, retaggio orientale per nostra fortuna duro a morire.
E di tutto questo la ricca sezione sanmarinese della mostra dà ampiamente conto.

“ARTE PER MARE. Dalmazia, Titano e Montefeltro tra primo Cristianesimo e Rinascimento” Città di San Leo, Palazzo Mediceo - Repubblica di San Marino, Museo di San Francesco, 22 luglio – 11 novembre 2007.
Orario: San Leo, tutti i giorni 9-19; aperture serali 21-23 dal 22 luglio al 2 settembre. San Marino, fino al 31 agosto tutti i giorni 9-20; dal 1 settembre 9-17, sabato e domenica 9-18.
Biglietto intero € 9, ridotto € 7, gruppi scolastici € 5.
Numero verde per informazioni e prenotazioni: 800553800.
Catalogo Silvana Editoriale. Mostra promossa dalla Diocesi di San Marino-Montefeltro, organizzata da Fondazione Internazionale Giovanni Paolo II per il Magistero Sociale della Chiesa, in collaborazione con la Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura della Repubblica di San Marino e il Comune di San Leo. A cura di Josko Belamarić, Giovanni Gentili e Alessandro Marchi

Museo della Permanente 1886/1970 - Prima Parte

Archiviato in: Collettiva, Lombardia — scritto da claudia il 6 Luglio 2007

La Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente
presentano
 
"Museo della Permanente 1886/1970 - Prima Parte"
 
Una selezione di 40 opere appartenenti alla raccolta d’arte del Museo della Permanente: dalla prima scultura donata da Grandi nel 1886 fino al monumentale Omaggio all’America Latina di Alik Cavaliere e Emilio Scanavino, passando per le opere di Gola, Sironi, Carrà, Fontana, Cassinari  ed altri importanti protagonisti del ‘900 italiano.
 

Dal 10/07/2007 al 02/09/2007

Ingresso Libero.

LUGLIO: martedì - venerdì 14.30 - 18.30
        
AGOSTO: martedì - venerdì 14.30 - 18.30
                sabato - domencia 10 - 13/14.30 - 18.30
                chiuso 13 - 14 - 15 agosto
 
Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente
Via Filippo Turati 34 - 20121 Milano
Tel. 02 6599803 - 6551445
Fax 02 6590840

Progettoggetto. Prove di materializzazione a Pistoia

Archiviato in: Collettiva — scritto da claudia il 19 Giugno 2007

progettoggetto
prove di materializzazione

a cura di Stefano Coletto

Kristine Alksne | Atrium Project 
Michele Bazzana | Francesco Carone
Nicola Gobbetto | Brunno Jahara | Maria Piccinini
Alberto Tadiello | Simone Tosca | Nikola Uzunovski

Palazzo Bracciolini delle Api
Ingresso via Bracciolini, 3  (angolo Piazza Duomo)
Pistoia

Inaugurazione venerdì 22 giugno 2007, ore 18.30

Venerdì 22 giugno 2007, alle ore 18.30 si inaugura la mostra d’arte contemporanea progettoggetto, a cura di Stefano Coletto. Primo di una serie di appuntamenti in spazi esterni alla Galleria SpazioA contemporanearte di Pistoia, la mostra dà il via al progetto InsideOut che ha l’intento di trovare nuove e stimolanti occasioni  anche fuori dalla galleria per entrare dentro altri spazi nel centro storico di Pistoia. Il Palazzo Bracciolini delle Api, sede dell’evento, appartenne alla famiglia patrizia dei Bracciolini e risale ai primi del ‘600.    Al piano terra dell’antico edificio la galleria ospita una collettiva di giovani artisti emergenti italiani e stranieri.
Negli anni delle trasformazioni estetiche indotte dai nuovi media, nella diffusione sempre più massiccia dell’audio video e della progettazione attraverso il digitale, ha senso chiedersi quali siano le strategie con le quali i giovani artisti guardano oggi agli oggetti. La mostra nasce con questa intenzione coinvolgendo degli artisti emergenti.
Quando si parla di oggetti in arte si pensa immediatamente alla scultura oppure al design.
La scultura ci riconduce alla forma che si articola nello spazio, con le sue norme, la sua tradizione storica e le sue poetiche. La mostra però non intende confrontarsi con la scultura, che un percorso storico, artistico ed estetico ha trasformato in installazioni multimediali come in Nam June Paik, in opere relazionali come in Beuys, in sculture corpi come nella Body Art di Gilbert and George o in opere che si confrontano con il paesaggio e gli elementi primordiali della natura come nella Land Art e nell’Arte Povera.
Considerare l’oggetto oggi significa non parlare di un’opera in sè conclusa, ma della realizzazione di un qualcosa che è parte di una costellazione più ampia, di una significazione più allargata.
Da sempre l’attività conoscitiva dell’uomo è imperniata sulla relazione tra soggetto e oggetto, tra un individuo che percepisce e conosce e un mondo di cose, di situazioni, di ambienti che gli stanno di fronte.
L’oggetto artistico è ciò che noi produciamo ma anche ciò che in seguito ci sta di fronte, quasi uno strumento, un elemento materico fondamentale per
costruire delle storie personali, come elemento di congiunzione per considerazioni esistenziali, psicologiche ed estetiche.
Il design pensa agli oggetti tenendo conto di una funzionalità che non è solo formale ma anche tattile, visiva, immaginativa; il design riflette in modo allargato sulle norme di fruizione.

Invece nell’ambito artistico l’oggetto sta lì per essere giocato e discusso, osservato e cancellato, ma anche preso e distrutto. L’artista pensa a queste possibilità e non ne trascura nessuna, confrontandosi con il confine dell’oggetto, nel senso dell’esperienza limite che può indurre la presenza dell’oggetto nella vita dell’individuo; l’arte concettuale ha anche introdotto la scomparsa della tridimensionalità dell’oggetto come opera.
Dieci artisti che con le loro opere sembrano alludere a 10clicks, un’opera dei Limiteazero (http://limiteazero.net/p5/index.html) in cui un software permette in 10 clicks di mouse di costruire una forma che poi possiamo far ruotare a nostro piacimento; la mostra come occasione per creare uno spazio attivo di progettazione e riflessione sulle possibili materializzazioni dell’oggetto.

Dal 22 giugno al 25 luglio – dal 20 agosto al 22 settembre 
dal martedì al sabato 10.30-13.00 16.00-20.00 – info@spazioa.it | www.spazioa.it

Il segno dell’arte - Bologna, Palazzo Saraceni

Archiviato in: Collettiva, Emilia Romagna — scritto da claudia il 7 Aprile 2007

Il segno dell'arteIl segno dell’arte. Disegni di figura nella collezione Certani alla Fondazione Giorgio Cini (1500-1750)
Bologna, Palazzo Saraceni
19 aprile – 27 maggio 2007

Inaugurazione e apertura al pubblico: 19 aprile - ore 17.30.

Giovedì 19 aprile alle ore 17.30 verrà inaugurata a Bologna, a Palazzo Saraceni, la mostra Il segno dell’arte. Disegni di figura nella collezione Certani alla Fondazione Giorgio Cini (1500 – 1750), organizzata dalla Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con l’Associazione Francesco Francia e la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.
La mostra, a cura di Giuseppe Pavanello, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, presenta una selezione dei disegni di figura presenti nella collezione Certani della Fondazione Giorgio Cini databili a partire dall’inizio del secolo XVI fino alla metà di quello XVIII.

La ricchezza del materiale grafico della collezione Certani, che appartiene alla Fondazione Cini di Venezia, comprendente disegni di figura e di paesaggio, studi architettonici e decorativi, bozzetti teatrali ed altro ancora testimonia il suo grande rilievo storico-artistico. A metterla insieme era stato l’eminente violoncellista e musicista bolognese Antonio Certani (1879-1952) con acquisizioni sul mercato antiquario locale tra le due guerre. A distanza di oltre mezzo secolo dalla sua scomparsa alcuni dei fogli più spettacolari tornano ad essere visibili a Bologna.
L’eccezionalità della raccolta è legata tuttavia alla presenza di esempi dei maggiori artisti emiliani attivi nei secoli d’oro di quella rinomata scuola. Proprio un prezioso nucleo di quel patrimonio, forte di centinaia di fogli, costituisce la maggiore attrazione della mostra.
L’esposizione si articola in due sezioni. La prima comprende ben 70 fogli dei maggiori esponenti della pittura emiliana tra Cinquecento e metà Settecento. La seconda raccoglie una selezione di 16 testi grafici realizzati da artisti chiamati a rappresentare autorevolmente diverse scuole pittoriche della penisola, da quella veneta a quella romana.
Tra i pezzi di maggiore interesse vanno ricordati, oltre alla primizia del San Sebastiano attribuito al maestro tardoquattrocentesco Nicoletto da Modena, due reperti del bolognese Bartolomeo Passerotti che rappresentano ad alto livello il secolo XVI.  Per il momento aureo del Seicento si potranno vedere opere di pregio, come un disegno di Ludovico Carracci, alcuni studi di Guido Reni e di suoi contemporanei e seguaci, come Cantarini, Schedoni, Cavedone, Torri, Brizio, Pasinelli, Sirani. Spiccano quattro capolavori a gesso rosso e a penna del Guercino, tra i quali la nota Donna che allatta per l’affresco con Venere che allatta  Amore sul camino di una camera di palazzo Pannini a Cento e la Testa di ragazzo con cappello di straordinaria freschezza esecutiva. Meno noti ma altrettanto rappresentativi della civiltà figurativa emiliana del Settecento gli autori di quel secolo presenti nella selezione esposta: oltre a una straordinaria scelta di ben 13 disegni di Donato Creti, vanno segnalati fogli di Rolli, String, Dal Sole, Crespi, Bigari, Bertuzzi, Gionima. Tra i maestri che esulano dall’ambito bolognese ed emiliano verranno fatti conoscere esempi dei lombardi Polidoro da Caravaggio e Aurelio Luini, del veneziano Battista Franco, del veronese Marc’Antonio Bassetti, e testi di artisti centroitaliani del calibro di Poppi, Pollini, Balducci, Diamantini. A questi si aggiunge la rarità del disegno riferito allo scultore di origine fiamminga Giusto Le Court, presente in mostra con uno studio per una figura del Monumento Pesaro nella chiesa veneziana dei Frari.
Catalogo a cura di Vincenzo Mancini e Giuseppe Pavanello, edito da Bononia University Press.

Informazioni pratiche:
Bologna, Palazzo Saraceni
19 aprile – 27 maggio 2007ostra a cura di Giuseppe Pavanello
Catalogo a cura di Vincenzo Mancini e Giuseppe Pavanello, Bononia University Press.perto tutti i giorni (festivi compresi) ore 10.00 - 19.00
Ingresso libero
Informazioni: tel. 051 2754076

Splendori a corte. Arti del mondo Islamico nelle collezioni del Museo Aga Khan

Archiviato in: Collettiva, Emilia Romagna — scritto da claudia il 29 Marzo 2007

Stendardo, Iran XVI secoloAL PALAZZO DELLA PILOTTA DI PARMA
DAL 31 MARZO AL 3 GIUGNO 2007

L’esposizione è uno degli appuntamenti principali della rassegna ARTS AND MUSIC FROM THE ISLAMIC WORLD che porterà per due mesi nella città emiliana concerti di musiche tradizionali dell’Asia centrale e giornate di studio sul tema ‘Islam e Occidente: dialogo tra culture’.
Nella prossima primavera, Parma diventa punto d’incontro e di dialogo tra la cultura islamica e quella europea. Dal 30 marzo al 3 giugno, infatti, è in programma la rassegna ARTS AND MUSIC FROM THE ISLAMIC WORLD, che propone un ricco calendario di iniziative: un inedito e raffinato evento espositivo, concerti e giornate di studio, che testimonieranno il denso rapporto di scambi culturali intercorso tra i paesi musulmani e quelli europei dal Medioevo fino ai nostri giorni.
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Parma e del Comune di Parma, il progetto culturale, ideato e curato da Fondazione Aga Khan Trust For Culture, da Fondazione Parma Capitale della Musica e dalla Sovrintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Parma e Piacenza, è promosso dalla Fondazione Teatro Regio di Parma e dall’Università di Parma, con il contributo di Arcus.
“La mostra  – sottolinea S.A. l’Aga Khan –  ha l’ambizione di consentire una visione, multiforme seppur fuggevole, del vasto regno delle arti nelle culture musulmane, nelle sue più diverse espressioni: manoscritti e pagine miniate, pitture, ceramiche, suppellettili in legno e in metallo, tessuti. Il linguaggio dell’arte, soprattutto quando è ispirato dalla spiritualità, può essere uno strumento di comunicazione che trascende e supera le barriere. Questa mostra ha dunque un significato veramente speciale, in un’epoca che ha tanto bisogno di incontri illuminati tra varie fedi e culture”.

Uno dei punti di maggiore interesse della rassegna è rappresentato dalla mostra “SPLENDORI A CORTE. Arti del Mondo Islamico nelle Collezioni del Museo Aga Khan”, che presenta per la prima volta in Italia, dal 31 marzo al 3 giugno, al Palazzo della Pilotta, 170 capolavori della collezione di S.A. l’Aga Khan, che nel 2009 costituirà il nucleo del nuovo Museo Aga Khan a Toronto in Canada.
L’esposizione, curata da Sheila Canby – curatrice del Dipartimento di Arte islamica del British Museum di Londra –, sarà divisa in due sezioni; la prima, dedicata alla ‘Parola di Dio’, nella quale saranno raccolti volumi del Corano splendidamente decorati, databili tra l’VIII e il XVIII secolo. La seconda, dedicata al ‘Potere del Sovrano’ offrirà una rievocazione delle grandi corti islamiche dalla dinastia dei Fatmidi d’Egitto, ai Qajars di Persia, attraverso l’educazione del Sovrano, la poesia e la letteratura, l’esercizio del potere e i suoi passatempi, la caccia e l’equitazione.
Tra le opere esposte, manoscritti e pagine miniate, pitture, ceramiche manufatti in legno e metallo, tessuti provenienti da una vasta aerea islamica che si estende dalla Cina fino ai territori andalusi.
Il catalogo sarà edito da Olivares.
Parma, Palazzo della Pilotta
31 marzo - 3 giugno 2007
Orari: 10.00 - 19.00. Lunedì chiuso. Lunedì 9, 23 e 30 aprile aperto.
Biglietti: € 8 intero; € 6,50 ridotto under 18, over 65, gruppi di min. 15 persone, convenzioni; € 3 ridotto scuole
Catalogo Olivares

Informazioni e prenotazioni: civita tel. 199 199 111 – servizi@civita.it

“Natura e vita” al Bidone

Archiviato in: Campania, Collettiva — scritto da admin il 13 Marzo 2007

Giovedì 15 marzo alle ore 17.30 presso il Centro d’Arte e Cultura Il Bidone, in via Salvator Rosa 159, a Napoli, sarà inaugurata la mostra “Natura e vita”, collettiva degli Artisti del Movimento Esasperatismo-Logos & Bidone a cura di Adolfo Giuliani. Espongono: M. Barrotta, A. De Chiara, R. Elia, M. Fortunato,F. Iuliano, P. Napoletano, P. Rago, F. Santamaria. “Arte, natura e vita – ha scritto in una nota di presentazione il giornalista Domenico Raio - rappresentano un trinomio inscindibile il cui valore gli aderenti al Movimento dell’Esasperatismo si stanno impegnando a tenere alto attraverso un’espressione pittorica che, lungi da ogni facile esercizio contemplativo, vuole ribadire l’importante ruolo che l’arte stessa dovrà avere nell’evitare che l’uomo possa causare ulteriori infausti fenomeni ai danni della terra e degli esseri viventi.”
La mostra resterà aperta fino al 27 marzo dalle 16.30 alle 19.30. Sabato e Domenica per appuntamento



Powered by ZeroDelta